Alimentazione — 07 febbraio 2006



Il sovrappeso e l’obesità rappresentano una conseguenza di un’alterazione tra l’apporto energetico( IL CIBO ) rispetto al relativo dispendio( MOVIMENTO FISICO ).Secondo il BMI (body mass index) si parla di soprappeso quando tale indice è compreso tra 26-30  si ha obesità quando tale indice è tra 30 -40. Questo indice è il rapporto tra peso corporeo e altezza espressa in metri quadri.


Il soprappeso non deve essere sottovalutato perché può degenerare, se non fermato prima, in obesità. Chi è obeso moderatamente ,o ingrassa nel corso degli anni ,fa aumentare le dimensioni delle cellule adipose (ipertrofia).Se l’aumento di peso è  eccessivo si verifica anche un aumento di numero delle cellule adipose(iperplasia). Se aumenta solo il volume della cellula parliamo di OBESITA’ IPERTROFICA. Se aumenta sia il volume che il numero delle cellule si ha l’OBESITA’ IPERPLASTICA. L’iperalimentazione nelle obesità determina una maggiore produzione di insulina e ciò contribuisce all’aumento di del grasso corporeo. Se questo stimolo a produrre grasso si ha in giovane età puberale,si determina una obesità di tipo IPERPLASTICA ,se compare in età adulta si determina una obesità IPERTROFICA. L’obesità è una condizione caratterizzata da un aumento considerevole della componente adiposa quando questa supera del 20% il peso corporeo di riferimento. L’obesità appare come la risultante di un gioco complesso di cause dove è d’obbligo veder un terreno costituzionalmente predisposto , sul quale si ripercuotono le varie influenze dell’ambiente e degli abusi alimentari. La variazione delle abitudini alimentari osservata nelle popolazioni modernizzate e una ma non l’unica causa dell’aumento dell’incidenza delle obesità. Tali modifiche alimentari nelle città consumistiche riguardano un aumento nel consumo di grassi e zuccheri semplici,e una riduzione nel consumo di fibre .Una dieta ricca di lipidi fa ingrassare di più rispetto ad una con più glucidi .Gli zuccheri semplici sono più obesizzanti dei complessi .La ridotta assunzione di fibre grezze determina aumento di peso. L’eccessiva assunzione di grassi è una delle cause che ha determinato un aumento dell’obesità nei paesi ricchi. Questa tendenza sta aggravando per via di mode culturali importate dagli STATI UNITI,come i fast-food. Il migliorato stile di vita influisce nell’obesità . Molti obesi sono iperfagici ma non sempre c’è relazione tra aumentato introito e obesità,come spesso sostengono gli obesi non mangiano molto. Ma è dimostrato che gli obesi anche se non mangiano molto ,mangiano in modo non equilibrato. In termini di quantità quotidiana assumono molti lipidi e/o carboidrati semplici. Quindi anche se non iperfagico l’obeso si nutre in modo inadeguato e non vi sono dubbi che assume un numero di calorie eccessivo rispetto alla spesa energetica. Questo ha fatto emergere il concetto della iperalimentazione relativa e a portato a rilevare che nell’obeso c’e’ un senso alterato della fame della sazietà che tende a fare mantenere il peso corporeo ad un livello superiore al normale. Altra causa è la mancata o ridotta attività fisica. Infine c’è da chiarire che le endocrinopatie e tutte le anomalie ormonali che si trovano negli obesi non sono la causa delle obesità ma sono semmai secondari a questo stato e si correggono facilmente con la perdita di peso.


 


DOTT.SSA ANGELA ASARO
BIOLOGO NUTRIZIONISTA
Via G.MELI ,27 MAZARA DEL VALLO (Tp)
TEL 0923-943441     


Autore: Angela Asaro

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