Cronaca — 02 aprile 2009

Correre una maratona, per gente come me può rappresentare un punto di arrivo, ma anche di ripartenza.. sicuramente però rappresenta la voglia, la gioia e soprattutto l’esprimere una parte di se stessi (senza per questo mettersi in mostra), seguendo dei valori morali che il ‘VERO SPORT’ da sempre rappresenta!<br>


E’ ovvio che ci dedichiamo per lunghi periodi a ‘folli’ allenamenti, in gruppo o solitari a seconda delle possibilità, del tempo a disposizione e della voglia di accomunarci ad altri.<br>


E’ altrettanto ovvio, che dopo mesi di ‘duro lavoro’ siamo li pronti a raccogliere i frutti, che spesso non arrivano, ma quando arrivano sembri un bambino a cui hanno regalato il giocattolo sognato.. Non nascondo mai il mio amore sviscerato per Trieste e la sua gente, ma quest’anno ho deciso di cambiare (in realtà da settembre tutto è cambiato.. allenamenti, scarpe, testa, cuore.. tutto in un ‘pacchetto tutto compreso’ perché se salta una di queste componenti rischia di saltare tutto), e quindi ho voluto provare l’ebbrezza di partecipare a una maratona molto partecipata, e quale migliore occasione di correre la Treviso Marathon?<br>


Parto da casa sabato mattina, qui il tempo (Amantea, in Calabria) è bello, caldo e si sente il profumo della primavera, anche se la giornata è leggermente ventosa arrivo in aeroporto, e li incontro Leonardo Sestito, Leandro Guarnieri  (e consorte) e Giuseppe Curcio 3 grandi della altrettanto grande Hobby Marathon di CZ, tutti in partenza alla volta di Treviso!<br>


Si sbarca a Venezia e qui si inizia a vedere il tempo ‘diverso’ da ciò che abbiamo lasciato ‘giù’, ma sapevamo che si preparava per la gara di domani tutti a Treviso allo Sport village (e qui ci saluta) per prendere pettorali, pacchi gara, e godersi l’atmosfera che una gara ti fa assaporare sin dal sabato prima; tanta gente in fila, tanti volontari tutti con il sorriso, e tanti ‘grandi’ negli stand che solo a sentirli parlare e a stringerti la mano hai già caricato tutto il corpo della giusta adrenalina decido di godermi tutto, pasta-party compreso (penne al radicchio trevigiano non si può dire di no!!) e torno in albergo per riposare un po’.. poi la cena (carboidrati come se piovesse.. che battutaccia!!) e a letto, perché domani c’è anche da combattere con l’ora legale <br>


Piove per tutta la notte, e al mattino durante la colazione parlando con altri ‘podisti’ si intuisce che c’è un certo malumore.. tutti a pensare che oggi è dura, si corre in condizioni pessime ma ragazzi si corre! Penso fra me e me e allora inizio a caricarmi di giusta energia sono qui per fare 2h48′ penso che forse sfiorerò stò tempo e non ne farò un dramma visto il meteo <br>


L’ottima organizzazione ci ‘tradotta’ da Treviso a Vittorio Veneto, zona partenza e qui dalle 8.45 alle 9.45 (ora della partenza) sotto la pioggia in attesa, in gabbia, giusto per ‘acclimatarci’ a ciò che ci aspetta non ho portato nulla con me, non pensavo facesse freddo e mi ritrovo dalle 9 in canotta già pronto per la gara, fradicio, ma la testa è già sul percorso.. mi sento strano, mi ritrovo caricato ed è come se le intemperie sortissero l’effetto contrario su me.. poi finalmente lo sparo.. parto ‘tranquillo’ e mi aggrego a un gruppo di ragazzi che corrono a un ritmo che posso ‘sentire mio’, ma le gambe oggi vanno e dal 3° in poi decido di tirare un filino in più.. qualcuno mi viene dietro a un certo punto spunta una canotta gialla , la riconosco, è l’avvocato Grisonich (ho corso con lui tutte le Bavisela di Trieste), allungo un attimo e corro con lui per circa 3km.. di solito è lui che porta il tempo (mi ha sempre battuto) ma stavolta sono io che lo tiro.. e lui a un certo punto si accorge che il ritmo oggi non è per lui e mi dice di andare.. non me lo faccio dire 2 volte.. e raggiungo il gruppetto davanti a me <br>


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Peluso

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