HOME PAGE — 25 ottobre 2011

Erano tre, poi sono diventati quattro, oggi, 3^ giornata di gara, alla partenza si sono schierati due centochilometristi: un uomo, Antonio Tallarita, e una donna, Angela Gargano. Completata la distanza della maratona, la barlettana si ritirava. Un uomo solo rimaneva in gara, il siciliano-torinese-reggiano, che concludeva la sua fatica in 10:29:11.

 

Ben 13 maratoneti (quanti erano quelli della Disfida di Barletta) si son dati battaglia. Solo 6 di essi, però, erano i fedelissimi: Stefano Giorgio, Lorenzo Gemma, Roberto Paracchini, Marina Mocellin, Michele Rizzitelli e Vito Piero Ancora, che ha continuato fino a coprire la distanza di 50 km. Il più veloce è stato Tito Artoni in 3:19:57. In compagnia di Enrico Vedilei, s’è rivisto il viso sempre sorridente di Maria Luisa Costetti, che ha percorso tutti 42,195 km.

 

Non appagata, anche oggi Marinella Satta ha scaricato il suo sadismo sul  malcapitato pallone. Bisogna riconoscere che è stata più buona di ieri, avendolo picchiato per soli 50,078 km in 6:07:22.

 

In appariscente maglietta gialla, Stefano Morselli doppiava tutti. Percorsa la mezza maratona in 1:53:15, con la quale ha rifinito la preparazione alla maratona di New York, ha piazzato la telecamera ed ha ripreso i visi sofferenti e le gambe lente dei corridori, che, per incanto, solo al passaggio sotto l’obiettivo diventavano sorridenti e veloci.

 

Ad inizio gara, uno strato di bassa nebbia ricopriva il terreno cosparso di brina, trasformatasi in rugiada, poi lentamente scomparsa sotto i raggi del tiepido sole autunnale.

 

Anche oggi, il cielo  s’è coperto di una moltitudine di paracadutisti. Chissà cosa pensano gli ipercritici degli ultramaratoneti di gente che rischia di sfracellarsi al suolo! Inoltre, giunge fin sul campo di gara il rombo di motori da corsa proveniente da lontano. Di questi altri, cosa pensano gli autodidatti sociologi, filosofi, neurologi, psichiatri, privi di sogni, che emettono funesti oracoli di Delfo?

 

Sono trascorsi tre giorni di gara. ‘Omne trinum est perfectum’ qualcuno ha detto. Ma di trini, il centochilometrista rimasto in gara,  dovrà passarne tre, più un terzo di trino. Il primo se n’è andato. Passeranno anche  i rimanenti.

 

Incoraggiato da uno scarso pubblico nonostante la giornata festiva, Antonio Tallarita continua a triturare chilometri in bello stile e ad andatura regolare. Appare motivato, fresco, in spinta, incoraggia gli altri atleti e provvede di persona a qualche svista dell’organizzazione.

Autore: Michele Rizzitelli

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