Cronaca — 02 luglio 2007

Una settimana dopo la Pistoia-Abetone, che l’ha vista protagonista vincente tra le donne, Monica Carlin ha messo in riga addirittura tutti i maschietti che hanno corso la maratona Prato-Boccadirio, classificandosi prima assoluta nella 42 km ‘Corsa, salute e vita’. L’avvocatessa trentina, tesserata per la società fiorentina delle Panche di Castelquarto ha chiuso la difficile prova toscana in 3h 11’39’, precedendo Ivano Cudin (Marciatori Udine) in 3h15’02’ , Antonio Mammoli (Croce d’Oro Prato) in 3h16’54’ – due esperti podisti delle lunghe distanze – e Luca Maritano (At. Ciriè) in 3h22’41’.


L’affermazione della forte ultramaratoneta azzurra è coincisa con la partecipazione nella speciale staffetta a squadre della maratona di altri validi atleti, tra cui  tre keniani, che per solidarietà al forte richiamo sociale della manifestazione, hanno aderito alla corsa. Ma questo non sminuisce minimamente la grande prova atletica della Carlin, apparsa sempre sorridente e distesa lungo le salite verso i 1400 metri del santuario della Madonna di Boccadirio e per niente affaticata. Considerando l’asprezza del tragitto di gara, la media finale di 4’33’ è da non sottovalutare.


La seconda donna è giunta a venti minuti: Roberta Monari (Pasta Granarolo) in 3h31’26’, mentre la terza, Jessica Giovannini (Pod. Galleno) ha impiegato 4h10’23’.


Come detto, parallelamente alla maratona individuale, si è svolta anche la gara per la specialità a staffetta. In questa disciplina sullo stesso percorso si sono alternati tre atleti per ciascuna formazione. In campo maschile hanno vinto i keniani Salomon-Bethuel-Kenedy in 2h25’59’, alla media di 3’28’. Secondi classificati Barbi-Antonini-Picchi (At. Signa) in 2h31’59’ e terzi Papi-Bertocci-Caboni (Montemurlo) in 2h40’16’. La prima staffetta femminile era composta dalle atlete Zio-Secci-Bartoli (Montemurlo) in 3h33’14’, mentre tra le staffette miste si sono affermati Martini-Gosetto R.-Gosetto M. in 3h26’36’. I tre percorsi della staffetta prevedevano i cambi dopo 21 e 32 km,


La Corsa Salute e Vita, organizzata dal fotografo toscano Piero Giacomelli, ha lo scopo di sensibilizzare le coscienze verso il male del secolo; sconfiggere il cancro si può, se tutti fanno qualcosa, aiutando le ricerche e la prevenzione. Il movimento creato dall’ex e forte atleta Giacomelli, che ha come simbolo una faccina sorridente, intende regalare proprio un sorriso a quanti soffrono nella malattia e nei disagi. Anche gli atleti africani non si sono mostrati insensibili al problema e senza alcun ingaggio hanno testimoniato a favore dello scopo sociale della manifestazione, partecipando alla maratona.


Tantissime le adesioni all’edizione di quest’anno, che ha previsto anche una percorrenza lungo il tratto finale appenninico a passo libero, fino al piazzale dove si venera la Beata Vergine della Madonna di Boccadirio, venerata in tutto il mondo e meta di migliaia di fedeli.

Autore: Giovanni Mauriello

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