PodisteDOC slide — 24 febbraio 2015

letiziaMi trovo a San Giuseppe Vesuviano a margine di un’entusiasmante manifestazione podistica ed incontro Letizia Martignetti con la quale ho il piacere di scambiare impressioni ed esperienze sportive e di vita vissuta.

Martignetti Letizia nasce a Napoli l’11 marzo 1958, sposata da quasi 32 anni con Giovanni Agliarulo, anch’esso podista col quale condivide 2 splendidi figli. Fabiano 31 anni, laureato … corre anche lui, più precisamente si diverte come la mamma e il papà, mentre la piccolina (26 anni) un po’ più pigra, non corre ma frequenta di tanto in tanto la palestra.

Letizia, da quanto corri e perché hai iniziato?

Diciamo che ho sempre amato correre. Io sono stata la classica “bambina scugnizzo”, cresciuta in un parco con tanti amici vivaci e  monelli come la sottoscritta.

Un maschiaccio! Come me!

Si, infatti mi chiamavano “Gianburrasca”.

Ero tremenda! Io amavo talmente correre che … non ci crederai! Organizzavo garette di corsa all’interno del mio parco con i miei amici. Siccome c’era un isolato dove potevamo girare intorno, io facevo partire due miei amici in direzione opposta che si incrociavano in un punto e poi si ritrovavano all’arrivo. Noi controllavamo il tutto attraverso i finestrini di uno scantinato per verificare chi passava per primo.

Io amavo veramente correre, ma non ho mai corso.

Hai fatto qualche altro sport nel frattempo, in gioventù?

No, a parte la ginnastica correttiva per la scoliosi.

Allora come hai iniziato?

Circa 12 anni fa mio figlio decise di seguire una dieta perché era un po’ grassottello e perdere un po’ peso per rimettersi in forma. Era il mese di  luglio, faceva molto caldo e mi chiese di accompagnarlo a correre. Scelsi di seguirlo temendo potesse sentirsi male per il forte sole ed insieme ci recammo al campetto.

Lì vidi altri atleti che correvano e tra questi mi colpì uno in particolare per il suo stile di corsa. Era leggero … bellissimo a vedesi, che poi seppi chiamarsi Gabriele Camerini.

In quel momento decisi “Questo voglio fare! Voglio correre!”.

Allora è lui che dobbiamo ringraziare per averti tra di noi! E stato lui che ha scatenato in te la passione, quella forza irrefrenabile che ti spinge a correre.

E’ strano, a volte si vive per un’intera vita serenamente senza conoscere qualcosa, che potrebbe essere un hobbie o uno sport, e poi, da un giorno all’altro scoprire quel “qualcosa” che ti colpisce e sconvolge a tal punto da non poterne più fare a meno! Ti entra nel cuore e non lo lasci più.

Si, è così. Io la corsa l’ho sempre avuta nel sangue, la amavo già da giovane, anche se non l’avevo mai praticata, a parte durante l’ora di educazione fisica alle scuole medie dove facevo i 100 e i 200 metri. Ero anche bravina per la verità, ma non ho mai corso veramente. Non l’ho mai fatto seriamente anche se la amavo perché mi faceva sentire libera.

Poi …

… poi al campetto, vedendo tutte quelle persone correre decisi “VOGLIO CORRERE ANCH’IO!” e cominciai così, per gioco. Mi dilettavo.

Benissimo! Quindi tu hai iniziato per il puro piacere di correre, per le sensazioni che la corsa riusciva a regalarti, non per dimagrire o sfuggire allo stress quotidiano e scaricare la tensione, come spesso accade, ed è accaduto anche a me nello specifico, che pur amando tutto ciò che è sport e movimento, mi sono avvicinata alla corsa per motivi … diciamo terapeutici …

 Poi un giorno mi si avvicinò un signore, Enzo Di Lauro, e mi disse :- “Vorresti correre con noi, nella nostra società?” Ed io “Ma mi prendi in giro? Ti rendi conto di quanti anni ho?” Ma lui insistette dicendo che avevo il fisico e la grinta adatti. Io pur pensando “… chist’ me sta sfuttenn’ “, accettai e così cominciò questa splendida avventura che, devo dire la verità, porto avanti con tanto entusiasmo e non smette mai di darmi soddisfazioni.

