PodisteDOC slide — 05 gennaio 2015

lucignanoNegli ultimi giorni di questo 2014, ho il piacere di confrontarmi, scambiare auguri e impressioni sull’anno agonistico trascorso e sulla vita sportiva e non della simpatica, solare e cara amica podista Maria Lucignano. Da qualche anno si è appassionata al magnifico sport che tutti noi amiamo e con la quale ho avuto il piacere di confrontarmi in più di una gara. Colgo l’occasione per complimentarmi con lei per i grossi miglioramenti atletici avuti in breve tempo, concretizzati con la magnifica vittoria alla gara di “Gragnano” dello scorso novembre.

 

LUCIGNANO MARIA GORETTI nasce 47 anni fa nella bella Pozzuoli terra della nostra grande Sophia Loren. Sposata con Mattera Girolamo e mamma di 3 splendidi ragazzi, Jessica, Barbara e Salvatore. Attualmente tesserata nelle file del Team “Borgo Flegreo” nella categoria F45.

Ciao Maria, quando ti sei avvicinata al nostro meraviglioso mondo podistico?

Sono entrata a farne parte quasi per caso. Io ho sempre fatto palestra, poi circa 5 anni fa, durante l’estate e quindi periodo di chiusura di impianti sportivi e palestre, mia sorella, dopo tante insistenze è riuscita a trascinarmi con lei nelle sue uscite podistiche.

Anche lei atleta?

No, lei corre in modo amatoriale, corricchia, cammina veloce e nuota anche. Lo fa per scaricarsi dallo stress di una dura giornata. E così, qualche anno fa, … riuscì a portare anche me in un caldo pomeriggio di agosto, sulla pista di Monteruscello.

In passato hai praticato qualche sport?

A me piace proprio lo sport in generale e ne ho praticati molti, dei più svariati. Ad 8 anni ho fatto ginnastica artistica per un paio d’anni, poi un po’ di Taken do. Mi iscrissi poi a danza classica, ma l’ho fatta per poco tempo perché, ahimé, in quel periodo persi mio padre e non andai più. Poi aerobica per 7 anni, body building e fitness in generale. Mi mancava solo la corsa.

Hai spaziato tra diversissime tipologie di sport! Dalla danza classica, alle arti marziali, dalla palestra alle attività aerobiche, complimenti!

Si, ma da quando ho conosciuto la corsa, cosa di cui ringrazio mia sorella, non ho più cambiato, e non la cambierei per nessun’altra disciplina. Penso che sia uno sport bellissimo, che sono riuscita a praticare in modo più continuativo e agonistico grazie alla mia amica Enza Colantoni, che fin da subito mi ha spinto a crederci e quindi ad allenarmi in modo più serio ed impegnativo.

Segui un programma di allenamento?

Si, da circa 3 anni, sotto la guida del Professore Castellano Antonino.

Qual è stata la tua prima società?

Il primo anno sono stata iscritta con le “Stufe di Nerone”, poi a Monteruscello abbiamo fondato una nuova società “Borgo Flegreo”. Da circa tre anni quindi milito nelle file di questo nuovo gruppo sportivo formato da circa una ventina di atleti. Siamo pochi, ma molto uniti, formiamo un bellissimo gruppo, siamo molto affiatati, ci rispettiamo e ci vogliamo bene.

Diciamo pochi ma buoni, in pratica una grande famiglia!

Si, anche al di là della corsa siamo amici, dopo gli allenamenti di solito ci fermiamo al bar per un caffè ed assaporare i dolci che spesso io ed un’amica prepariamo. Inoltre partecipiamo compatti alle gare e spesso gareggiamo insieme. Antonino è riuscito a fare questo, a tenerci uniti.

Lui, oltre ad essere un allenatore e tecnico, studia la personalità e il carattere dell’atleta, ci tiene all’affiatamento del gruppo e progetta una preparazione personalizzata per ognuno di noi.

Certo! Questa è la cosa che conta di più, perché l’unione fa la forza, e la forza aumenta tantissimo anche le prestazioni atletiche.  Fortifica il carattere e aumenta la sicurezza e l’autostima dei singoli, favorendone i miglioramenti.

I tuoi figli praticano qualche sport? A loro piace la corsa?

