slide TuttoCampania — 30 marzo 2015

salerno corre.Lo so che sarebbe stato meglio rimanere a riposo, ma come si fa a non partecipare ad una gara nella propria città in una splendida giornata d’inizio primavera? E allora questa mattina ho indossato la tenuta da gara con la mitica canottiera verde 42Kappa e sono uscito di casa. Mi è sembrato di sentire mia moglie che diceva qualcosa a proposito di palme,  ospiti a casa, pane, egoismo ecc. ecc. ma potrei anche sbagliarmi. Dopo il, brevissimo, viaggio e qualche dubbio sull’ora legale ero alla partenza. Una cosa che mi colpisce sempre è l’estrema eterogeneità dell’abbigliamento dei partecipanti. Si va dal classico pantaloncino e canotta con calzino corto alla calzamaglia e manica lunga trapuntata a più strati. Foto di rito in cui manca sempre qualcuno/a, gemellaggio con gli amici cilentani, caffè e siamo pronti alla partenza.  Al solito ero in fondo al plotone con Walter ma, questa volta, c’era anche Gabriele che come me riprendeva oggi a correre. Con qualche minuto di ritardo e con un sole accecante è partita la gara tra i coriandoli.  Dopo 200m dalla partenza la macchia verde della nostra squadra già si era sgranata. Dopo 500m il gruppone si è sgranato. Dopo un paio di Km non si sentiva più nessuno che scherzava. All’altezza delle piscine comunali ho potuto notare che il vento era quasi sparito ed il mare era pressochè calmo. Avendo deciso di percorrere i 10 Km ad andatura ultraturistica ho cercato di godermi al meglio il tragitto. Ho potuto così compiacermi del fatto di correre a centro strada per il lungomare, normalmente stra-trafficato, e osservare da un diverso punto di vista i luoghi noti della mia città. A dire il vero c’erano anche un po’ di persone affacciate ai balconi ma sembravano tutti appena svegli (come dargli torto).  Al polo nautico un tipo in maglia azzurra ha cominciato a fare un filmino col cellulare correndo all’indietro.  A Mercatello abbiamo invertito la rotta lasciando il mare e passando all’interno. Qui abbiamo cominciato ad incontrare amici e parenti che guardavano divertiti la corsa, alcuni non li vedevo da anni.  Ad ogni incrocio c’erano un paio di vigili che chiudevano il passo alle auto. Per un paio d’ore la città è sembrata bellissima. La cosa che mi ha colpito di più è stata l’assenza di rumore. Fantastico! A Torrione, dopo la bottiglietta d’acqua del ristoro, afferrata con sicurezza, ho deciso di lasciare gli altri e rallentare. Sono stato così superato da un gruppo di stabiesi in canotta bleu, da un gruppo misto in canotta arancione, e da altri atleti/e sparsi. Stavolta ero davvero affaticato ed ho scambiato con gli altri poche sillabe.  Siamo poi tornati sul lungomare passando sotto l’arco della partenza/arrivo, mentre i primi concludevano la corsa. Al di là del fatto che uno si sente veramente scarso ad essere praticamente doppiato, è stato anche divertente guardare tutti i circa 900 partecipanti che in direzione opposta procedevano verso il traguardo. Nonostante pensassi concretamente all’abbandono, non ho potuto fare a meno di salutare tutti quelli che conoscevo ed i compagni di squadra. E tutti che mi incoraggiavano. Evidentemente la mia espressione e posizione in classifica non erano delle migliori. In modo del tutto inatteso ho notato che non c’era neanche un nonnetto con la bandana. Weee io scherzavo!  Al crescent nuova inversione di marcia. A onor del vero ho notato che c’erano altri partecipanti alle mie spalle, ed un paio mi hanno pure superato prima dell’arrivo. Ormai è fatta. Ma quanto sono lunghi gli ultimi due km! Traguardo. Fila per depositare il chip tra saluti e comunicazione di tempi. Ho fatto 45. Ho fatto meno di 50. Ho fatto il PB. Io ho solo sperato che l’autoambulanza che mi è passata accanto non fosse per me! Il rinfresco arricchito di gelati e biscotti è stato davvero buono e benaugurante per l’estate alle porte. Tra auguri e saluti si è conclusa così la mattinata di sport. Amici e amiche ci vediamo in questi giorni, in questi posti. E’ qui che corriamo, che ci alleniamo, che ci divertiamo. E’ la nostra città.

 by Sergio Loffredo, un 42Kappa, un Runner salernitano, uno di noi.

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