… e continua ancora!

Si, ed è tutto molto bello.

Qual è stata la tua prima società?

Le “Stufe di Nerone” quella attuale, prima ed unica e ci sto molto bene.

In che rapporti sei con i tuoi colleghi di squadra?

Buoni, anche perché essendo una piccola società e non avendo ambizioni di premi, non viviamo quell’agonismo sfrenato e ci vogliamo, per così dire, ancora più bene.

Come una famiglia?

Si, infatti ci incontriamo anche al di fuori dell’ambito sportivo, usciamo insieme, partecipiamo a feste … specie con alcuni di loro, quelli con i quali ci rechiamo alle gare. Tra noi c’è un rapporto più stretto che va al di là della corsa, per una pizza, una cena e c’è molto affiatamento anche tra le mogli.

Abbiamo un bel rapporto però con tutti i componenti della società e con i Presidenti.

“I “ Presidenti? Sono due?

Si, noi ne abbiamo due, siamo un po’ atipici. Alfredo Sorante è il Presidente in carica, il nostro Presidente onorario è invece Pasquale Colutta, che è stato in carica per tanti anni ed è il proprietario delle “Stufe di Nerone”. Si è dimesso per motivi di salute, ma è rimasto nostro sponsor e Presidente onorario.

Con quale frequenza gareggi?

Spessissimo!

Immagino tutte le volte che ci sono gare!

Si! Tutte le volte che ci sono gare io … anche in ginocchio … gareggio.

Con quale spirito le affronti?

Con la prospettiva di divertirmi, perché alla mia età non posso ambire a vincere però mi posso divertire e … quando c’è la buona giornata e mi sento in forma, riesco anche a prendermi delle belle soddisfazioni, cioè a chiudere con un buon crono rapportato alla mia età.

Se me lo consenti, posso dirti che sei molto forte anche al di là dell’età! Le tue medie, i tuoi tempi sono ottimi, anche non rapportati all’età. Poi, fatti con regolarità sono ancora più importanti come risultati, assumono più valore.

Ti ringrazio, questo mi fa sentire molto bene! Lo accetto come un bellissimo complimento. Grazie!

Ricordi qualche gara in particolare che ti ha emozionato, al di là del risultato?

Più di una a dir la verità e per motivi diversi. Posso dire che la prima “Mari e Monti” che sono riuscita a chiudere al ritmo di 5’,00” al km, mi ha lasciato una grande emozione. Correvo da poco e quasi non credevo di aver chiuso con quel risultato. Migliorarsi regala delle gratificazioni enormi.

Molte altre gare però hanno lasciato il segno, per panorami, bellezze naturali e tanto altro.

Quali distanze preferisci?

La 10 e la 21 km mi stanno bene entrambe. Non amo molto la maratona perché soffro di crampi.

Quante volte a settimana ti alleni?

5 volte a settimana. Il programma me lo stila Marco Cascone, come tu ben sai, il “nostro preparatore”.

Con lui mi trovo molto bene e colgo l’occasione per salutarlo e ringraziarlo, perché mi mette in condizione, senza strafare, né farmi stancare, di ottenere buoni risultati.

A che ora ti alleni?

Fino a poco tempo fa uscivo alle 5,00 del mattino, ma da un breve periodo riesco a dormire un po’ in più ed esco più tardi per motivi lavorativi.

Tu lavori anche?

Si, diciamo che ora mi arrangio, da quando anni fa chiuse il centro dove lavoravo. Ora accetto quello che capita, baby sitter, un po’ di dopo scuola ai bambini …

Come riesci a gestire i tuoi impegni familiari, sportivi, domestici e lavorativi?

