PodisteDOC slide — 24 gennaio 2014

straneoGrandissima atleta, moglie e mamma di due splendidi figli Leonardo e Arianna, Valeria a 37 anni, è stata capace di regalarci enormi emozioni negli ultimi anni! Dopo la strameritata partecipazione alle Olimpiadi del 2012 conquistata alla Maratona di Rotterdam dove ha inchiodato un ottimo secondo posto e record italiano sulla distanza, ha saputo deliziarci  lo scorso anno con lo straordinario argento ai mondiali di maratona a Mosca. Questo ci riempie di orgoglio!!!

Valeria Straneo nata ad Alessandria il 5-4-1976. Nel maggio del 2010 subisce l’asportazione della milza e di parte della colecisti. Il 25 settembre 2011, 8° alla Maratona di Berlino con il nuovo personale di 2h26:33, crono che le vale anche il minimo olimpico per i Giochi di Londra. Nel 2011 l’esordio assoluto in Nazionale, a 35 anni agli Europei di Cross 2011 di Velenje (Slovenia), si è piazzata decima. Il 26 febbraio 2012 alla Roma – Ostia si è laureata campionessa italiana di mezza maratona con un velocissimo 1h07:46, poi ribadito dall’1h08:48 grazie a cui ha vinto, un mese dopo, la Stramilano. Nuovo record italianoalla maratona di Rotterdam con il crono 2h23’44”. Ciliegina sulla torta l’argento ai mondiali di Mosca.

Valeria, vuoi raccontarci cosa si prova a salire sul podio mondiale dopo aver sconfitto lo strapotere etiope?

Non mi aspettavo assolutamente di salire a podio ai mondiali perché è una gara che ho preparato come potevo, ma pensavo che il podio non fosse assolutamente alla mia portata perché sulla carta le keniane e le etiopi sono molto più brave e veloci di me. Ho quindi deciso di impostare la gara facendo solo ed esclusivamente il mio ritmo non pensando più di tanto a quello che facevano le altre. Così ho tenuto il mio passo per tutta la durata della maratona. E’ quindi stata un’emozione grandissima quando al 35° km mi sono resa conto che ero sola con la Etna Kiplagat, quella che poi ha vinto. Dietro di noi non c’era più nessuno ed io non ci potevo credere! Eravamo in due in testa alla gara!Poi salire sul podio è stato grandioso perché si trattava di un campionato mondiale … e mi sono resa conto di aver fatto una cosa GRANDE! Ero quindi felicissima ma anche un po’ incredula. Ci ho messo un po’ a realizzare pienamente l’importanza di quella medaglia.

Sono felicissima che tu ci abbia dato un’emozione così grande perché hai compiuto un’impresa immensa!!! Vedere un’italiana sul podio mondiale è stata una cosa meravigliosa. Ti ringrazio a nome di tutti gli italiani per averci donato una simile gioia.

Da quanti anni non capitava di vedere un’italiana sul podio mondiale?

Si, da un bel po’, l’impresa risaliva alla Ornella Ferraro che vinse il bronzo negli anni 90’.

Sono parecchi anni e poi il bronzo non ha lo stesso valore dell’argento!

Si, è stato un argento davvero insperato.

Sei grande!!!

Come hai iniziato a correre? Chi ti ha spinto ad avvicinarti al mondo dell’atletica?

Non mi ha spinto nessuno. Fin da ragazzina a scuola, partecipavo alle campestri, ero sempre lì, ma correvo per puro divertimento, per passione e neanche mi allenavo, fino a circa 23 anni quando ho incontrato la mia attuale allenatrice Beatrice Brossa.

Evidentemente già l’avevi nel sangue la corsa! Sei un cavallo di razza!

Si, ricordo che già alle medie andavo benino, mi piaceva correre, ma non mi sono mai allenata veramente, uscivo senza stare lì troppo a guardare l’orologio, solo per il gusto di andare, ma di fatto non avevo un allenatore, non facevo parte di nessun gruppo sportivo.

Che ruolo rivestiva a quei tempi per te l’atletica?

L’atletica per me è sempre stata dettata dalla passione, ma solo in seguito l’ho praticata come attività seria, inizialmente ha rivestito solo un ruolo marginale nella mia vita, infatti ho fatto anche altre cose, ho studiato fino alla laurea, ho formato una famiglia e, mai avrei pensato che potesse diventare per me un lavoro, che potesse concretizzarsi, anche se mi sarebbe piaciuto moltissimo.

Certo! Questo mi fa capire che persona saggia e concreta sei perché hai preferito dare la priorità a basi lavorative e familiari prima di realizzare il tuo sogno. Complimenti!

