PodisteDOC slide — 23 dicembre 2013

correreMi trovo a Castellammare di Stabia nello splendido scenario dei Boschi di Quisisana e, dopo una dura e … bagnata gara, avvicino Patrizia Picardi, mia amica e collega di corsa che da qualche anno ha ripreso a far parte del nostro mondo podistico.

Mi complimento con lei innanzitutto per la posizione di prestigio raggiunta oggi in gara e  le chiedo quello che più mi incuriosisce delle mie colleghe, e cioè il motivo che le ha condotte a conoscere ed appassionarsi allo sport e la corsa in particolare.

Patrizia Picardi nasce a Napoli ma vive da sempre a Portici. Sposata e madre di due splendidi ragazzi, Mariano di 18 anni e Giulia di  13 che da un paio di anni ha iniziato ad avvicinarsi al podismo e condivide la passione dei genitori. Lavora ed è tesserata con la “Budokan”, società podistica di Portici.

Patrizia, quando è nata la tua passione per il podismo?

Ho iniziato a correre a circa 13 anni spinta da mia sorella che già praticava atletica.

Quindi hai iniziato da giovanissima?

Si, mia sorella che già praticava atletica leggera, ed era anche molto brava, mi tesserò nella sua società “Asa Detur”. Iniziai direttamente a livello agonistico e ricordo che mi qualificai subito per le nazionali, vinsi una campestre a Caserta.

Ricordi qualche esperienza in particolare vissuta da giovane?

Ricordo che il Campionato regionale al “San Paolo” mi piacque molto.

Dopo la qualifica alle nazionali hai avuto altri successi importanti?
Ho smesso quasi subito per dedicarmi alla pallavolo. Ero molto combattuta, ma ero piccola e a 13/14 anni spesso si preferiscono gli sport di squadra rispetto a quelli dove è necessario sacrificio e fatica.

Ho però poi ripreso da ragazza e mio marito, anche allora da fidanzati, mi seguiva e accompagnava ovunque.

Quali sono stati i tuoi tempi migliori da ragazza?

Veramente non li ricordo … ho sempre avuto una repulsione per i tempi, ma posso chiedere a Gianni Cangiano che era nella mia stessa società. Facevo i 1500 e i 3000 metri.

Fino a quando hai corso?

Circa fino all’età di 24 anni, ed ho smesso perché aspettavo il mio primo figlio. Poi finalmente, un paio di anni fa, spinta da Gianni Cangiano ho ripreso nuovamente e devo dire che sono molto felice di averlo fatto.

Qual è la tua società?

E’ stata ed è la “Budokan” di Portici.

Che rapporti hai con i tuoi compagni di squadra?

Ottimi! C’è un bel gruppo numeroso e affiatato, ma la squadra femminile è un po’ restia a gareggiare spesso e devo un po’ spingerle per convincerle a partecipare più spesso alle gare. Vorrei che la domenica fossimo in tante, ci divertiremmo di più.

Quante volte a settimana ti alleni?

Tre volte a settimana su pista dove porto anche mia figlia e la domenica sul lungomare per i lunghi o a gareggiare. Seguo una tabella che mi prepara Gianni Cangiano.

Riesci a conciliare gli impegni familiari, lavorativi e sportivi?

Si, il mio lavoro me lo consente in quanto sono impegnata solo alcuni giorni a settimana e quasi sempre al mattino. Verso le 18,30 vado al campo con mia figlia e rientro alle 20,30.

Complimenti! Riesci così a gestire tranquillamente lavoro, casa, famiglia.

Si, me li ritaglio i tempi, poi dalla mia ho mio marito che condivide la stessa passione ed è tutto più facile.

E’ fondamentale! Ti assicuro che è tantissimo, è importantissimo. Questo ti fa correre serena ed esprimere con forza e gioia le tue potenzialità.

Io ad esempio sono fortunata perché ho Aldo che mi fa da team manager è il mio punto di riferimento. Mi è sempre vicino, negli allenamenti e in gara, e la sua presenza è ancora più importante nei momenti bui quando mi incoraggia ed ha sempre la parola giusta per tirarmi su.

