Cronaca — 26 marzo 2010

Deluso, questo è l’aggettivo che descrive il mio stato d’animo, dopo aver partecipato alla Stramilano. Onestamente, quando a gennaio decisi di iscrivermi a questa competizione, mi aspettavo veramente che tutte le cose funzionassero alla perfezione, mica vado a correre la Strapizzo calabro! Mi sono detto.


Iniziamo con ordine: nel mese di gennaio preferisco di scegliere la procedura d’iscrizione on-line, ma voi immaginavate che il modulo d’iscrizione elettronico non contemplasse la provincia di Vibo Valentia? Avete capito bene, Per poter andare avanti nella procedura d’iscrizione, ho dovuto dichiarare, che Pizzo Calabro, che, in effetti, è in provincia di Vibo Valentia, si trova nella provincia di Catanzaro!


Per il resto, il modulo è risultato, veramente preciso, figuratevi che mi si chiedeva pure di che taglia volevo la maglietta, ho segnato una “S”. Peccato però, che al momento del ritiro del pacco gara, sabato pomeriggio 20 marzo, la misura da me richiesta era finita. Come dico io, visto che al momento dell’iscrizione mi avete chiesto la misura, ritengo che il mio pacco gara, come tutti gli altri, sia personale, invece no, io che vivo in Calabria dovevo passare da Milano, per esempio nel dopo lavoro, almeno la settimana prima per aver la maglietta della taglia giusta. La cosa che più mi faceva rabbia era la disinvoltura con cui gli addetti, prima della consegna dei pacchi, e poi della segreteria, mi mandavano da una parte all’altra sostenendo che la colpa era dell’altro, senza confrontarsi, e soprattutto fregandosene altamente di risolvere il disagio creato.


Non finisce qui, chi c’era sa che sabato, domenica e lunedì, poi io sono andato via, l’umidità a Milano era del 110%, sembrava che in cielo si fossero riuniti tutti gli angioletti a spruzzare acqua con i nebulizzatori. Il giorno della gara, arriviamo con il mio compagno d’avventura in zona partenza, e dopo esserci fatto un giro di ricognizione per renderci conto di come funzionava il deposito borse e di dove fossero gli spogliatoi, decidiamo di andare a sederci, proprio all’interno di uno dei due miseri spogliatoi gonfiabili, per evitare di rimanere fuori al freddo e soprattutto all’umido. Fra le 09:00 e le 10:00 un addetto della croce rossa, ripetutamente veniva all’interno degli spogliatoi avvisando che chi era pronto doveva uscire per lasciare spazio agli altri che venivano. Stanco di quest’ingiusta insistenza, ho protestato, sostenendo che non era giusto, e che avrebbero dovuto montare più spogliatoi, ma anche lui, con molta disinvoltura, mi rispose di rivolgermi all’organizzazione, e che lui eseguiva gli ordini. Chissà dov’era questa fantomatica organizzazione, neanche la sera prima in Piazza Duomo si erano fatti vedere!


Finita la gara ero così arrabbiato, che ho preferito vestirmi e scappare via, a mangiare al ristorante, arrivato a quel punto abbiamo volentieri rinunciato di partecipare al pasta party, chissà cos’hanno dato! Un’ultima domanda, ma le fotografie delle decine di fotografi che erano presenti durante tutto il percorso, dove si possono vedere?

Autore: Federico Brancatelli

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