Cronaca slide — 13 giugno 2016

Venafro 2016Spettacolo, festa, coinvolgimento, pubblico, calore, emozioni: questi gli ingredienti che chiedo ad un evento, per definirlo e viverlo come tale. Ecco perché amo la gara di Massimiliano Terracciano, amo la gara di Venafro: il Trofeo San Nicandro. Ingredienti che vengono prima della qualità degli atleti (che pure ogni anno c’è, ed anche quest’anno c’è stata) e sono gli ingredienti che rendono esaltante la corsa su strada, spettacolo unico e inimitabile di Sport tra la gente, nelle piazze, nei vicoli: verace!

Gara

Per la prima volta 10 km (a differenza dei 9 che negli anni l’hanno sempre caratterizzato) il Trofeo San Nicandro proposto da Massimiliano e il suo team (Atletica Venafro) è stato baciato da buone condizioni atmosferiche (caldo nei limiti, cielo coperto) ed è stato quindi tutto ancor più esaltato: tanto che la 16^ edizione del Trofeo di certo è stata tra le migliori, se non la migliore fino ad oggi. Tanto pubblico, un paese che aspetta e vive la gara, qualità agonistica di assoluto valore, bella partecipazione.

Tre gli atleti che si sono dati battaglia sin dal via (tra l’altro dato da un testimonial di assoluta eccezione: Andrea Lalli): il keniano Chirchir e i due magrebini, Mohammed el Mounim e Said Douirmi. Confronto sul piede dei 3’09” a km, su tracciato non facilissimo come quello di Venafro. Alle loro spalle lotta per le posizioni importanti, con il Campione Italiano di Maratona Dario Santoro e Ivan di Mario al confronto. Adrenalinico l’ultimo giro (dei tre previsti) con Chirchir e El Mounim spalla a spalla nel rettilineo finale, con il primo dalla spunto incredibile a fare sua la vittoria (31’21” per lui). Terza posizione Douirmi, con Dario Santoro dal grande rientro nell’ultima tornata, cosa che lo ha portato a solo 20” dal podio, e gli ottimi Ivan di Maria e Francesco Barra a seguire.

Gara donne con la stella Meryem Laamachi in cerca del poker (infatti tre vittorie a Venafro prima del via) e poker non poteva che essere e poker è stato. Non solo Poker per Meryem, ma anche un gran ritmo (35’23” finale). A definire il podio ci hanno pensato Sihal Laaraichi e la Keniana Eunice Chebet, con a seguire (e prime delle italiane) Paola di Tillo, Francesca Palomba e Iolanda Ferritti.

Amo la gara di Venafro, amo il Trofeo San Nicandro.

Del resto, chi c’è stato (atleta o pubblico che sia), non può che amarlo.

Marco CasconeMarco Cascone

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