Si, hai ragione Marilisa, anch’io sono convinta che per correre una buona percentuale è data dalla concentrazione, conta più la mente che il fisico.

Certo, lo stress fisico porta l’atleta a rendere meno, e in quei momenti solo quella forza che hai dentro di te può spingerti a stringere i denti e non mollare fino alla fine.

Ricordi qualche gara in particolare che ti ha lasciato dentro emozioni diverse?

Tutte le gare mi sono piaciute perché hanno tutte una propria diversità e particolarità, ma quella che ricordo con molta gioia è la 12 km di Maddaloni perché lungo il percorso ammirando il bosco, il paesaggio, ho provato delle emozioni intensissime.

Ti accompagna tuo marito in gara?

Si, ed è una cosa bellissima organizzarci la domenica con gli amici, scegliere le gare più particolari, quelle che ci piacciono di più per divertirci insieme.

Lo sai che sei fortunata? E’ bella questa simbiosi e un po’ ti invidio. Vedi, anch’io corro e ho dovuto lavorare molto e a fatica ho trovato un equilibrio che mi permette di andare a gareggiare senza scatenare in casa “incidenti diplomatici” J.

Si, infatti anche le mie amiche me lo dicono che sono fortunata a portare tutta la famiglia con me. Quest’estate siamo andati a Matera, alla gara “Dei sassi”, poi a S. Angelo in Cupolo che a me piace molto.

Che risultati sei riuscita a raggiungere negli ultimi anni?

Le ultime gare le ho corse a 4,15/4,16.

Ottimo!

Si, io sono contenta nonostante molti mi spingono a migliorarmi. Scendere qualche secondo a km non è facile, ci vogliono mesi e tanti sacrifici.

Io parto dal presupposto che la gara me la devo godere, non voglio soltanto soffrire e arrivare al punto di stare male, anche se devo chiuderla con qualche secondo in più.

Brava! Hai scoperto lo spirito giusto, correre per passione, per stare bene, per sentire quel senso di libertà che ti permette di trovare il tuo equilibrio interiore.

Spesso però mi sono scontrata con mentalità assurde che mi dicono “Ma che corri a fare? Non vedi che sei già magra? Mica hai bisogno di dimagrire?”. Ecco, qui mi cadono le braccia perché non sono riuscita a trasmettere a queste persone la bellezza che la corsa ha in se e le meravigliose emozioni che ti può dare.

E cosa mi dici di tua figlia?

Ha iniziato da poco ed ha un bel caratterino … e per questo spero che l’atletica l’aiuti a definire il suo carattere  e la sua personalità.

Cosa ne pensi dello sport come insegnamento di vita?

Penso che sia un “Maestro di vita!” e l’ho vissuto sulla mia pelle. Trovare un allenatore che sia un educatore è fondamentale perché ti insegna le regole e uno stile di vita.

Ti senti di consigliare il podismo a qualcuno? Perché?

La corsa io la consiglio a tutti perché è uno strumento che ti aiuta anche in certi momenti a stare in contatto con te stessa, perché quando fai i lunghi sei portata a riflettere su te stessa, sulla tua vita e spesso i pensieri migliori mi vengono proprio mentre corro.

Ringrazio Patrizia per la sua disponibilità. Mi ha fatto piacere condividere pensieri ed esperienze sportive con lei. Conoscere il punto di vista delle persone con cui mi confronto mi sta arricchendo ed anche oggi ho imparato che i motivi che avvicinano alla corsa sono molti e per ognuno diversi. Patrizia mi ha insegnato a leggere la corsa come un mezzo per entrare in contatto con se stessi e inoltre fondamentale come “Maestro di vita” .

Grazie Patrizia,continua così, divertiti e di sicuro migliorerai anche i tuoi tempi, perché hai tutte le potenzialità per farlo. Un saluto e un arrivederci alla prossima gara.

marilisa carrano

Marilisa Carrano

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Peluso

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