TuttoCampania — 06 agosto 2009

Una folla commossa e silenziosa di amici, parenti, colleghi di lavoro e soprattutto sportivi ha dato l’ultimo saluto a Raffaele Bottone, il podista morto in un grave incidente stradale, sabato scorso. Anche il figlio, che viaggiava col padre sulla moto, rimase ferito seriamente, ma adesso per il ragazzo è stata sciolta la prognosi e le sue condizioni sono nettamente migliorate.
Alla cerimonia funebre tenuta nella parrocchia di Santa Maria delle Fede, a Napoli, c’erano i tantissimi atleti di ogni età che fanno parte della vasta famiglia sportiva del Bosco di Capodimonte e che hanno condiviso con Lello (così tutti lo chiamavano) allenamenti e gare, da tanti anni. In prima fila, affranti, i familiari, poi i numerosi corridori delle società dove aveva militato in questi anni e soprattutto la Podistica Bosco di Capodimonte, il suo attuale team.
Nel parco boschivo collinare, Lello coltivava nel suo tempo libero la grande passione per la corsa e lontano dagli impegni di lavoro e di famiglia vi trascorreva alcune ore, condividendo con tanti lo stesso sogno sportivo.
Ma è stato anche il popoloso quartiere napoletano, dove vive la famiglia Bottone, a stringersi attorno alla vedova ed ai figli dello scomparso: ‘Un marito e padre esemplare, un esempio per tutti; ci ha lasciato improvvisamente ed io per primo sono rimasto sconvolto’, ha detto il parroco don Lucio Pagano nella breve omelia.
La settecentesca struttura religiosa nel quartiere Vasto-Arenaccia dove è stato officiato il rito funebre era gremitissima, in tanti per mancanza di spazio hanno atteso la salma del podista nella piazzetta antistante. All’uscita del feretro un lungo applauso ha salutato l’ultimo viaggio di Lello Bottone.
Il carro funebre era giunto poco prima delle 10; la salma era stata trasportata dall’ospedale di Caserta (dove gli inquirenti avevano disposto l’autopsia) presso la cappella Pelliccia in via Cairoli nella giornata precedente. La bara subito dopo è stata adagiata ai piedi dell’altare dove sono custodite le immagini de La Penta, raffiguranti la Vergine col Bambino e quattro Santi e vegliata per trenta minuti, prima dell’inizio del rito religioso, tenuto alle 10.30.
Rivolgendosi ai fedeli e soprattutto ai genitori, alla vedova ed ai figli dello scomparso, il prelato ha elogiato le doti cristiane di Lello, parlando della sua vita cristiana e dell’immenso amore per i figli e per la sua sposa: ‘Perciò – ha poi aggiunto – non possiamo che dirgli ‘Arrivederci e Grazie’, per come ha terminato i suoi giorni, dopo appena 50 anni. Il Signore lo ha chiamato a sé, perché ha ritenuto che egli fosse pronto per la Vita Eterna’.
Poi il mesto corteo tra la gente del suo quartiere.

Autore: Giovanni Mauriello

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