Maratone e altro slide — 08 novembre 2012

UWT è un gruppo di lavoro che si propone di affrontare il problema dell’allenamento per le gare di lunghissima durata in maniera specifica e non come derivazione delle tecniche di allenamento in uso per le distanze più brevi.
In questo senso il lavoro del team assomiglia a quello intrapreso negli anni ’70 in ambito della maratona, che all’epoca veniva vista come una appendice dei 10.000 metri su pista.
E come in quegli anni il nuovo atteggiamento culturale produsse poi (e rapidamente) gli eccellenti risultati che ricordiamo, così oggi i membri del team si augurano di poter realizzare qualcosa di paragonabile nel campo delle corse di lunghissima lena.
Altro assunto importante del UWT è la considerazione che queste distanze possono essere affrontate da chiunque, e non necessariamente a fine carriera da atleti solitamente dediti a distanze più brevi.
Anzi. in giovane età è possibile individuare meglio chi è in possesso delle doti fondamentali per un ultra-maratoneta, in primis quella serena determinazione che conduce ai migliori risultati! Attenti, però, a non trasformare la determinazione in attaccamento dissennato alla gara che si sta correndo! Il pericolo è di incorrere in sottovalutazioni perniciose circa lo stato di forma e la condizione di quello specifico giorno, che possono provocare lesioni anche gravi e dolorosi ritiri, come di recente accaduto.
La giovane età di alcuni specialisti delle distanze ultra testimonia che questa via è possibile e viene praticata anche ad alto livello internazionale sempre più diffusamente.
Rcordiamo. così alla rinfusa. solo la spagnola Cristina Gonzalez Garcia (classe 1984), la polacca Aleksandra Niwinska (1986) e l’americana Sabrina Moran (1986) capace di oltre 236km nelle 24 ore.
Del team fanno parte due atleti famosi, quali Andrea Accorsi e Monica Barchetti, che hanno sperimentato in primis su se stessi le proprie intuizioni tecniche, con gli eccellenti risultati che tutti ricordano, a partire dal record italiano dei 6 giorni di corsa, fino arrivare al mondiale di Katowice.
Altri membri del team apportano la propria specifica competenza a questo lavoro di squadra. Infatti, data la serietà dell’impostazione, non sarebbe pensabile fare tutto da soli!
Ed allora ecco la collaborazione preziosissima di Enrico Vedilei, tecnico ancor prima che atleta. Enrico è noto soprattutto per il suo lavoro nel settore ultratrail, ma la sua esperienza e capacità ne fanno un tecnico di primo livello in tutte le specialità ultra.
Ed ecco ancora l’apporto di Massimo Ranica, massaggiatore e fisioterapista, uno specialista assolutamente indispensabile in un simile ambito di lavoro.
Ed ecco, infine, il fondamentale contributo del dottor Mariano Marino, un giovane nutrizonista specializzato nello sport ed il fitness, che è già noto per le sue intuizioni sulla corretta alimentazione del corridore di endurance, sperimentate e verificate con assoluto rigore scientifico e mediante l’uso di procedure ed apparecchiature ufficialmente approvate dal mondo medico.
Il UWT però non si propone certo di lavorare solo su campioni affermati come Monica ed Andrea, ma si offre all’esperienza di corridori anche meno noti, ma intenzionati ad affrontare seriamente le ultramaratone.
E’ proprio attraverso il lavoro con atleti “normali” che le intuizioni tecniche e nutrizonali possono trovare infatti la loro più genuina verifica.
Ed i primi riscontri cominciano ad arrivare, proprio da questi atleti “normali”!
Il 6 e 7 ottobre a Grenoble, in Francia, si è corsa una 24 ore, una delle distanze classiche dell’ultramaratona, e due atleti di questo tipo hanno ottenuto risultati importanti. Si tratta del cremonese Federico Borlenghi, nato il 14 settembre 1977, che ha vinto la classifica finale assoluta percorrendo la ragguardevole distanza di 228.520 metri, una prestazione che già adesso vale la nazionale!
Dal canto suo, la pistoiese Laura Ravani (17 settembre 1976) ha conquistato il secondo posto nella gara femminile, totalizzando 196.280 metri. Entrambi questi atleti erano all’esordio sulla distanza!
Borleghi era reduce da atre prove su distanze ultra, non gratificate da particolari prestazioni, ed è quindi utile per effettuare un confronto “prima della cura e dopo la cura” mentrela Ravaniaveva al sua attivo solo qualche partecipazione alla Pistoia-Abetone, conclusa senza brillare eccessivamente.
Adesso, lavorando con il team. entrambi questi atleti realizzano prestazioni che li propongono fra i migliori italiani.
Altri atleti, nel frattempo, si sono timidamente avvicinati al team bolognese e pensiamo che ne sentiremo parlare presto.
La strada è indicata! Ora si tratta di percorrerla…

 Autore: Franco Anichini

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