Cosa rappresenta per te la corsa oggi?

Ora rappresenta tutto il mio mondo, la mia vita perché adesso ci guadagno, quindi è diventato anche il mio lavoro. E’ assolutamente una parte centrale della mia vita, insieme ai miei figli e la mia famiglia mi completa la vita.

Quanto la tua passione influenza le tue scelte, la tua vita sociale? Come riesci a conciliare la tua vita privata con gli impegni sportivi?

Ho avuto la fortuna di avere un marito splendido, molto comprensivo e sportivo anche lui che capisce e comprende le mie esigenze, mi stimola e mi spinge a continuare su questa strada. So che sono fortunata perché senza di lui sarebbe tutto più difficile, infatti quando io sono in raduno come in questo caso, è lui che si occupa dei bambini.

Che bello!

Si, si, anche se aiutato dai suoi e dai miei genitori, dai nonni, è lui che li organizza, fa da mangiare, fa le lavatrici. Capisco di essere molto fortunata perché non mi fa pesare mai niente, cerca di mettermi in condizioni ottime per poter lavorare nella maniera migliore. Nel mio caso quindi avere una famiglia non è un limite, anzi mi fa sentire molto più serena.

Infatti ti senti realizzata.

Certo, perché nella vita di una donna la famiglia e i figli sono un’esigenza irrinunciabile e se non li avessi avuti a 30 anni, ora sarebbero stati un ostacolo alla mia carriera perché li avrei sicuramente voluti.

Sono d’accordo con te perché avere fortuna nella vita significa anche cogliere le occasioni al momento giusto, perché qualsiasi cosa, anche se bella, ma arrivata al momento sbagliato, si corre il rischio di non coglierla.

Io mi considero una persona fortunata perché, nonostante i problemi di salute, ho avuto dalla vita una grande chance, quella di ricominciare con l’atletica. Vedi Marilisa, io soffro dalla nascita di una forma congenita di anemia, la sferocitosi, una disfunzione genetica che fa diventare i globuli rossi più piccoli e fragili  riconosciuti dai macrofagi presenti nella polpa rossa della milza come eritrociti vecchi o danneggiati, e quindi distrutti.

Questo ti dimezzava la forza di cui avevi bisogno per praticare l’atletica ad alto livello.

Si, perché mi trovavo sempre in stato di anemia, pochi globuli rossi e poca ossigenazione del sangue mi indebolivano notevolmente, infatti negli sport di endurance non ti puoi permettere di avere l’ematocrito e l’emoglobina a terra.

Quindi la tua forza era immensa perché riuscivi a reggere gli allenamenti e fare risultati nonostante la tua salute ti penalizzasse notevolmente. Quando poi si sono normalizzati i valori hai espresso appieno tutta la tua forza.

Si infatti! Probabilmente prima mi sono allenata così tanto in una situazione povera d’ossigeno, che come si sono normalizzati i valori, sono andata veramente come un turbo.

I medici mi hanno spiegato che solo asportando la milza mi sarei ripresa, ma mai avrei sperato che dopo l’operazione avrei recuperato così bene! Mi sento … non dico miracolata, ma molto molto fortunata perché la vita mi ha dato una grande chance, la possibilità di ricominciare con l’atletica con una marcia in più. Infatti fino al 2010 non riuscivo a vivere la corsa come adesso, non riuscivo a reggere 2 allenamenti al giorno, né grossi carichi di lavoro.

Certamente! Ti mancava la benzina per farlo!

Oltre però ad aver avuto l’aiuto fisico mi sono anche impegnata io, perché come tu ben sai la corsa non ti regala niente! Ora mi preparo da atleta seria, professionista e i risultati sono venuti perché il lavoro paga!

Brava! Sono contenta per te, ma anche per noi perché ci hai regalato l’emozione di festeggiare un’italiana sul podio mondiale.

Quali sono le tue sensazioni prima di una gara? Ci puoi raccontare cosa provi davanti alla linea di partenza, mentre corri e quando tagli il traguardo?

Io fortunatamente non patisco stress, non vado in ansia.

Rendi al massimo perché non ti fai condizionare dalle aspettative.

Si, riesco a dare veramente il 100% in gara, perché la sfida mi stimola, anche quella con me stessa e, devo dire, non soffro neanche nelle grandi competizioni perché vivo la corsa come un gioco, non riesco a vederla come una questione di vita o di morte. Se va bene sono contenta, se no me ne farò una ragione.

Brava, questo è il segreto per affrontare la gara nel modo migliore!

