PodisteDOC slide — 21 gennaio 2015

vanacoreMi trovo a San Giuseppe Vesuviano, a margine della “III Maratonina di San Giuseppe”, dove ho il piacere di confrontarmi con un splendida persona, nonché grandissima atleta, Annamaria Vanacore, oggi protagonista sul secondo gradino del podio ad una manciata di secondi dalla vincitrice.

ANNAMARIA VANACORE nasce a Vico Equense 42 anni fa e vive a Scafati con la sua splendida famiglia di atleti, il marito Piermatteo Alfredo, e i 2 magnifici figli, Mario di 17 anni e Michela di 11. Entrambi condividono la passione che da oltre 30 anni riscalda il cuore dei genitori.

Allora Annamaria, sono circa trent’anni che calchi le strade della Campania, vuoi dirci di preciso a che età hai cominciato e chi ti ha iniziato alla corsa?

In effetti avevo 10 anni. Nel paesino in cui abitavo si era formato un piccolo gruppo che praticava atletica leggera chiamato “Atletica Messigno”. A dire il vero raggruppava tutti i ragazzini della zona che erano tantissimi, ma proprio tanti!

E … correvano su queste strade, perché in effetti Messigno non è altro che una strada e noi sfruttavamo quello che avevamo. Pian piano poi la passione è aumentata sempre di più.

Qual è stato il tuo primo allenatore?

Come primo vero allenatore ho avuto una persona magnifica che oggi non c’è più, morto giovanissimo stroncato da un infarto. Si chiamava Nunzio Esposito Sansone ed io lo ricordo ancora con grande tenerezza. Tutt’oggi non c’è un giorno in cui non mi viene in mente, vuoi per un motivo, vuoi per un altro. E’ stato lui che mi ha trasmesso la passione per la corsa e per l’atletica in generale.

Per quanti anni ti ha seguito?

Per circa tre anni, fino al giorno in cui un malore, avuto durante un allenamento, lo ha portato via a noi prematuramente. Successivamente mi ha allenato LUIGI CHIERCHIA, una persona che mi ha dato tanto, mi ha insegnato veramente tutto. Mi ha insegnato a prendere un treno, ad esprimermi correttamente in italiano, a scrivere … correttamente in italiano, mi ha riscritto alle Superiori, che io avevo abbandonato dopo le Medie. Persona che io rispetto e stimo tantissimo, tanto che ancora oggi, per qualsiasi problema ricorro a lui.

Questa è un’altra conferma del fatto che lo sport in generale, e l’atletica in particolare sono formatori! Lo sport forma il carattere, la personalità, esattamente ciò che, attraverso lo sport ha fatto questo allenatore ; ti ha insegnato le cose più importanti e partendo dalle basi, ti ha dato i mezzi per camminare con le tue gambe, crescere e maturare.

Si, è vero! Lui mi diceva “Ma come Annamaria, devi fare una gara e non sai prendere un treno? Ma allora come fai?” . Così mi portava alla stazione e mi spiegava cosa fare, che treno prendere e, se non capivo, con tanta pazienza rispiegava tutto da capo. Mi ha portato giovanissima a viaggiare per lunghissimi tratti, come Napoli/Milano. In alcuni periodi in cui mi ospitava a Brescia, dove insegnava e viveva con la moglie, mi ha aiutato tanto, anche con la preparazione scolastica, perché avendo lasciato la scuola da un paio d’anni mi trovavo un po’ indietro.

Quindi è grazie allo sport se mi trovo ad avere tutto quello che ho, anche un titolo di studio e un’istruzione .

Un diploma, una preparazione, il futuro insomma!

Si, tutto quello che ho adesso.

Quali sono stati i tuoi migliori risultati da giovane?

A 18 anni arrivai 3° sul 1000 ai “Campionati Italiani Studenteschi”, ho fatto un ottimo 4’,35” sui 1500 e 2’,14” sugli 800, perché da ragazza facevo pista. Poi, pian piano, quando ho conosciuto mio marito ho iniziato a gareggiare ed appassionarmi alle gare su strada.

Tuo marito l’hai conosciuto nell’ambiente sportivo?

Si, sempre grazie a Luigi Chierchia, che ci indirizzò a seguire gli stessi ragazzini. Ci siamo così conosciuti, frequentati e … da cosa nasce cosa. Io seguivo lui in bici, lui seguiva me e da tutto ciò è venuta fuori la nostra bella famiglia e i nostri splendidi figli.

Ti segue ancora in bici?

