TuttoCampania — 24 maggio 2015

corsalongaTrentatré edizioni, la maturità e l’orgoglio di non essere cambiata per nulla, lontana dal cedere alle lusinghe degli artifizi. La Corsalonga Sangiovannese, la seconda più longeva della Campania, dal 1982 affascina sempre più nutrite schiere di runners che giungono ogni fine maggio nel piccolo comune ai piedi del monte Bulgheria da ogni angolo d’Italia ed anche dal continente nero.
Sabato 30 maggio 2015 andrà in scena, come detto, l’edizione numero 33, organizzata dall’associazione MediaPYros e che sarà valida come quarta tappa del circuito FIDAL “Cilento di Corsa” 2015.
Nove km di un percorso definito dagli esperti durissimo, con continui cambi di ritmo passando dall’asfalto al lastricato fino allo sterrato. Gara vera sin dal primo km – un anello attraverso il centro storico di San Giovanni a Piro con il muro di Pietra Pacifica – e passaggio sotto il traguardo di via Teodoro Gaza. Qui verrà effettuata una prima scrematura del gruppo e al massimo qualche lepre potrà andare in avanscoperta.
Al km 2 il falsopiano della Variante e l’ascesa di Via Carpine emetteranno i primi verdetti. Chi vorrà vincere la Corsalonga è qui che dovrà scoprire le proprie carte.  La bagarre tra i favoriti inizierà, però, con la salita della Petrosa (km 4), una rampa dalle pendenze importanti che porterà ai 502 metri. Breve scollinata con la discesa di Ciolandrea, dopo il ristoro. Giusto il tempo di dare uno sguardo al Golfo di Policastro da uno dei belvedere più suggestivi del Cilento ed ecco che si ricomincia a salire sullo sterrato attraverso la Pineta e la Pacuma, punto più alto della Corsalonga a quota 603 metri.
Ne rimarranno davvero in pochi a giocarsi la vittoria finale. La strada pian piano discende attraverso il Santuario della Madonna di Pietrasanta fino all’ultimo chilometro. E qui l’ultima fatica prima dell’arrivo: nuovo giro per il centro storico del paese e nuovo passaggio sotto gli archi vicino ai portali antichi di Pietra Pacifica, prima di trionfare a braccia alzate a via Teodoro Gaza ed immergersi in quello che è uno vero e proprio rito collettivo. Una festa che unisce sport, tradizione e passione.

Vito Sansone

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