Cronaca — 27 febbraio 2007

Roma 25 febbraio,
Proprio sulle pagine di Podistidoc si è discusso, e pure animatamente, di gare troppo affollate e di crescita insostenibile dei numeri nelle manifestazioni. Non è certo il caso della RomaOstia. La maratonina del G.S. Bancari Romani è lo specchio di quanto sia in espansione il movimento podistico amatoriale in Italia, ed è un esempio a cui guardare quanto a sostenibilità dello sviluppo. 9838 gli iscritti ed ovviamente è record.  Sbiadisce quello della passata stagione, che nemmeno regge il confronto col dato dei classificati di quest’anno: 7901.
I tratti caratteristici della mezza più partecipata d’Italia sono ormai arcinoti. Le numerose riviste di settore, per mesi, oltre ai soliti programmi, hanno dispensano dritte per una perfetta gestione tattica. E così, tutti conoscono alla perfezione, anche chi non ne ha esperienza diretta, i saliscendi, la lunga salita del camping, il veloce tratto tra il decimo ed il quindicesimo, le insidie del vento sul lungomare. Il fiume di podisti alla partenza, come al solito dal palalottomatica, viene ‘chiuso’ in cinque affollatissime griglie, che non lasciano scampo a chi si avvia dalle retrovie ed ha pretese di tempo. Non resta che rassegnarsi ed aspettare che il gruppissimo si allunghi. Una mezza non facile, questo è fuor di dubbio, ma sicuramente adatta per regalarsi una prestazione da incorniciare. Ai grandi numeri, come detto, si associa una grande qualità organizzativa (gli sponsors fanno la differenza) ed atletica. Ci sono proprio tutti: dai Keniani, capitanati dal campione uscente William Rotich, ai grandi nomi italiani: Di Cecco, Caimmi, Petrei, Curzi, Andriani, Pertile tra gli uomini;  Genovese, Console, Sicari, Incerti tra le donne. Come da copione, gli uomini degli altipiani prendono il comando. La svolta a trequarti della corsa con Barus Benson che parte in progressione  preoccupato solo di battere il record della gara per intascare il bonus relativo. Purtroppo per lui, il crono segna 6” in più. Primo degli italiani Daniele Caimmi che, lasciato senza la copertura di una lepre, tenta il tutto per tutto ma deve accontentarsi del quinto posto. Più combattuta la gara femminile. La contesa si risolve sul lungomare con la sorpresa dell’algerina Souad Ait Salem a precedere la marocchina Nadia Ejjafini  partita coi favori del pronostico. Prima delle italiane la siciliana Anna Incerti. Tantissime le storie personali che potremmo raccontare. Fra tutte, sicuramente singolare, quella dell’irriducibile maratoneta non vedente Lorenzo Gazzellone (Aprocis Cassino). Nemmeno la Roma Extreme Marathon era stata capace di domarlo; qui deve arrendersi all’errore di percorso  del  suo accompagnatore Maurizio Grossi (Lorenzo partiva insieme agli altri atleti non vedenti con 2′ di vantaggio sul gruppo) che gli costa ben otto minuti, comunque ragguardevole il suo 1h 33′ 46”.


I primi dieci






















































BARUS BENSON KIPCHUMBA KEN

1.00.18

KIPKORIR JONATHAN KEN

1.00.58

BIWOTT KIPLEITING STANLEY KEN

1.01.19

KIPROP LIMO DANIEL KEN

1.02.59

CAIMMI DANIELE ITA

1.03.01

LAALAMI CHERKAOUI MAR

1.03.12

PERTILE RUGGERO ITA

1.03.30

CURZI DENIS ITA

1.03.30

PETREI ANTONELLO ITA

1.03.30

ROTICH SOLOMON KEN

1.03.36


 






















































