slide — 20 novembre 2014

downloadUn ottimo risultato su una gara è frutto di tante “combinazioni” diverse. Combinazioni frutto di fattori esterni (non dipendenti dalla volontà dell’atleta) e, diciamo così, “interni” (cioè effetto della preparazione seguita, delle attitudini fisiologiche dell’atleta, della gestione della gara). Entrando più nel merito di una mezza maratona, il fattore esterno resta sempre lo stesso, uguale a tutte le gare: le condizioni atmosferiche. Se ottimali, cioè se con basso tasso di umidità e assenza di vento, questo non potrà che favorire la performance dell’atleta. Su queste condizioni non possiamo incidere in alcun modo, bisogna solo augurarsi sempre che siano positive. Discorso completamente diverso viene fuori dai “fattori Interni”, vale a dire di diretto legame con l’atleta. Personalmente ritengo che un atleta ben allenato sulla 10 km può fare anche una gran bella 21, senza bisogno di modificare più di tanto la preparazione (così succede per i miei atleti). bisogna però sapersi gestire al meglio, sapere ben utilizzare le energie a disposizione, puntando ad un ritmo quanto più regolare, fin dai primi Km. Conta anche l’attitudine fisiologica dell’atleta. Ci sono runners capaci di dare il meglio su gare “brevi”, fino a 10 km, per poi avere grossi problemi sulle distanze più lunghe (e non c’è allenamento che tenga). Ce ne sono altri che riescono ad avere un differenziale molto basso, tra ritmo gara 10 km e ritmo 21. Ma su questi aspetti è la natura che decide, non solo la preparazione.

Passando più nello specifico, in merito alla 21 Reggia/Reggia di domenica prossima, quel che dobbiamo tener presente (oltre ai riferimenti suindicati) sarà la insistenza sul tracciato di 2 km circa di salita, posta verso l’11° km. Con in più un’altra breve ascesa, che si troverà proprio nel bel mezzo della discesa, una volta entrati nella Reggia. Ecco, proprio per queste due presenze “difficili”, occorre gestirsi ancora meglio, rispetto ad un percorso totalmente piatto. Se la gestione sarà oculata, non solo la salita non creerà problemi, ma la terza parte del tracciato, quella conclusiva, essendo in lieve discesa e pianura finale, potrà davvero fare la differenza, in positivo. Quando cioè i Km aumentano, e quindi la fatica avanza, ecco che il tracciato più dolce (e persino in lieve discesa) vi potrà aiutare a fare un grosso tempo, magari il vostro personale.

In bocca al lupo a tutti

A Domenica

Per eventuali suggerimenti più specifici per la gara, ponete la vostra domanda collegandovi: http://marcocascone.it/guestbook.htm

Marco CasconeMarco Cascone

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