TuttoCampania — 14 febbraio 2010

Clicca per l'immagine full sizePuò una gara diventare tradizione già alla sua quarta edizione? A San Gennarello questa è realtà, pur avendo vissuto stamane quella che è stata ‘solo’ la quarta edizione del memorial ‘Franco Iervolino’. Quanto detto è facile sintesi di quanto un gruppo può arrivare a fare, quando è capace di coordinarsi al meglio, in tutti gli aspetti che un evento richiede. Zio Gianni (Presidente del Team Le Tartarughe’) affiancato da competenze, voglia di fare e passioni, ha coordinato tutto questo.  Come dicevo nel commento della gara, tanti gruppi dovrebbero ispirarsi al modo di intendere e alla semplicità dello stare insieme della Società di San Gennarello. Caratteristica comune in ogni iscritto: il sorriso, l’accoglienza, la semplicità. Davvero molto bello.


La gara.


Freddo pungente, Vesuvio imbiancato, pioggerellina continua e insistente a tenere compagnia tutti, dall’inizio alla fine della gara. Una pioggerellina e un clima che però non hanno raffreddato gli atleti e le loro emozioni. Non hanno rallentato il ritmo, non hanno ridotto per niente il valore agonistico e il confronto che abbiamo vissuto stamane.


Un cast di protagonisti di assoluto valore annunciati alla partenza, sia in campio maschile sia in quello femminile. Un’assurda normativa federale che impedisce ad atleti Campani di correre nella loro regione, quando tesserati per società extraregionali, ha escluso a priori dalla gara Marco Calderone (poi 6°) e Martina Rocco (2a), ma voluti lo stesso dagli organizzatori, quali ospiti dell’evento (Marco, tra l’altro, Plurivincitore della gara nelle precedenti edizioni).


Partenza dei maschi sul piede dei 3’02/03′ a km, con un gruppetto unito al passaggio, a poco più di 1500 metri dal via. Poi gara fino all’ultimo respiro. Abdelhadi ben Khadir (Csain Atletica Campania) ha puntato a staccare Gianluca Ricci (Montemiletto Team Runners) e Abdelkedir Lamachi (Atl. Capua) più volte, per poi dover mollare nella parte finale di gara. Rettilineo finale con volata a due tra Ricci e Lamachi, con quest’ultimo (tutto proiettato verso la Maratona di Milano) a dimostrare di avere sempre un grande spunto vincente. Garanzia di spettacolo quando questo trio si incontra, spettacolo rinnovato a San Gennarello. Vittoria per Lamachi quindi, in 29’52’. A solo 1′ l’arrivo di un Gianluca Ricci che, a sua volta, è tutto proiettato verso una grande mezza (ricordo che nel 2009 Gianluca ha segnato la terza migliore prestazione italiana ). Segnalo in modo particolare il quarto arrivato. Da poco in Italia, tesserato Montemiletto Team Runners, è un nome di calibro mondiale sui 1500, ma capace comunque di un 30’56’ finale, nonostante abbia ripreso ad allenarsi regolarmente da poco. Abderratu Roqti (spero di aver scritto bene) è andato forte ma, ancor di più, farà la differenza a breve. El Mouaddine Abdelouahab ottimo quinto, con un crono di 31’16’ (lui gareggia per la Joy of Running).


Anche la gara donne, così come segnalavo, non è mancata all’appello, con qualità agonistica e belle prestazioni finali. Il fratello vince la gara maschile, la sorella Meriyem quella donne. La sorellina Lamachi, nonostante il non essersi allenata al meglio per un bel po’ di settimane negli ultimi tempi, è riuscita a fare selezione, quando il tracciato si è fatto più impegnativo. Impegnativo sì, ma non tanto, vista la sua prestazione finale: 34’59’. Seconda posizione per Annamaria Vanacore, Centro Ester. Per Annamaria 36’39’, che non è niente male. Terza, e per lei un crono 37’36’, Maria Pericotti del Montemiletto Team Runners. Come sempre si è rinnovato lo scontro all’ultimo metro tra Ania Paniak e Cathy Barbati. Alla fine solo 6′ tra le due atlete, giunte nell’ordine.


Classifica a squadre vinta dal Team ‘Il Laghetto’, che ha preceduto gli Amatori Vesuvio e l’Erco Sport.


Mi piace segnalare la gran bella prova di Antonio Visone (Amatori Vesuvio).


Antonio, dall’alto dei suoi 77 anni, splendidamente e sportivamente portati, ha fatto registrare quello che credo sia, a mia memoria, il suo personale sulla distanza: 1h14’25’. 


Complimenti, carissimo Antonio. 


 


Foto di Luigi di Meo

Autore: Marco Cascone

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