TuttoCampania — 08 luglio 2012

Il 15 luglio ci sarà la Coppa Vesuvio, un trail di circa 10 km ( il percorso non è molto lungo così da poter essere un buon allenamento per le altre gare trail previste nel mese di luglio ) da percorrere tutto sul Vesuvio.
Il Somma-Vesuvio è il complesso vulcanico ancora attivo più importante dell’Europa continentale tanto che nel 1997 è stato eletto dall’UNESCO tra le riserve mondiali della biosfera.
Situato nella Piana Campana, è un tipico esempio di strato-vulcano a recinto, costituito da due strutture morfologicamente ben distinguibili: la caldera del Somma ed il Gran Cono del Vesuvio. La caldera del Somma, costituita dal monte omonimo, è di forma semicircolare, raggiunge la sua massima altezza con Punta Nasone (1132 m.s.l.m.), e rappresenta quello che resta dell’antico vulcano, la cui attività risale ad almeno 300.000 anni fa; una vasta depressione, la Valle del Gigante, suddivisa in Atrio del Cavallo e Valle dell’Inferno, rappresenta la parte interna residua dell’antica caldera; all’interno di quest’ultima si trova il più recente Gran Cono del Vesuvio (1281 m.s.l.m), più volte distrutto e ricostruito nel corso delle eruzioni antiche e recenti. Il recinto del Somma è ben conservato per tutta la sua parte settentrionale e il suo orlo craterico è un susseguirsi di cime dette cognoli.
Un’ulteriore singolarità di questo Parco è rappresentata dalla notevole presenza di specie floristiche e faunistiche se si rapporta alla sua ridotta estensione: sono presenti ben 612 specie appartenenti al mondo vegetale e 227 specie, da segnalare anche l’alto numero di specie di orchidee, ben 23, e la ginestra anch’essa presente in molte specie.La colonizzazione dei suoli lavici è dovuta ad un lichene che ha forma di corallo, colore grigio, che è stato il primo essere vivente ad insediarsi sulla lava fredda.
La gara parte dal comune di Terzigno e si snoderà sui sentieri nati dalla colata del 1929 ed al giro di boa si potranno osservare colate di lava fluide che vengono dette colate a corde.
La salita che porta alla Valle dell’Inferno è resa dura non tanto dalle pendenze ma dai lapilli che ne compongono il suolo,dopo un paio di km quasi pianeggianti si arriva alla piana ai piedi del Vesuvio, uno spettacolo emozionante. Si continua a salire ma la bellezza paesaggistica e floreale del percorso renderà tutto più sopportabile. Ci inoltreremo in un sentiero dove le ginestre faranno da padrone e essendo sotto protezione “ mondiale” non potranno essere tagliate (se potremmo le legheremo ).La discesa che porterà quasi all’arrivo è come la salita, costituita da lapilli dopo di cui attraverseremo una pineta per raggiungere l’arrivo.
Consiglio di fare questa esperienza non tanto per gli scorci di panorama che vi sono ( correndo non ci si sofferma a guardarli ) ma per calpestare la storia,la storia di una metamorfosi naturale in continuo movimento, almeno questa è la sensazione che ho avuto io, e poi sono posti non facilmente accessibili.

Viviana Celano

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