Curiosita slide — 29 giugno 2015

Chi sceglie di essere ultramaratoneta e di partecipare a gare estreme sembra che non abbia limiti, vuole andare avanti, vuole cercare competizioni sempre più dure, difficili, e solo l’infortunio, l’incidente, un malessere può fermarli. Ecco le rispostealla domanda: “Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta?”,:

Angelo Fiorini: “Non ho mai pensato di smettere ma nel momento di massino entusiasmo e di ottima forma fisica, ho dovuto fermarmi a causa di gravi problemi fisici dovuti alla gara più estrema alla quale ho partecipato, la Sparta Atene di 245 km, nell’ottobre del 2011. Dopo 172 km, sono stato costretto a fermarmi e lo sono fino a tutt’oggi!”

Vincenzo Luciani: “Fosse stato per me, non avrei smesso mai. Però ho smesso di correre le ultramaratone nel 2007, perché ormai la componente di sofferenza era diventata superiore alla gioia e alla soddisfazione della corsa. Per me è stato sempre importante, essendo un amatore, nel vero senso della parola, divertirmi e quando la corsa non è stata soprattutto divertimento ho deciso a malincuore di smettere. Conservo però la mentalità dell’ultramaratoneta e sono capace in qualsiasi momento, anche a corto di allenamento di percorrere lunghe distanze perché sono corazzato mentalmente a sopportare la grande fatica, nella corsa e nella vita (in media lavoro dalle 12 alle 16 ore al giorno).”

Marco Dori: “Dopo l’ultima ultra corsa a ottobre ho preso un periodo di riposo – dovuto anche a motivi lavorativi – e adesso che sto riprendendo ad allenarmi con qualche difficoltà sono in una certa misura intimorito dal pensare di ricorrere quelle distanze. Ma so anche che tornando a mettere km sulle gambe ce la farò e mi piacerà.”

Franco Draicchio: “Noooooooooooooooooooooooooooooooooooooo.”

Mauro Fermani: “No, ora le maratone sono in funzione di allenamento per le gare più lunghe. Fino a quando ce la farò continuerò ad essere un ultramaratoneta.”

Ciro di Palma: “Mai !!!”

Claudio Leoncini: “Ho smesso nel 2012 quando ho capito che era troppo difficile mantenere un certo standard nei risultati.”

Laura Ravani: “Ho pensato di smettere di correre (per menon c’è differenza fra correre e fare le ultra). Raramente successivamente a un infortunio serio, o ad un periodo di estrema stanchezza. Ma è un pensiero che dura poco. Due giorni al massimo.”

Marco D’Innocenti: “Si. Lo scorso anno. Da allora non ho più corso ultramaratone. Ma sto pensando di tornare a correre il Passatore.”

Paolo Zongolo: “No mai, non si smette di esserlo o si è o non si è.”

Enrico Vedilei: Fin ora no, di sicuro non mi alleno più come una volta ma la voglia di far fatica è ancora dentro il mio corpo.

Ivan Cudin: “Quando correre ultramaratone diventerà sofferenza pura, quando ragioni familiari o lavorative me lo impediranno o se per ragioni fisiche non sarò più adeguato a questi forzi estremi rinuncerò serenamente consapevole che è passato il tempo per questa attività che amo.”

Giuseppe Mangione: “Non ci penso proprio a smettere a meno che non ci sia un serio infortunio.”

Aurelia Vaiclu: “Non penso mai di smettere e prego sempre anche quando corro di avere la forza di continuare questa grande passione.”

Federico Borlenghi: “Forse solo una volta ma ero agli inizi avevo problemi ad un ginocchio dopo i 60 km e mi toccava rallentare bruscamente nella seconda metà di gara poi ho risolto il problema e da lì non mi sono più fermato.”

Maria Chiara Parigi: “Vorrei correre ancora per tanto tempo quindi devo imparare a gestire le risorse rimaste!”

Paolo Barnes: “Nel 2009 sono stato molto male, ero in sovrallenamento e per la pubalgia sono stato fermo più di un anno, a quel punto non trovavo senso di correre perché non mi divertivo più, ma poi la voglia e tornata.”