Sulla linea di partenza la mia paura più grande è che sto per affrontare una grossa fatica e sono molto concentrata. So che per arrivare all’agognato traguardo devo passare attraverso la sofferenza e, vedere lo striscione di fine gara, per me rappresenta la vera felicità perché, anche se non hai raggiunto il tuo risultato cronometrico, hai comunque smesso di soffrire ed hai concluso una cosa che ti eri prefissa, hai raggiunto un obiettivo.

Si, Hai ragione, arrivare al traguardo ed essere contento della tua gara è una cosa veramente appagante e sono queste le sensazioni che bisogna ricercare.

Ripeto, la corsa mi ha sempre lasciato e mi lascia grandissime sensazioni e soddisfazioni.

Quale gara ricordi con maggiore emozione e che rimarrà sempre un ricordo indelebile nella tua mente?

Sono i campionati mondiali, perché è un ricordo fresco, ma anche per come ho condotto la gara, in testa, sempre regolare. Quella è stata la gara perfetta!

Hai detto le parole giuste! Deve andare tutto perfetto perché, per quanto puoi essere preparata, può sempre andare qualcosa storto.

Specie in una maratona che è una gara molto lunga. Però stavo bene, proprio bene, sensazioni bellissime! E’ andato tutto alla perfezione, è stata proprio la mia gara perfetta! Devo dire che lì mi sono proprio piaciuta!

e sei piaciuta a tutta l’Italia! Grazie ancora!

Anche Rotterdam è stata una gara che mi è rimata nel cuore e ci tenevo moltissimo perché mi giocavo la qualificazione alle Olimpiadi. Ecco, quella forse è stata la gara che ho patito di più dal punto di vista psicologico perché mi giocavo tutto .

Si, infatti le Olimpiadi sono ancora più ambite dagli atleti, forse ancor più dei mondiali.

Si, si, sicuramente, e tra l’altro sono andate benissimo.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Un po’ di mezze maratone, come la mezza di Verona il 16 febbraio, i campionati italiani e la mezza di Lisbona il 16 marzo, il tutto improntato al miglioramento per far bene agli europei di maratona che si terranno a Zurigo il 16 agosto 2014.

Hai qualche sogno da realizzare?

Mi piacerebbe fare il record sulla maratona quindi migliorare il record italiano, perché secondo me ho ancora margini di miglioramento.

I nostri giovani non amano la corsa perché comporta fatica, costanza e impegno, non pensano neanche minimamente di impegnarsi per raggiungere degli obiettivi, vorrebbero raggiungere risultati senza fatica e questo secondo me li penalizza nello sport, nello studio e nella vita in genere.

Si, è vero, perché oggi abbiamo troppe comodità ed è forse per questo che in Kenia abbiamo tanti talenti perché loro sono portati ad impegnarsi per necessità.

Come invoglieresti un giovane ad intraprendere la carriera sportiva?

Io dico che le soddisfazioni che dà lo sport non le dà nessuno perché è una cosa che costruisci tu, che dipende solo da te.

Hai ragione, è un’emozione che nessuno può capire.

Certo, perché sei tu che ti alleni e il risultato  dipende solo da te. Inoltre fa bene alla salute ed è piacevole perché fonte di aggregazione; incontrarsi per allenarsi in gruppo e la domenica gareggiare, fa crescere sia dal punto di vista sportivo che personale.

Vuoi lasciare un messaggio,un pensiero, un saluto a tutte le donne, ai podisti e tutti i nostri lettori?

Faccio i miei migliori auguri a tutti per un 2014 fantastico che sia bello sia dal punto di vista sportivo che personale e familiare.

Comunque buone corse a tutti!!!

Grazie a te e un grandissimo in bocca al lupo per i tuoi prossimi obiettivi.

Ringrazio Valeria per la sua disponibilità  e cortesia. Posso dire di essere felice di aver avuto la possibilità di confrontarmi con una splendida persona, ottima atleta e mamma affettuosa. Parlare con lei mi ha dato una grande emozione ed ho avuto la conferma che i grandi campioni dello sport sono anche grandi campioni nella vita, che non smettono mai di combattere per realizzare i propri obiettivi e devono essere da insegnamento a tutti, specie alle nuove generazioni che hanno bisogno di punti di riferimento e miti da emulare.

Voglio fare i miei più sentiti complimenti a Valeria per la sua spontaneità e semplicità, inoltre le auguro di raggiungere i suoi obiettivi e migliorarsi sempre di più perché lo merita per l’impegno e la serietà che mette in tutto quello che si propone di realizzare.

Un saluto affettuoso sperando di rivederla presto sul gradino più alto del podio!

marilisa carrano

Per podistidoc Marilisa Carrano

 

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Peluso

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