TuttoCampania — 28 novembre 2013

Si è conclusa giovedì sera la prima fase dei lavori che ha visto impegnati numerosi protagonisti del movimento podistico nelle province di Napoli e Caserta. A partire dallo scorso 10 ottobre, infatti, ha avuto luogo un intenso confronto fra amici di acclarata e ultradecennale conoscenza dell’ambito podistico, acquisita, peraltro, come rapprentanti di società piccole, medie e grandi e/o di organizzatori di gare podistiche. I temi del confronto sono stati diversi e molteplici. Dalla disamina di ciascuno di essi ne è stata puntualmente codificata, con il preciso scopo di valorizzare l’immagine interna ed esterna del movimento podistico, una linea d’azione condivisa. Si è così proceduto ad assemblare un vero e proprio “Protocollo d’Intesa” nel quale i sottoscrittori ripongono grande fiducia e, soprattutto, ne auspicano la condivisione anche da quanti vorranno fornire, in seguito, il proprio contributo al fine di consentirne il miglioramento di quanto scritto e l’implementazione con quanto si potrà e dovrà ancora scrivere. È convinzione comune dei sottoscrittori che dare attuazione al Protocollo di Intesa consenta di perseguire gli scopi prefissati con l’organizzazione delle manifestazioni podistiche nonché di quelli sanciti dagli statuti societari di ogni associazione podistica dilettantistica. In tale ottica lo stesso documento va riguardato, quindi, non bloccato da vincoli ed obblighi, bensì una pseudo linea guida anzitutto da osservare e, in subordine, indurre ad osservare chi, per motivi estranei allo sport, ne ha determinato le criticità emerse durante i lavori.

I punti principali del Protocollo di Intesa sono:

La migliore sinergia e collaborazione possibile tra gli organizzatori (in particolare tra i sottoscrittori)

rimodulazione dei ristori post gara

rimodulazione dei meccanismi di premiazione, in particolare dare maggiore impulso alle categorie più giovani come gli Under23

individuazione di un target minimo di servizi da garantire ai partecipanti (bagni, spogliatoi)

istituzione del numero massimo inderogabile di partecipanti in funzione delle caratteristiche del percorso e dei servizi disponibili

riduzione del costo di iscrizione

eliminazione del pacco gara

eliminazione/riduzione dei montepremi in denaro

regolamentazione dell’acquisizione di immagini foto/video delle manifestazioni e dei partecipanti

miglioramento della sicurezza e del monitoraggio dei podisti

In questo modo si ritiene di attivare quegli accorgimenti minimi per contrastare in maniera appena efficace i numerosi casi in cui:

la manifestazione diventa motivo di lucro per organizzatori e società, e pertanto, governati dal profitto guardano sempre meno all’etica, all’immagine, al comportamento, alla qualità ed alla sicurezza; i podisti partecipano per motivi sempre meno sportivi; chi assiste, alla luce degli ignobili spettacoli di pubblica indecenza fornita loro dal comportamento dei podisti, propende per un giudizio essenzialmente negativo; gli sportivi amatori, vero cuore pulsante del movimento, tendono ad allontanarsi verso altri modelli; si assiste alla scarsa partecipazione di giovani, in particolar modo nel settore femminile; si manifestano diatribe tra atleti, società, Enti di Promozione e Federazione. Al fine di dare ogni rilevanza a quanti vorranno partecipare al progetto e contribuire al miglioramento delle proposte ed eventualmente al cambio di passo tanto auspicato verrà attivato

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Peluso

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