Cronaca — 31 agosto 2010

Non so se anche qualcuno di voi prova la stessa sensazione ma a volte mi sembra  che la fine dell’estate somigli un pò alla fine dell’anno, al momento in cui si tirano un pò le somme  ripensando a ciò che è avvenuto nei mesi precedenti, si pensa alle cose che ci hanno dato attimi di felicità, ci si ripropone di cambiare qualcosa che invece ci ha turbati, di cercare nuovi stimoli  e così mi ritrovo con uno stato d’animo particolare, una sensazione a cui non riesco a dare un nome, un misto di serena malinconia, tristezza, ansia, felicità che
quasi mi commuove.  Malgrado sia trascorsa poco più di una settimana dalla conclusione della Transmarathon  sono quì a ripensare alla esperienza totalizzante e coinvolgente che ho vissuto questa estate con l’impressione che sia già trascorso tanto tempo.
E’ stato scritto e ripetuto da più fonti : quest’anno la 10° Edizione della Transmarathon è stata una gara avvincente ed emozionante in modo particolare dal punto di vista femminile. Senza nulla togliere a voi maschietti, ma quest’anno noi donne abbiamo fatto la differenza riscuotendo interesse e attenzione fino all’ultima tappa perchè la classifica era soggetta a continui cambiamenti. E’ vero non c’erano le top runner dello scorso anno (e magari per questo non ci si aspettava grandi performances dalle partecipanti) ma c’eravamo noi: Anna, Gioconda, Anja, Michelle, MariaPia, Marianna, Lucia e tutte le altre donne che hanno provato a correre questa gara fino all’ultimo metro con grande fatica e impegno. Donne che spesso  nascondono nella loro fragilità una capacità inaspettata di sopportare lo sforzo, donne che portano dentro problemi, inquietudini, a volte delusioni, dolori dovuti ad infortuni, ma che riescono a mettere nel semplice e naturale atto di correre tutta la passione e determinazione di cui sono dotate, a dare il meglio e a trarne il meglio. E’ qualcosa di più profondo che ci lega, non è la classifica competizione, lo
senti che è diverso e ognuna di noi corre per vincere un proprio limite, una  propria paura e per ritrovare una consapevolezza maggiore di se stessa e delle  proprie capacità. E’ così che io ho corso, abbandonando alla partenza tutte le  angosce e le difficoltà personali, cercando e trovando la serenità anche solo  per 10-15 km, sentendo crescere dentro me una energia e una vitalità che solo
voi donne che come me avete condiviso questa esperienza potete comprendere.  Così la stanchezza, il grande caldo, la tensione, le salite infinite, le  discese spezzagambe non erano più un limite insuperabile, e la voce di Marco  che metro dopo metro percepivo più vicina,  segnava la fine di un’altra tappa e  l’inizio dei festeggiamenti per tutti. Su tutto restano i ricordi di scenari e  paesaggi mozzafiato, degli odori intensi, dei colori unici del mare e del  cielo, dell’ospitalità delle persone dei tanti luoghi che abbiamo  attraversato,  ma ancora di  più  ci siete stati tutti voi  a regalarmi  emozioni che nulla potrà cancellare, Questa è la mia vittoria: aver condiviso  con tanti e con le “persone importanti” della mia vita questa magnifica  esperienza.
Grazie a tutti voi che avete reso possibile tutto questo. Sperando di
ritornarci ancora, ancora e ancora buon passo a tutti. W.w.w.

Autore: Lucia Avolio

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