Si, alle volte in allenamento, ma ora è diventata una cosa un pò più leggera, a meno che non puntiamo un obiettivo. Noi stabiliamo un programma settimanale anche se sono libera di modificarlo, forte dell’esperienza maturata negli anni Lui resta però il mio punto di riferimento con cui mi confronto e consulto anche per la stesura del programma dei ragazzi, e gli chiedo spesso consiglio sulla programmazione degli amici della squadra.

Come vivi la corsa adesso e come la vivevi prima? C’è differenza?

Certo! Adesso, devo dire, grazie al mio gruppo “l’Atletica Scafati”, la vivo sinceramente con più tranquillità, perché, come tu sai … gli anni passano un po’ per tutti, gli acciacchi ci sono e non si può pretendere di stare sempre avanti, di andare sempre a 1000. Grazie a loro la vivo con più serenità, mentre prima “… sono andata troppo piano … mamma mia! Fammi aumentare …” era un continuo guardare l’orologio, un continuo stress. E’ una cosa che poi non reggi a lungo andare.

Devo farti i miei complimenti, anche se più che un elogio è un dato di fatto! Io ti vedo molto più forte adesso, perché sei rimasta costante nel tempo rispetto a tantissime tue avversarie forti quanto te, magari anche più forti. Tu sei oggi ancora qui a combattere più competitiva che mai, rispetto magari ad altre che invece hanno lasciato. Il tuo segreto è quello di essere una persona molto intelligente che sfrutta con criterio e razionalità le sue potenzialità fino in fondo, senza strafare, cercando di ricavarne il massimo possibile sia in termini di qualità sportiva che di soddisfazioni personali.

Si, se vado a rispolverare le classifiche di qualche anno fa, noto che sono rimaste pochissime tra le mie avversarie, e forse io sono rimasta l’unica che riesce ancora a gareggiare sotto i 4’,00 al km. Di questo sono molto contenta perché io voglio gareggiare “oggi”, “domani” e … se mi è possibile anche “dopodomani” nell’arco del tempo.

Per questo secondo me, devi ringraziare ancora il tuo allenatore, perché oltre alla struttura fisica, che indubbiamente aiuta, secondo me è anche una questione di esperienza, maturità e intelligenza riuscire a gestire il fisico nel tempo.

Si, indubbiamente, perché non bisogna mai esasperare il fisico. Io ho avuto diversi problemi e tutt’ora ci combatto, ma per fortuna riesco ancora ad averla vinta. Il fisico, se esasperato prima o poi ti porta il conto, è come se dicesse “Ma dove pensi di andare? Datti una calmata”. Io ho sempre ascoltato bene o male il mio fisico, ed anche la mente e … quando non era giornata, stavo tranquilla senza esagerare .

I tuoi figli ti seguono volentieri, praticano atletica?

Purtroppo si. Peccato … potevano scegliere uno sport meno duro e stressante. Scherzo, sono contenta che i nostri figli seguano le orme di famiglia, infatti anche Alfredo in passato è stato un atleta ad alto livello, anche se adesso, pur allenandosi assiduamente si è dato per così dire …  “alla macchia”. Mario sta nel gruppo dei ragazzi più grandi, mentre Michela sta con me perché io ho dei Centri di avviamento allo sport e mi occupo proprio di atletica leggera.

So che alleni il tuo GRUPPO SPORTIVO e anche, se posso  aggiungere, la simpaticissima ed esuberante Enza Toraldo.

Si, è una grandissima persona, una cara ragazza che colgo l’occasione per salutare.

So che sei un punto di riferimento per l’Atletica Scafati, come gestisci i tuoi e i loro allenamenti?

Loro sono una compagnia per me come io lo sono per loro. Al mattino, numerosissimi, scendono ad allenarsi perché sanno che ci sono io, ed io, anche se a volte sono stanca, scendo perché so che ci sono loro che mi aspettano. Poi, in base agli impegni ed alle gare in programma stabiliamo determinati lavori da fare.  

Siete molto uniti, compatti, una famiglia più che altro, c’è proprio quell’armonia … lo spirito giusto per affrontare lo sport.

Si, è così, forse il nostro segreto è il non essere venali, anche se spesso questo ci penalizza. Tante volte penso che è grazie a loro se continuo ancora a gareggiare, se no avrei già smesso da qualche anno, e li ringrazio per questo.

Qual è la gara che ricordi con più emozione?

La gara per eccellenza, dove ricordo di aver pianto, ma pianto tanto di gioia, sono stai i Mondiali di Cross nel 2007. Ero andata da sola a quella gara perché Alfredo, a causa di alcuni imprevisti, non aveva potuto accompagnarmi. Già a 100 metri dall’arrivo io cominciavo a piangere, perché sapevo di essere prima della mia categoria … piangevo e pensavo “Ho vinto! Ho vinto!” e non mi sembrava vero. E’ stata veramente una cosa bellissima! Un’emozione così forte e intensa che mi accompagna e mi dà ancora oggi tanta forza.