Diciamo che non posso prendermi molto riposo, devo sempre “correre. Però, rubando qualche ora al sonno e tanta buona volontà riesco a gestire tutto, casa, famiglia, lavoro.

Certo è faticoso, ma ne vale la pena.

Concordo perfettamente! Lo sport, ma la corsa in particolare secondo me sono fondamentali perché offrono molti vantaggi dal punto di vista della mente, della salute e della serenità in genere. Inoltre nei giovani aiutano la formazione del carattere.

Tu che ne pensi?

Penso che la corsa possa formare il carattere, ma anche in età adulta possa aiutare a migliorare certe insicurezze, rafforzare l’autostima e rendere una persona più determinata e forte. Questo può essere utile in molte circostanze, anche … perché no … ad affrontare situazioni tragiche della vita, come purtroppo accade a tutti. Ti posso assicurare che ci sono passata anch’io perdendo un fratello, l’unico che avevo, e mia madre, ed ho usato la corsa come terapia, traendone forza e usandola come scarico mentale. In quei momenti mi è stata indispensabile, fondamentale.

Non sei l’unica! Ascoltando le confidenze di tante atlete, confrontandomi e ascoltando storie, ho scoperto, anzi, ho avuto la conferma che la corsa è usata spessissimo come terapia, per i motivi più svariati, ma sempre per aiutare la mente e il cuore a reagire a talune difficoltà.

In pochi lo fanno esclusivamente a livello agonistico, però si privano di quelle gioie autentiche che correre in serenità e senza stress ti regala.

Avere un agonismo troppo sfrenato, a meno che non si corra per professione, quindi se ne tragga un vantaggio economico e lavorativo, secondo me toglie molto al gusto di correre, e ti priva di tutta una serie di gioie che poi sono relative all’aggregazione, all’amicizia, e di cui noi amatori godiamo appieno ogni domenica correndo per puro divertimento.

Quali sono i tuoi obiettivi?

Continuare a correre. SEMPRE! A 5’, a 6’, a 7’ … a 10’… a 12’… Voglio continuare a correre perché mi diverte, mi fa star bene e in salute e guardando le mie coetanee che non lo fanno mi riempie di orgoglio.

Coetanee? Ma neanche le ragazze lo fanno! Anzi, più scendi con l’età meno persone trovi disposte a stancarsi, soffrire per un obiettivo, un ideale.

Io mi riferisco nello specifico alle mie coetanee perché dopo il rallentamento ormonale c’è un decadimento fisico molto veloce, per cui guardando le mie amiche che non lo fanno sono orgogliosa della mia forma fisica e spero di riuscire a correre fino a 80 … 100 anni!

Cosa pensi del mondo podistico femminile?

Diciamo che ho trovato molte belle donne … belle intendo non esteticamente ma come persone, e per molte delle quali provo tanta stima perché riescono a conciliare casa, famiglia, lavoro e dedicarsi in pieno ad uno sport faticoso come sappiamo. Questo genera in me una buona dose di ammirazione verso il mondo podistico femminile e sono felice, orgogliosa di farne parte.

Vuoi salutare qualcuno?

Tutte le mie colleghe podiste, tutto il mondo femminile della corsa.

Ringrazio Letizia e le faccio i miei più sentiti complimenti perché è riuscita a trovare lo spirito giusto per affrontare questo faticoso ma bellissimo sport ricavandone i migliori benefici.

Le auguro di non cambiare mai e di vivere una vita di sport e amicizia, di continuare a divertirsi circondata dall’affetto di tutti e raccogliere lungo il cammino quante più soddisfazioni e gratificazioni possibili perché lo merita per i sacrifici e l’impegno che mette in tutto quello che fa.

Un grosso abbraccio Letizia e a presto rivederci sui campi di gara.

 

marilisa carrano

Per Podistidoc Marilisa Carrano

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Peluso

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