Cronaca slide — 09 giugno 2014

Venafro 2014 RukundoDove sta scritto che per fare un grande evento c’è bisogno di avere migliaia di atleti alla partenza! A contraddire questa “leggenda metropoli/agonistica” c’è, ogni anno, la gara di Venafro (Isernia), il “Trofeo San Nicandro”. A fare la differenza, tra gara e gara, non sono i numeri (anche se a Venafro comunque un buon 300 atleti al via ci sono stati). A fare la differenza vera è lo spettacolo che viene offerto, l’emozione che la gara trasmette, la presenza di un gran pubblico, l’accoglienza e la coreografia. Il tutto favorito da un’ottima organizzazione, da un tracciato di gara da ripetere tre volte (passando nel viale d’avvio più volte quindi, con tantissimo pubblico), con presenza di appassionati in gara, anche di ottima qualità performante.

Bella la gara di Venafro, persino più bella dopo questa 14 edizione, appena archiviata.

Gara

Nove km, tre giri da 3000 metri ciascuno, non facili, per percorso e anche per il gran caldo e un tasso di umidità serale decisamente alto. Agonismo ad altissimo livello in campo maschile, con confronto su grandi ritmi tra i primi 3, e in questi 3 a tenere alta la tradizione dell’Italia che corre il nostro Ivan di Mario. Gli altri, i “compagni di viaggio” di Ivan, il fortissimo Ruandese Rukundo e il Keniano Chumba. Sì, alla fine Ivan si è dovuto accontentare del terzo gradino del podio, ma è stato comunque capace di tenere testa ai due Africani, mollando solo un po’ nell’ultimo giro. Passaggio ai 3000 sul piede dei 2’55” a km, poi un rallentamento al 6° km, per poi l’accelerazione nel tour finale di Silvain Rukundo (per lui un meno 3’00” a km di media, per un 26’56” finale di spessore, vista anche la difficoltà del tracciato classico della gara). Poco meno di 20” e l’arrivo Bernard Chumba, con Ivan di Mario a soli 5” dalla seconda piazza. Ottima la gara del giovane Said El Otmani, anche se il ragazzo del Cus Pisa mi confidava nel post competizione di non aver avuto delle buone sensazioni (nonostante questo…3’03” di media per lui). Da un po’ che non lo incontravo sulle gare, ed ecco che Giovanni Auciello ha confermato di andare sempre forte. Giovanni è sceso sotto il muro dei 28’, per la precisione ha chiuso in 27’43” di spessore. Bravo, come sempre, Giovanni Grano. L’atleta del Team Nuova Atletica Isernia ha saputo tenere alto il nome del suo sodalizio con 28’49” al traguardo, per lui la sesta posizione.

La gara femminile non ha lasciato spazio alla fantasia. Prima del via non si accettavano scommesse sulla candidata alla vittoria: la presenza di Soumiya Laabani prenotava infatti con certezza il gradino alto del podio. Per la bella Soumiya vittoria doveva essere, vittoria tranquilla è stata. Come sempre la Laabani però non si risparmia, da spettacolo e ferma il crono sui 31’33”, praticamente poco più di 3’30” a km. Nessun problema anche per l’ottima Ana Nanu, capace di tenere un ritmo costante sin dal via, portare a casa una bella seconda posizione, il tutto sul piede dei 3’47” a km. Brava Ana, prima Italiana all’arrivo (anche se la tenace ragazza del Team Gabbi è di origine Rumena). Bravissima Virginia Petrei, del Team Acsi Italia Atletica. Terza al traguardo Virginia, con una media sotto i 4’00” a km. A seguire Paola di Tillo, Cathy Barbati e Arianna di Pardo.

E proprio Arianna di Pardo si è vista assegnare il premio speciale Memorial Fraraccio, riservato ai primi atleti tesserati per team di Isernia. A farle compagnia sul gradino alto del podio del Memorial, Giovanni Grano. Altro memorial, altri premi assegnati ai primi atleti al traguardo, con tessera del team organizzatore: atleti venafro. Il memorial Petrucci è andato ad Anna Bornaschella e Marciano Pilla (gran bella gara per entrambi).

Premi speciale per il team con più atleti al traguardo andato (autoesclusa la società organizzatrice) al team Nuova Atletica Isernia.

Un gran lavoro organizzativo quello di Massimiliano Terracciano, presidente del Team Atletica Venafro e coordinatore di tutto l’evento. Un gran lavoro il suo, affiancato da collaboratori e forze dell’ordine sinergicamente coordinate, un lavoro coronato da un successo persino più tale rispetto alle altre edizioni.

Ci crede Massimiliano e, visto il risultato del suo evento, siamo tutti consapevoli che il suo crederci fa benissimo alle organizzazione delle corse su strada.

Marco CasconeMarco Cascone

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