No! A loro non piace proprio la corsa. Gli fa piacere sapere che io corro anche se mi preferivano più in carne, visto che prima facendo palestra ero più muscolosa. Mi incoraggiano e partecipano ai miei successi, ma loro non pensano neanche lontanamente di praticarla sia per la fatica che comporta, sia perché pensano che fa dimagrire troppo.

E tuo marito cosa pensa della tua passione?

Devi sapere che all’inizio mio marito non condivideva proprio il mio amore per la corsa, io ho dovuto combattere proprio per ricavare i miei piccoli spazi sportivi. Ora è soddisfatto dei miei risultati, ma … ce né voluto per raggiungere un equilibrio. Alla fine però il mio amore per la corsa ha avuto la meglio.

Ti capisco, eccome se ti capisco! Anch’io ho dovuto superare non poche difficoltà prima di riuscire a trovare la serenità e far capire alla mia famiglia quanto desideravo gareggiare. Ma non preoccuparti perché ci troviamo tutte nella stessa barca. La maggior parte delle podiste affrontano 1000 difficoltà per praticare sport.

Infatti io, prima di partire la domenica per partecipare ai vari eventi, sono attentissima a non far mancare niente alla mia famiglia e soddisfare le esigenze di tutti. E’ faticoso, ma con un  po’ di impegno riesco a far combaciare tutto. Diciamo che ci sono i sacrifici, perché la famiglia è grande e la casa pure, però, specie quando la domenica vado a gareggiare, cerco di non far mancare niente a nessuno, faccio persino il dolce.

Quante volte a settimana ti alleni?

5 volte a settimana. Prima lavoravo anche, ma poi, perdendo il lavoro circa tre anni fa, sono rimasta a casa a fare la casalinga e riesco a gestire meglio i miei spazi. Quindi : sveglia, colazione e una corsa ad accompagnare il ragazzo a scuola, all’occorrenza anche le ragazze che frequentano l’università perché abitiamo fuori mano ed è difficoltoso spostarsi con i mezzi. Alle 8,30 finalmente sono libera, mi preparo e corro al campo ad allenarmi.

Riesci a gestire casa, famiglia e sport?

Si, anche se a volte ci sono dei momenti in cui mi sento … diciamo così … stremata, specie a fine giornata, perché c’è molto lavoro dietro gli allenamenti e gestire il tutto diventa faticoso.

Pensa che la sera la stanchezza mi piglia e crollo, poi però al mattino mi sento di nuovo carica, viva e la passione prevale facendomi scordare tutto e ricominciare con rinnovata energia.

Tu come vivi il “prima”, il “durante” e il “dopo”  la gara?

A me la partenza dà ansia soprattutto se siamo in tanti. Ho sempre il terrore di venire travolta. La parte che preferisco è metà gara, l’emozione che mi trasmette, perché a me piace competere, e quello è il momento in cui bisogna concretizzare la fatica ,stringere i denti e tirare fino in fondo.

Che differenza noti tra come affrontavi le gare un tempo e adesso?

Moltissima! Prima, quando non mi allenavo, correvo così … a sensazione e chiudevo le 10 km in 52/53 minuti, ora che invece faccio allenamenti di qualità sono migliorata di circa 7/8 minuti, e di questo devo ringraziare Tonino. Quest’anno sono maturata molto anche mentalmente oltre che fisicamente. Pensa che in passato mi sono fermata in gara dopo essere stata superata da una mia avversaria, e mi è successo per ben due volte! Ora sono più forte caratterialmente.

Qual è il tuo personale?

Il personale l’ho fatto a Nocera l’anno scorso chiudendo in 42,45, ma la gara più bella l’ho fatta a Gragnano. E’ stata la mia prima vittoria e mi sono emozionata moltissimo, ma la cosa che mi ha colpito maggiormente e di cui mi resterà sempre un ricordo  dolcissimo, è stata la solidarietà della mia diretta inseguitrice Enza Toraldo, che con un’esuberanza e una spontaneità uniche, mi ha abbracciato di slancio complimentandosi con me. Mi è rimasto così impresso quel gesto, che anche a casa l’ho raccontato emozionandomi ancora.

