Curiosita slide — 02 giugno 2019

Uno scambio di idee e analisi sul running, fenomeno in forte espansione e dal grande impatto sociale: la seconda edizione di Runeconomy, il convegno dedicato ai numeri e alle tendenze del pianeta-corsa, è andato in scena oggi a Roma richiamando imprenditori, analisti e amministratori pubblici per discutere de “Il valore del Running. Innovazione e Sportcity”.

Il Salone d’Onore del CONI ha ospitato analisi, dati e tendenze capaci di disegnare una panoramica di tutto quanto ruota intorno alla corsa intesa come passione, impiego del tempo libero, socialità e mezzo privilegiato per raggiungere il benessere. Per Runeconomy si tratta del secondo anno, dopo la fortunata edizione inaugurale del 2018: il convegno è stato ideato e organizzato da FIDAL sulla scia di Runcard, il progetto che in pochi anni ha creato la community italiana dei runner e proposto un nuovo modo di intendere la corsa, il gesto sportivo più naturale e iconico.

IL PROGRAMMA

SPORTCITY + GAMING – Due i panel: “Sport City, la citta a misura di Sport” e “Tecnologia e gaming”, temi diversi accostati con l’obiettivo di analizzare le due direzioni verso le quali si sta spingendo il mondo del running. Le nuove frontiere della corsa arrivano, da una parte, a conquistare i parchi cittadini, le strade e le piazze, gli spazi urbani all’aria aperta. Luoghi privilegiati per una gestione del tempo libero all’insegna del benessere e dell’attività fisica non strutturata, in un binomio che associa, finalmente, l’attività fisica al benessere fisico e psichico, contribuendo al contempo alla riappropriazione degli spazi urbani. Significativa, in questo senso, è stata la sinergia con ANCI, l’Associazione dei Comuni Italiani, con cui FIDAL ha in atto diversi progetti di sportivizzazione urbana.  Dall’altro lato, il movimento sta conquistando il mondo della tecnologia, grazie alla nascita di numerose App e sistemi di condivisione che mescolano lo sport al gaming creando comunità e piazze virtuali in cui vivere insieme la propria passione per la corsa.

L’IMPATTO SOCIALE – Con gli amministratori si è parlato delle buone prassi legate a sport e città. L’abitudine all’attività sportiva produce benefici ad ampio raggio: una diminuzione sostanziale della spesa pubblica legata alla sanità, una riappropriazione degli ambienti urbani che spesso significa maggiore sicurezza, condivisione e cura di quanto è “pubblico”, e non ultimo un aumento del benessere psico-fisico. Un dato, quest’ultimo, che alcuni studi misurano con la FIL, la Felicità Interna Lorda.

FARE SPORT IN CITTÀ RENDE PIÙ FELICI – Interessanti, a questo proposito, i due studi creati ad hoc per Runeconomy da Istituto Piepoli e presentati oggi da Livio Giugliuto (Il Futuro del Running tra Tecnologia, gaming e Sportcity e Il valore dello sport nella “città ideale” degli Italiani). Emerge come nel disegnare l’identikit di una città “a misura d’uomo” gli Italiani dimostrino di essere più interessati al benessere e allo sport che a elementi un tempo indispensabili e prioritari quali infrastrutture e trasporti: per gli Italiani la città ideale deve avere aree per fare sport e passeggiate all’area aperta. Immaginando una città ideale, il 90% pensa che lo sport debba avere un ruolo importante e  il 92% vuole corsi sportivi all’area aperta (un desiderio secondo solo  a quello delle piste ciclabili). Lo sport è considerato addirittura più importante del turismo. È un plebiscito: 9 su 10 pensano che fare sport in città renda più felici.

GLI SMARTPHONE FANNO CORRERE DI PIÙ  – Crescono coloro che dichiarano di correre almeno 1 volta al mese: dal 51% della precedente indagine al 59% attuale. Il trend quindi continua a crescere. Per il 54% degli Italiani un uso intensificato della tecnologia (app e giochi) e la creazione di comunità online incrementerebbero la voglia di correre. L’uso dello smartphone è inteso per stare in relazione con gli altri molto più che per isolarsi: domina la voglia di chattare e restare in contatto. Ma non solo: i telefonini diventano “macchine da wellness”: da quando hanno lo smartphone gli italiani hanno più voglia di stare attenti al corpo e alla salute.

CORSA SINONIMO DI BENESSERE – Perché si corre? Wellness batte fitness 41 a 27: gli italiani corrono per stare bene più che per dimagrire, e chi corre immagina che in futuro correrà di più. C’è interesse per l’agonismo o il semi-agonismo: il 22% dei runner occasionali, avendo più tempo, parteciperebbe a gare (il 12% lo fa già). Il sondaggio sui progetti dedicati ai parchi parla chiaro: Parchi Aperti fa sentire più sicuri i cittadini. Secondo il 73% degli intervistati i percorsi per correre sviluppati nei parchi cittadini incidono sulla sicurezza percepita.

CORSA, ARTE E PAESAGGIO – La mattinata è stata anche l’occasione per esporre un’altra indagine, quella di Atlas su Arte, Storia, paesaggio: Correre nella Bellezza. Luca di Bartolomei ha analizzato i flussi dei runner nei principali luoghi di pratica nelle città italiane, quindi nei parchi, nei centri cittadini e nelle zone a grande valore storico-artistico.

LE IDEE – Fra gli ospiti anche Riccardo Luna, innovatore e direttore dell’Agenzia Giornalistica Italiana, Luca Josi, Direttore Brand Strategy Media e Multimedia Entertainment di TIM e Adriano Bacconi di Infront. Di prestigio anche i contributi, fra i quali quelli di Luca Colombo, Country Director Facebook Italia, di Davide Dattoli, CoFounder e CEO Talent Garden, e di di Fabio Lucidi, Professore Ordinario di Psicometria nel Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione, Facoltà di Medicina e Psicologia della Università Sapienza di Roma.

LE ISTITUZIONI – Al tavolo non sono mancate le Istituzioni, presenti con Giovanni Malagò (Presidente CONI), Alfio Giomi (Presidente FIDAL), Veronica Nicotra (Segretario Generale ANCI), Rossana Ciuffetti (Direttore Scuola dello Sport), Roberto Tavani (Segreteria Politica presidenza Regione Lazio).

VOX POPULI – Runeconomy ha portato sul palco, attraverso una serie di contributi video, le testimonianze dei runner e degli appassionati raccolte appositamente negli ultimi mesi: è la rubrica “Vox Populi” ha fatto sentire così,  fra quelle delle relatori, la voce diretta degli appassionati.

 

ufficio stampa

 

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