TuttoCampania — 07 dicembre 2009

Il 5 dicembre 2009, presso la sede CONI di Napoli, alcune società (poche in verità) si sono incontrate con la dirigenza del Comitato Campano Fidal  per dibattere, essenzialmente, sulla spinosa questione dell’istituto della nuova tassa di 1 – 2 euro per ogni atleta classificato alle corse su strade nel 2010. I dirigenti del Comitato Campano hanno dato inizio all’incontro relazionando i presenti sulle attività dell’atletica leggera, nell’ottica dell’attuazione delle Norme di Organizzazione delle Manifestazioni per l’anno 2010. Nella visitazione di queste regole, per la verità molte già esistenti, è emerso che la maggioranza delle società organizzatrice non applicano una vecchia e ribadita regola, ovvero quella di  premiare in uguale misura atleti uomini e atlete donne. A tale proposito ho chiesto che gli organi di controllo Fidal vigilino attentamente e che ne tengono dovuta considerazione  nell’approvazione dei regolamenti delle gare nel calendario 2010. Rimane inconcepibile, non solo il mancato rispetto delle regole fidal, ma cosa ben più importante il rispetto dell’uguaglianza fra uomini e donne.


Veniamo alle dolenti note, ovvero all’odiosa tassa da applicare per ogni atleta classificato, tassa denominata sui vari forum ‘TapascionTax‘.


Bisogna dare atto al presidente del Comitato Campano, Sandro Del Naio, che nel suo intervento preliminare ha dato la disponibilità nel cercare soluzioni al problema e che al prossimo consiglio del comitato campano, da aversi successivamente al consiglio federale del 18 dicembre c.a.,  avrebbe deliberato sulle proposte pervenutegli delle società presenti  all’incontro. Ho portato a conoscenza della platea ciò che ho letto in casa altrui, che il presidente del Comitato Fidal dell’Emilia Romagna (Alberto Montanari) avrebbe proposto alla prossima adunanza del suo direttivo la non applicabilità della tassa di 1 euro o 2 euro ritenendola immotivata e perché ritiene che gli organizzatori debbano essere incentivati e non tartassati. Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso anche il presidente Fidal Piemonte Maurizio Damilano, che proporrà al suo prossimo consiglio regionale la sospensione di tale tassa fino a quando non verrà chiarita la finalità e l’utilizzo.
Ebbene, anche gli organizzatori di gare su strade campane hanno chiesto una medesima presa di posizione da parte del presidente Del Naio con un comunicato ufficiale, oppure, in alternativa l’offerta gratuita del sistema di rilevamento elettronico con trasponder per gli atleti classificati. Altri hanno chiesto la non applicabilità di questa tassa per i primi 500 classificati.
In mancanza dell’applicazioni di queste soluzioni credo proprio che la tassa finirà per gravare sulla tasca dei partecipanti alle gare.
Qualche rappresentante delle A.S.D. presenti, rilevava che sarebbe opportuno eliminare dalle gare il pacco gara, i premi aggiuntivi e il pasta party. E’ vero, in questa maniera si finirebbe per risparmiare sul costo complessivo dell’organizzazione, ma rimarrebbe, comunque, il costo di 1-2 euro a vantaggio del comitato regionale fidal.
Ma sarebbe sempre la stessa cosa? L’ottanta per cento dei partecipanti alle gare, i cosiddetti tapascioni, correrebbero lo stesso in mancanza dell’aria di festa che, in questa maniera, verrebbe a mancare?
Oggi, nella maggioranza delle manifestazioni di corsa su strada, anche di un certo rilievo (vedi l’ultima maratona di Latina), si cerca di coniugare lo sport con gadget ed attrazioni culturali di vario genere, proprio perché la corsa su strada viene concepita sempre di più come una festa familiare. Se, poi, a qualcuno non dovessero andare bene le sagre, laddove esse sono organizzate,  c’è sempre la pista di atletica leggera, ma essa è riservata a pochi non al mondo dei tapascioni e questo, purtroppo, l’ha ben capito la fidal.

Autore: Francesco Diana

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