Cronaca — 09 novembre 2006

‘Fly me to the moon ‘ No, non intendo echeggiare la famosa canzone di Frank Sinatra, anche se desiderio e motivo ne avrei Ne avevo già preso nota partendo dall’ Italia la notte di domenica 5 novembre, il giorno della maratona, sarebbe stata una ‘notte di luna piena’ Avevo da qualche ora concluso la mia gara e, adesso, dalla sommità dell’ Empire State Building, ammiravo New York e le sue luci più su, una luna tonda tonda sorrideva al mondo On the top era proprio come mi sentivo in quel momento, oramai in volo verso la luna ‘flying to the moon ‘ Ed il cielo stellato di quella notte era come se mi strizzasse l’ occhio ..assieme a tutte le sue stelle era come se mi dicesse ‘Vuoi venire con noi ‘ ‘ in Paradiso ? ‘ , poi continuando, ‘ per farlo hai bisogno unicamente di sette scalini sette stelle Puoi utilizzare gli istanti vissuti negli ultimi giorni che nel tuo cuore senti luccicare con la stessa intensità con la quale adesso ci osservi brillare nel cielo ‘ .. scorgendo poi un attimo di perplessità, aggiunse ‘ guarda che non hai neanche bisogno di rifletterci tanto su alza gli occhi quegli stessi istanti brillano oramai tra di noi per l’ eternità stelle di un unico firmamento non devi fare altro che riconoscerli ‘ Fissai allora con maggiore intensità il cielo sette scalini per il paradiso Ed eccolo il primo scalino, la stella più piccola, la più lucente tutti i ‘give me five!’, scambiati con i bambini il giorno della maratona, sul percorso di gara.. sfiorando le loro tenere manine, i loro sorrisi si mettevano spesso in fila, quattro o cinque alla volta, con le braccia protese verso noi Forza !!! Give me five..! La ‘International friendship run’ La corsa internazionale dell’ amicizia con decine di migliaia di esseri umani, di nazionalità e razze diverse, sotto il Palazzo delle Nazioni Unite Ognuno con la voglia di mostrare tutta la sua gioia e amicizia nei confronti del suo prossimo fosse stato questo arabo, vietnamita, peruviano o non sò ed è lì che si riflette sul fatto che, forse, l’ idea di una realtà senza guerre e rivalità risulta essere utopia solo perché i ‘potenti’ hanno i loro sporchi interessi in barba al desiderio di amore e di pace della gente ‘imagine there’s no country it’s easy if you try imagine all the people living life in peace ‘ il buon vecchio John Lennon lacrima e commozione uno dei momenti più intensi della mia vita dietro la maglietta, con la quale ho partecipato alla ‘gara’, ho attaccato un foglio con la scritta : I’m running for a world in peace for my baby.. for all children…(Corro per un mondo di pace per la mia bimba per tutti i bimbi ) Seconda stella !! La notte insonne vissuta prima della gara il ‘lasciarsi andare’ dei giorni successivi alla maratona perché è bello quando senti il tuo cuore battere forte, quando senti che per farcela dovrai dar ‘fiato a tutto te stesso’ cercare concentrazione e carica in te stesso emozionarsi, ed, alla fine, sciogliersi in una lacrima, quando la tensione cede il posto alla stanchezza e, oramai, al tuo corpo non hai più nulla da chiedere osservi con tenerezza i giorni appena trascorsi, gli attimi appena vissuti… ed allora molto più di una lacrima sul tuo volto Terza stella !! Un’ autobus che all’ alba attraversava New York, per accompagnarci a Staten Island, dove era previsto l’ avvio i colori ed il silenzio di quegli attimi All’ arrivo, dopo pochi minuti, non abbiamo potuto proseguire tutti uniti in quanto per la partenza erano previsti tre distinti gruppi, in tre zone diverse.. ci siamo abbracciati, salutandoci allora, dopo tanti mesi di allenamenti, tensioni e speranze vissuti insieme tenendoci stretti per scaricare l’ emozione e lasciar scivolare un po’ di commozione Forza Quarta stella!!! Poi la partenza dal ponte di Verrazzano dove allo sparo del cannone seguivano le note di ‘New York, New York’ con la voce calda di Frank Sinatra a darci il benvenuto nella ‘Grande Mela’ mi sono sinceramente commosso, sembrava proprio che il tono confidenziale del grande ‘Frank’ si rivolgesse ad ognuna delle ‘ 37.000 storie’ in gara ‘one race, 37000 stories’ quelle note mi hanno accompagnato per tutti i primi chilometri, fino all’ arrivo a Brooklyn Quinta stella!! Siamo oramai al venticinquesimo chilometro condotto fino a quel momento fianco a fianco con Federico e Claudio, condividendo emozioni, sorrisi, ristori e.. pelle d’ oca All’ improvviso non vediamo più Claudio, provo a girarmi, ad urlare il suo nome a ‘scaricare la tensione ‘ sotto il Queensborough bridge con l’ intento di aspettarlo nulla riprendiamo allora io e Federico dopo un chilometro percorso sulla First Avenue, incrociamo tra i tanti portatori di handicap incrociati sul percorso, un ragazzotto nero con una gamba amputata che, sulle sue stampelle e sulla strada dinanzi a sé, scarica tutta la sua voglia di vivere la gente lo osanna, sempre di più io lo supero e gli rivolgo un sorriso ed un applauso prolungato per ringraziarlo, di tutto ciò che mi ha insegnato solo, al centro della strada, con le sue stampelle e mancano ancora all’ incirca 15 chilometri.. Sguardo d’ assenso con Federico e proseguiamo.. Via !! Sesta stella !!!!! A sette chilometri dall’ arrivo, al 35 km, provo ad accelerare, proseguendo da solo, Le gambe ed il cuore sembrano ‘accompagnarmi’ nella sfida con me stesso ed allora lascio l’ amico e procedo i metri si susseguono, avvicinandomi a Central Park la strada si stringe, si marcia oramai tra due ali di folla Voglio piangere, voglio gridare, penso al mio papà che sicuro mi sta osservando dall’ alto ed è fiero del suo figliolo penso alla mia Daniela, alla nostra piccola Daria che è rimasta in Italia questa maratona, come l’ intera mia vita, negli ultimi metri, la dedicherò senz’ altro a lei Intanto continuano le ali di folla, provo a chiedere a me stesso sempre di più.. sono in Cetral Park.. e volo sono gli ultimi duecento metri non mi controllo più.. alzo le braccia al cielo .. Grazie buon Dio!!! Ultima stella!!! .. ‘Mario, dai torniamo giù ‘ ‘ in albergo ci aspettano gli altri per la cena..’ E’ la voce di Daniela, sorrido al cielo alle stelle che resteranno in quel firmamento per sempre, e racimolo gli altri istanti vissuti in questi giorni le corse al mattino presto in Central Park i ‘ Congratulations’ raccolti per le strade di New York, in una città dove al ‘maratoneta’ viene dato il giusto rispetto l’ abbraccio con la mia metà al rientro in albergo l’ abbraccio con tutti gli altri amici sentendoci una cosa sola Finisco il reportage di sensazioni ma non è tutto di emozioni e stelle ne avrei ancora tante da riempirne un altro cielo Thanks, New York !!!

Autore: Mario Filippo Della Paolera

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