Ti diverti di più adesso che sei consapevole delle tue potenzialità?

Si, ora che anche con il fiato riesco a reggere l’impegno, soffro di meno e la gara sembra più bella. Ti ripeto, a me piace la sfida, la sana competizione. Anche se non riesco ad avere la meglio e superare le mie avversarie, sono contenta lo stesso perché ho tentato ed è sempre una vittoria. Per me è come un gioco e sto avendo grossi miglioramenti, specie se penso di non essere più una ragazzina. Ho iniziato tardi, e superare amiche molto più giovani di me è una grossissima gratificazione, se poi ti dicono “Maria, ho fatto di tutto, ma proprio non sono riuscita a raggiungerti!” … Bhè, questo mi fa sentire veramente forte! Anche se non sono una professionista in quel momento mi sento soddisfatta. Io ho iniziato per gioco, ma ora che lo sto facendo con più impegno, sono più contenta perché sto avendo molte soddisfazioni.

Noi donne, noi Master, non dobbiamo paragonarci alle professioniste, perché loro si allenano gareggiano e vivono in funzione dell’atletica, iniziano giovanissime, quindi preparano la muscolatura al momento giusto, non lavorano, non hanno figli, né casa, né marito a cui badare. Arrivano a sera che hanno fatto solo quello, noi facciamo 1000 altre cose e superiamo 1000 difficoltà giornaliere per concederci il tempo di correre. Se poi lavoriamo anche il tutto si moltiplica. I minuti ricavati per allenamenti e gare sono tempo rubato a tutto il resto ed è sempre una conquista preziosa.

Giustissimo!

Tu come vedi il mondo podistico femminile?

Io ammiro tutte le donne che hanno la forza di allenarsi e correre, perché i sacrifici di una donna non possono essere paragonati a chicchessia, perché ognuna ha il proprio vissuto e le proprie problematiche quotidiane, ognuna sa le difficoltà che ogni giorno deve superare per ottenere piccole gratificazioni personali. E se a volte mi capita di vedere piccole invidie comprendo e sorvolo. Bisogna comprendere e rispettare l’impegno e i sacrifici di tutti.

Certo, una donna seria, sensibile e attenta combatte con i propri sensi di colpa e soffre nel dover ridurre il tempo da dedicare ai propri cari, moltiplica quindi i sacrifici per non far mancare niente a nessuno e, oltre all’impegno fisico, aggiunge quello mentale, così arriva a sera stremata.

Infatti! Io arrivo alle 21,30/22,00 che ho bisogno solo di dormire, però amo talmente la corsa che al mattino ho scordato tutto e ricomincio con rinnovata energia.

L’atletica diventa uno stile di vita.

La corsa ha cambiato tutto il mio modo di vivere, dall’alimentazione che è diventata più sana, al riposo che è diventato una necessità, e tanto altro. Io ho notato che anche il mio metabolismo è cambiato.

Infatti. Facendo sport a livello più impegnativo, si innescano dei processi particolari. Grazie all’aumento della muscolatura il nostro corpo brucia energia anche a riposo, anche durante la notte.

Infatti molti mi hanno detto che sono cambiata fisicamente in meglio, che sono più allegra, più solare, più giovane.

Tu consiglieresti la corsa?

Certo! Per mille motivi : perché la corsa aiuta a modellare il fisico, aumenta le difese immunitarie, rafforza il carattere aumentando l’autostima e regala benessere sia fisico che mentale.

Pensa che mia sorella inizialmente non riusciva a sopportare il mio continuo parlare di gare, corse ed allenamenti, sbuffava e si allontanava. Poi, da quando sono riuscita a convincerla ad allenarsi con me, adesso devo scappare io, perché non la smette di ringraziarmi per averle fatto scoprire le sensazioni che regala la corsa.

Tu cosa provi quando corri in allenamento?

Io alcune volte mi estraneo addirittura! Anche se mi alleno in gruppo, ci sono dei momenti in cui la mia mente va in esilio e … vaga da sola. Spesso Antonino mi deve riscuotere perché io mi sento come se stessi da sola, come se stessi volando ed è una sensazione … bellissima!

Ti capisco, perché è quello che provo anch’io al mattino presto quando la strada è tutta per me e corro sola con i miei pensieri.