Stefano Ruzza: “Di smettere totalmente forse no, ma diminuire l’impegno, senza quindi ambizioni competitive, spesso, soprattutto dopo delusioni e dopo tanto impegno e investimenti in allenamenti.”

Michele Belnome: “SPESSO QUANDO SEI IN GARA PENSI MA CHI TE LO FA FARE, MA QUANDO GIUNGI AL TRAGUARDO TUTTE LE NEGATIVITA’ SVANISCONO. QUINDI POSSO DIRE CHE NON SMETTERO’.”

Salvatore Musone: “Non posso rispondere, o lo sei o non lo sei ultramaratoneta, con un po di logica penso che con il trascorrere degli anni a furia di macinare tantissimi chilometri l’organismo paga le conseguenza, sarebbe troppo bello non smettere.”

Giorgio Calcaterra: “No, posso pensare di smetterlo per un periodo, magari per recuperare quando sono stanco, ma a smettere di essere un ultra maratoneta per sempre non ci ho mai pensato.”

Roldano Marzorati: “Essere un ultramaratoneta per me è un abito mentale fa parte della mia giornata. È parte della mia vita.”

Roberto D’Uffizi: “No, sarà sicuramente una costante, ma per motivi ortopedici non potrò permettermi di partecipare a molte ultramaratone.”

Lorena: “Forse di essere ultramaratoneta qualche volta si, ma di correre non ho mai pensato di smettere.”

Marco Zanchi: “Per ora mai, ogni tanto torno anche alle gare con distanze brevi skyrace più per allenamento e rivedere tanti amici.”

Silvio Cabras: “Spero di no, finché riesco a correre o camminare e la salute mi assiste, continuo.”

Dante Sanson: “Si dopo la prima volta, ma rivivendo le sensazioni della gara mi è ritornato un desiderio irresistibile, ho pensato comunque di fare lunghi periodi pausa al fine di poter pianificare correttamente le modalità di raggiungimento degli obiettivi.”

Monica Testa: “Pensato di smettere tante volte quando cominciavo a correre quando non avevo voglia, con il freddo, con la pioggia ma poi fatti i primi metri passato tutto.”

Riccardo Borgialli: “Onestamente per il momento no, finché continuo a star bene sia fisicamente che mentalmente credo che non smetterò.

Gian Palo Sobrino: “Quando non potrò più esserlo perché il fisico non mi sorreggerà più.”

Matteo Pigon: “Purtroppo si, dopo che sono entrato in società nell azienda dove lavoravo, il tempo è sempre meno, in più i figli crescono e hanno bisogno di più attenzioni, quindi la mia strada si sta rimpicciolendo sempre di più.”

Giorgio Piras: “In effetti con l’età che avanza, impegni di famiglia e lavoro, diventa sempre più pesante  potersi allenare per le lunghe distanze, al limite se ne faranno in numero minore, ma smettere per adesso no.”

Enrico Togni: “No, anche perché ho molto ma molto da imparare da ultramaratoneti seri.”

Luca Pirosu: “Ho appena cominciato…qualche momento di rabbia quando parte qualche dolorino, è inevitabile.”

Alberto Ceriani: “Per adesso non faccio gare estreme per impegni famigliari ma riprenderò.”

Susanna Forchino: “No, anzi vorrei continuare ed aumentare, anche se devo fare i conti con qualche problema  ai tendini.”

Alina Losurdo: “No, mai neanche quando tutto mi rema contro.”

Andrea Accorsi: “In continuazione. Io sono agonista di natura. Se da un lato amo l’aspetto interiore di questo sport, dall’altro necessito di sfide quotidiane. Soprattutto con me stesso. E questo da un certo verso logora. Amore e odio.

Stefano: “STO INIZIANDO QUINDI QUESTA IDEA NON ESISTE, VORREI CONTINUARE SENZA PERO’ ARRIVARE AD AFFRONTARE LUNGHISSIME DISTANZE.

Emma Delfine: “Non si smette mai di correre se si è appassionati. Qualunque distanza sia.”

Quindi si smette per motivi di salute, per logorio, impossibilitati a continuare. Si smette a malincuore, si vorrebbe essere invincibili, imbattibili, supereroi, infiniti, quasi immortali.

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

CONTATTI: 380.4337230 – 21163@tiscali.it

www.psicologiadellosport.net

 

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