Si, ricordo benissimo quando lessi la notizia con immenso orgoglio. Ero lì anch’io per il 10.000 e fu un’esperienza entusiasmante.

So che c’è una gara che tu ami particolarmente perché attraversa le tue strade, la Napoli/Pompei.

Si, hai ragione, ma quest’anno ho rischiato davvero di non farla perché appena 3 giorni prima avevo subito un delicato intervento. Mio marito ha cercato di convincermi a desistere, ma non ce l’ho fatta. La DOVEVO fare! E’ stato bello gareggiare e sono contenta. Tutto sommato sono soddisfatta anche del risultato, non è andata malissimo.

Se non ricordo male sei arrivata seconda alle spalle della fortissima magrebina Laaraichi Siham?

Si, non c’è paragone, ma proprio quella giornata lei era partita fortissimo ed è arrivata stravolta. Se fosse stato uno dei miei periodi migliori avrei potuto dire la mia anche là, però sono contenta di averla portata a termine e di non aver avuto problemi.

E’ sempre lo stesso discorso, si corre con intelligenza, specie su percorsi duri e tecnicamente difficili come quello.

Infatti, quella gara in particolare si deve interpretare con criterio e tattica. Devo confessarti però che ultimamente mi pesa un po’ gareggiare la domenica, perché è uno stress emotivo oltre che fisico. Dopo tutta la settimana in cui si è corso ; per i ragazzi, … per la casa, … per l’allenamento, … per la palestra, quando arriva la domenica avrei voglia di starmene un po’ di più a letto. Penso “Mo non vado a gareggiare!” Però poi, ogni volta che raggiungo il campo gara, incontro uno, un altro, un altro ancora e parlando e confrontandomi mi sento talmente coinvolta da tutto quell’entusiasmo che non riesco a farne a meno.

Come riesci a gestire famigli, sport, lavoro e impegni vari?

Diventa sempre più difficile. La sveglia squilla alle 5,25 del mattino perché, prima di uscire per allenarmi devo preparare la colazione ad Alfredo che non torna a pranzo dal lavoro. Alle 6,00 esco  a correre, torno trafelata, rapida doccia e schizzo ad accompagnare Michela a scuola dopo aver caricato la lavatrice, per trovarla poi pronta al ritorno dalla spesa, e poter stendere i panni. Una rapida sistemata alla casa, capatina dai genitori e corsa a riprendere la bambina a scuola. Pranzo e risistemo un po’ la casa, perché c’è sempre da fare. Il pomeriggio ripreparo i ragazzi perché a giorni alterni ho tennis e palestra ed è un via vai continuo.

Complimenti! Pensavo di averla solo io una vita frenetica!

Come vedi il mondo podistico femminile? In evoluzione o calma piatta?

Decisamente in evoluzione, infatti la mattina vedo tante donne correre a Scafati, spesso vedo ragazze che iniziano a camminare e dopo pochi mesi iniziano a corricchiare, ed è una bella cosa. In passato io ero sempre sola a correre, era un miracolo se vedevo qualcuna, ora invece ce ne sono tantissime.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Adesso niente di particolare, continuare a correre senza avere problemi … possibilmente.

Vuoi salutare qualcuno?

Saluto tutti i podisti della Campania.

Ringrazio Annamaria per la sua disponibilità e cortesia. Voglio inoltre ringraziarla perché è riuscita ad emozionarmi facendomi rivivere attraverso le sue parole tutte le sensazioni di una grandissima vittoria di un titolo mondiale. Ascoltando il suo racconto, ho visto gli occhi brillarle di gioia, la commozione ancora viva nel suo sguardo. Ecco, questo è il bello dello sport! Vivere un’emozione così forte che porterai nel cuore per tutto il resto della vita e che ti ricompenserà di anni di allenamenti e di sacrifici.

Grande Annamaria, complimenti! Brava e immensa, non solo come atleta, ma anche come persona, semplice, modesta e seria. Hai saputo ricavare dallo sport esperienza e maturità e ora ne fai dono ai tuoi piccoli atleti. Ti ammiravo prima, ma ti assicuro che col passare del tempo ti ammiro sempre di più. Continua così e non fermarti mai. Ti auguro tante altre soddisfazioni e di portare sempre alto il settore Master Campano in Italia.

 

 marilisa carrano

per Podistidoc Marilisa Carrano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Peluso

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