A me è capitato anche agli “Astroni”. Ad un certo punto non sentivo più le voci dei miei amici, avevo l’impressione ogni tanto di sentire delle voci ovattate in lontananza … mi sentivo come se stessi … in Paradiso … ecco!

Hai ragione è bellissimo! Ma, sai, chi non corre non può mai capire certe sensazioni.

Io ormai non riuscirei più a fare uno sport diverso, ne ho avuto la conferma quando accompagnai mia figlia in palestra … lo sai che mi sentivo soffocare, oppressa! Non sia mai dovessi tornare in un luogo chiuso a fare sport. Morirei! Correre all’aria aperta è il massimo che io possa desiderare.

Qual è la corsa più bella, quella che ricordi con più emozione?

Sicuramente Gragnano! Al di là della vittoria, per le bellissime emozioni che mi ha lasciato. Il gesto di solidarietà della mia diretta inseguitrice, Vincenza Toraldo, per me è stata la più bella vittoria, l’aver riscoperto l’amicizia e la solidarietà femminile. Sono stata felice, sono tornata a casa entusiasta. Pensa … non andò a prendersi neanche la rosa per correre a complimentarsi con me!

Consiglieresti la corsa ai giovani?

Certo! Però purtroppo oggigiorno di ragazzi promettenti non ce ne sono, forse perché le comodità e le distrazioni non invogliano i nostri giovani ad intraprendere sport faticosi. Stanno sempre incollati al computer o quant’altro ed è difficile staccarli dalla tecnologia. Non vogliono proprio soffrire, la sofferenza gli fa paura.

Non sanno cosa si perdono, perché dalla sofferenza scaturisce la gioia … nel momento in cui affronti un ostacolo e lo superi, la gratificazione è talmente grande che non ha paragoni.

Se però non lo affronti l’ostacolo, non lo superi neanche e non ti renderai mai conto di quanto sei forte, di poter riuscire, di quanto sei in grado di fare. Lo sport insegna le regole, a socializzare e fa maturare mentalmente e caratterialmente.

Specie ai ragazzi! Li costruisce proprio, nel fisico, nello spirito e nel carattere.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Io sto con i piedi per terra perché i miglioramenti che ho avuto nell’ultimo anno sono stati davvero enormi, ma il mio obiettivo è sempre cercare di limare qualche secondo a km e migliorare ancora nei limiti del possibile.

Tu che distanze preferisci?

I 10 km e i 21 km. I 42 non mi interessano, secondo me sono una distanza innaturale, per la quale il nostro corpo non è programmato. Allenare tanti km ti consuma. Già il nostro corpo non è nato per correre, figurarsi per subire 4 mesi di allenamenti lunghissimi e logoranti.

Sono pienamente d’accordo con te, infatti, dopo tanti mesi spesi ad allenare una maratona, il ritmo sul 10.000 rallenta e ci vogliono altrettanti mesi per recuperare velocità e passo.

Tanti km non sono per me, io preferisco la velocità e le distanze brevi. Se avessi iniziato da ragazza a praticare atletica, sicuramente avrei scelto l’800 o il 1500 in pista.

Pensi che la corsa possa rappresentare una forma di aggregazione?

Certo! La corsa è aggregazione! Unisce le persone. Alla partenza delle gare per esempio, c’è tanta complicità e solidarietà, siamo tutti in ansia e ci diamo coraggio a vicenda. Qui ho avuto la possibilità di conoscere tante persone.

Vuoi salutare qualcuno in particolare?

Si, certo! Saluto le mie amiche Enza Colantoni, Enza Toraldo, Mena Febbraio, ma soprattutto il mio allenatore Antonino Castellano, che oltre a farmi migliorare atleticamente, mi ha fatto maturare, perché io ero un pochino debole e lui è riuscito a tirare fuori il mio carattere. Voglio ringraziarlo anche per tutte le volte che sopporta i miei umori e le mie piccole ribellioni, perché senza il suo supporto non sarei mai riuscita a raggiungere neanche il più piccolo traguardo.

Inoltre saluto tutti i miei amici podisti.

marilisa carrano

Podistedoc: rubrica a cura di Marilisa Carrano

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Peluso

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