AIT SALEM SOUAD ALG

1.10.29

EJJAFINI NADIA BRN

1.10.43

INCERTI ANNA ITA

1.11.20

SICARI VINCENZA ITA

1.12.02

IZEM HAFIDA MAR

1.14.07

GENOVESE BRUNA ITA

1.18.42

MANCA MANUELA ITA

1.19.32

MANCINI MARCELLA ITA

1.19.52

VITTORI SIMONA ITA

1.19.54

BOGGIATTO ROBERTA ITA

1.20.24


Una festa solo a metà


La Roma Ostia 2007 è però una festa solo a metà. Intorno al terzo chilometro Italo Bagaglini, infermiere ultramaratoneta 50enne, si è accasciato al suolo colpito da un attacco cardiaco. A nulla sono valsi i soccorsi prestati istantaneamente da un podista cardiologo e dai sanitari. Trasportato in ambulanza all’ospedale Sant’Eugenio è deceduto poco dopo. L’accaduto non lascia indifferente il popolo della RomaOstia, e non consente di godere appieno la fatica di questa domenica che, d’un tratto,  diventa malinconica.


 


In casa Atletica Venafro


 


26 i nostri atleti lanciati verso il lungomare di Ostia. Una sola donna: Lijliana Malinic che con la sue calze dà un tocco fashion alla gara e riceve i ringraziamenti dei  podisti che con lei dividono la fatica. Il viaggio, così come il pranzo, lo dividiamo con alcuni amici dell’Aprocis Cassino, dell’Atletica Cales e della Nuova Atletica Isernia. Si cementano i rapporti intersocietari anche alla luce del progetto  ‘Master delle Regioni’ al via domenica 4 Marzo proprio con una mezza maratona, quella della città di Frosinone. Migliore degli atleti Venafrani  Lazhar Nabli che chiude con un 223° assoluto di tutto rispetto in 1h18’36”. Una gara d’attacco la sua, disturbata, come quella dell’altro big lo ‘Zar’ Marciano Pilla 1h19’04”, solo dal traffico iniziale. Terza piazza per il sorprendente Marco Pessia 1h24’17”, che recupera alla grande dopo l’infortunio alla caviglia e si lancia a pieno titolo fra i runners di prima fascia. Bravissimo Pietro Calleo che, forte del doping familiare della simpaticissima Sabrina, chiude in 1h25’27”, una conferma la sua, se mai ce ne fosse bisogno. Nel club dei podisti sotto 1h30′ anche il Presidentissimo Cazzorla, Giuseppe Russo, Maurizio Cimorelli e Franco Di Pasquale. Appena oltre Domenico Giangrande; i programmi del coach Alberto Ciaraldi seguiti alla perfezione gli regalano un tempone, e quei 4” sono solo uno stimolo a crescere sempre di più. Buona la prova dell’anima dell’Atletica Venafro Massimiliano Terracciano menomale che non deve cantare per vivere vi assicuro un vero tormento! Bravi tutti, senza eccezioni, e grazie allo sponsor Antonio Buondonno che questa volta ha voluto essere in prima linea con noi, correndo e divertendosi, senza soffrire. A chiudere la stanca ma soddisfatta carovana venafrana Claudio Porcari, autentico giullare, con le sue ormai adorate kinsei: ‘A Diè è stato amore a prima vista, le lucido, le accarezzo ormai fanno parte della famiglia!’ Un saluto particolare al mio compagno di questi mesi di preparazione: Antonio Marano. Fino a qualche tempo fa per me lui era quello delle sfogliatelle, oggi, dopo i chilometri e la fatica condivisa, posso dire di aver trovato un amico, una delle persone più sincere e generose che abbia mai conosciuto. Forza campione non abbiamo ancora fatto nulla, la corsa della nostra vita sarà sempre quella di domani; perciò mettiamo da parte stanchezza ed amarezza ed indossiamo ancora canotta e scarpette questo è sport, questo è podismo, questa (e penso anche ad Italo Bagaglini) è la vita.


 


Saluti a tutti i podistidoc and happy run!

Autore: Diego Di Salvo

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