Cronaca — 26 febbraio 2007


Il rischio di non arrivare per tempo alla Roma Ostia è stato scongiurato dal Pirata che viene a prelevare me e Tonia a casa alle 7.30.
OK non è prestissimo, ma è domenica e per me la sveglia prima delle otto costituisce levataccia.
Tutto sembra ancora intorpidito, il cielo ancora non ha deciso di quale colore vestire le sue trame ed io non ho ancora deciso di che umore essere stamane.
Arriviamo puntuali: Podistica è già tutta nei pressi del fungo dell’Eur.
C’è soprattutto Pino: indaffaratissimo, attentissimo a coordinare e sorvegliare tutti i dettagli organizzativi (foto di gruppo, deposito borse, partenza pullman, arrivo di tutti i partecipanti, ecc.ecc.) ad ogni modo non so come faccia: forse stamane ha fatto colazione a base di pile Duracell ..
Ci facciamo immortalare dall’obiettivo del fotografo e poi
poi, cara Rosaria, inizio a diventare umile spettatrice di come eventi e comportamenti, la cui impossibilità di accadimento viene considerata dalla mia mente pressoché inamovibile e certa, possano invece dispiegarsi in un sorprendente, inatteso, groviglio di possibilità.
Procedendo con ordine, se qualcuno mi avesse detto:
che mentre tentavo di scegliere un colore da dare alla mia giornata, l’abbraccio del Pirata mi avrebbe fatto scegliere l’azzurro, nonostante il cielo avesse optato per il grigio
che in mezzo a più di 10.000 persone, i miei passi avrebbero riannodato i fili con quelli del Prode Podista Romeo dagli Occhi Blu, quello della Mare e Monti per intenderci
che avrei incontrato tanti che fanno del proprio correre un’ala protettiva per chi non può vigilare sui propri passi
che il saluto di Valter e di Maurizio mi avrebbe fatto così tanta compagnia nei miei momenti(pochi) di corsa solitaria..
che avrei riconosciuto Sergio, sotto il cappellino tricolore, dall’ottimismo della sua voce e non dai tratti del suo viso
che avrei sentito battere il cuore del vero podista nel petto di chi corre senza possedere le gambe
che grazie al salato dei pistacchi divorati a colazione, mi sarebbe venuta una sete bestiale che avrei soddisfatto con l’acqua delle spugnature senza provare nostalgia degli igienici bicchieri di carta
che il mio sguardo avrebbe avuto tanta fame di una massa di ricci rossicci assai prima del traguardo
che al diciannovesimo, si sarebbe svegliato dentro di me il terrore di non rispettare il tacito patto fatto con il mio limite dell’ora e 55
che quando ho avvertito il granello di stanchezza, il famigerato Romeo, dalla corsia accanto, lo avrebbe soffiato via urlandomi ‘forzamariateresa’
che quei podisti di mestiere, che durante la marcia mi avevano guardato come si guarda una fastidiosa, ronzante, zanzara, mi sarebbero venuti incontro all’arrivo sorridendomi e stringendomi vigorosamente la mano
che Podistica avrebbe regalato alle sue atlete un mazzo di fiori più bello di quello che il più innamorato dei miei spasimanti mi ha mai regalato finora
che gli occhi blu di Romeo mi avrebbero aspettato a 20 metri dal traguardo
che questa straripante folla di atleti in corsa, resa ancor più unita dalla dolorosa perdita di uno di loro, riempie solo qualche striminzito trafiletto dei quotidiani sportivi
ecco, Rosaria, io non avrei assolutamente creduto a niente di tutto ciò, anzi avrei detto a questo qualcuno di documentarsi meglio e magari ripassare qualche nozione di statistica, di inferenza Bayesiana e relativi calcoli di probabilità.
Invece eccomi qui a dondolarmi sull’altalena della possibilità.
Avrei dubitato se solo ieri mi avessero detto che questo asfalto, condito da tante e diverse gocce di sudore, mi avrebbe reso, chilometro dopo chilometro, più saggia e mi avrebbe consentito di far sgattaiolare dall’angustia della ragionata impossibilità il mio pensiero che ora,
invece di immaginare il tuo corpo steso nel letto di un ospedale, Rosaria, mi spinge a pensare alla Vita che, rendendo omaggio al tuo coraggio e alla tua tenacia, sicuramente fa rotolare la tua Anima tra questi raggi di sole e forse l’ha resa anche parte della schiuma che gioca tra queste onde.


 

Autore: Maria Teresa Fiorentino

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