Cronaca — 13 novembre 2006

Domenica si è finalmente recuperata la mezza maratona di Salerno (forse sarebbe stato meglio di no). Comunque la pioggia è stata ancora una volta presente. Il problema maggiore è stato che ha reso l’asfalto viscido compromettendo negativamente i risultati cronometrici (molti corrono a Salerno per fare il personale, visto il bel percorso pianeggiante), e facendo cadere alcuni atleti. Al via eravamo quasi in mille ed è stato uno spettacolo vedere quelle duemila gambe correre sul lungomare e attraversare la città. Come ho già detto in altre occasioni la mezza di Salerno è una bella gara e merita di essere corsa, specie per tutti coloro che amano la corsa e mettono in secondo piano il resto. Ma questa volta non si possono tacere alcune cose. Voglio farmi portavoce di quanti ho sentito lamentarsi alla partenza e soprattutto all’arrivo. Essendo io salernitano e tenendoci molto a questa gara mi fanno male certi commenti, che però devo giudicare giusti da parte di coloro fanno tanti sacrifici per questa passione e poi vedono vanificati i loro sforzi per l’omissione di ‘piccoli’ accorgimenti da parte dell’organizzazione. Innanzitutto i premi consegnati all’arrivo ai primi cento (oltre i rimborsi ai primi quindici) hanno deluso tanti: premi miseri in confronto della quota d’iscrizione e non posso che concordare con coloro che credono che il premio debba essere proporzionato alla posizione di arrivo (visto che succede per i rimborsi in denaro non vedo perché non debba essere così per gli altri premi). Come anche i premi-rimborso delle donne, non capisco perché debbano essere inferiori a quelli degli uomini, visto che anche loro percorrono per intero i 21 km. E non è giustificabile la risposta data dall’organizzatore Giovanni Ferrigno a Maria Pericotti, dicendole che le donne iscritte sono state solo 80 a fronte dei mille uomini, e che per le prossime gare limiterà l’iscrizione ai soli uomini (evito ogni commento). Altra nota dolente, e forse la peggiore, è stata la misura errata del percorso, a detta di coloro che avevano il GPS: 21 km e 700 metri circa. Un errore madornale degli organizzatori che non hanno provveduto nemmeno a segnalare bene i km lungo il percorso (io stesso ne ho visto solo alcuni nonostante fossi stato molto attento a individuarli). Questo ha compromesso la gara di molti atleti giunti a Salerno per fare il personale. Personalmente ho corso con piacere come faccio sempre, ma un po’ di amaro in bocca mi è restato e mi auguro che non si ripetano più queste cose. Infatti ci si è impegnati molto per recuperare questa gara (giustamente), ma si sono trascurate delle cose che per i podisti sono molto importanti, e sono i podisti che fanno le gare

Autore: Elio Frescani

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