Atletica News HOME PAGE — 05 agosto 2012

La seconda giornata dei Giochi Olimpici di Londra si apre nel segno dello sprint. Le batterie dei 100 metri maschili catalizzano l’attenzione degli 80.000 dello Stadio Olimpico. Usain Bolt non si scompone e chiude presto il discorso in un facile 10.09 (+0.4). Meglio di tutti, però, fa lo statunitense Ryan Bailey, 9.88 (+1.5), seguito da Gatlin (9.97/+0.7), l’iridato Blake (10.00/+1.3), Chambers (10.02/+2.0) e Powell (10.04/0.0). Nei 400 metri esce di scena infortunato, l’olimpionico LaShawn Merritt, mentre il belga Jonathan Borlée è il più veloce e porta a casa il primato nazionale (44.43) con il campione paralimpico Oscar Pistorius che centra qualificazione e stagionale (45.44). In finale l’olimpionica russa dell’asta Elena Isinbaeva salita senza problemi a 4,55, quota fatale per la brasiliana, oro mondiale a Daegu 2011, Fabiana Murer, eliminata. Nell’eptathlon inarrestabile la beniamina del pubblico britannico Jessica Ennis che, saltando 6,48 (-0.6) nel lungo e lanciando 47,49 (PB) nel giavellotto, consolida a 5971 punti la sua leadership in classifica alla vigilia dell’ultima fatica di stasera, gli 800 metri. Intanto, due nulli e un appena approcciato 3,70 nel lungo escludono dalla lotta per le medaglie la campionessa di Pechino 2008, Natallia Dobrynska.

 

100 uomini (batterie) – Una dietro l’altra sfilano le frecce dello sprint.

 

Inizia Tyson Gay che, alla vigilia del suo trentesimo compleanno, regola tutti in 10.08 controvento (-1.4), poi fa altrettanto il connazionale Justin Gatlin, il primo oggi ad abbattere il muro dei 10 secondi, 9.97 (+0.7). A completare il tris statunitense ci pensa Ryan Bailey che, malgrado una fase d’avvio non supersonica, realizza anche il crono più veloce della mattinata: 9.88 (+1.5) e personale eguagliato. In quarta batteria arriva, però, il momento della star Usain Bolt che scatena il boato degli 80.000 dello Stadio Olimpico. Il primatista del mondo si cimenta in quello che sembra poco più di un allungo, rivelatosi comunque vincente in 10.09 (+0.4). La “parata” giamaicana continua con il 10.04 (vento nullo) di Asafa Powell, fin troppo disinvolto al punto di invadere vistosamente la corsia vicina nel tratto finale, e il 10.00 (+1.3) in scioltezza dell’iridato Yohan Blake. L’ultima batteria – dove non si presente il bronzo di Daegu Kim Collins – se l’aggiudica il britannico Dwain Chambers in 10.02 (+2.0), 9 centesimi meglio del giovane connazionale, iridato junior, Adam Gemili, secondo in 10.11 alle spalle di Powell.

400 uomini (batterie) – Il giro di pista perde subito un protagonista: l’oro di Pechino 2008, LaShawn Merritt. Lo statunitense praticamente non inizia mai a correre e poi a metà del primo rettilineo esce di scena a testa bassa.

 

Due settimane non sono, forse, state abbastanza per recuperare l’infortunio da lui patito all’ultimo meeting di Montecarlo. Brilla, invece, il belga Jonathan Borlée che fa segnare il miglior tempo delle batterie: 44.43. Un crono corso in grande scioltezza e che gli consegna il primato nazionale e “di famiglia” detenuto dal gemello Kevin, anche lui oggi leader del proprio turno (45.14). A segno, poi, senza problemi tutti gli altri favoriti ovvero l’iridato in carica Kirani James (45.23) e l’oro dei Mondiali Juniores Luguelín Santos (45.04) davanti al campione paralimpico Oscar Pistorius che, al tanto atteso debutto ai Giochi, realizza anche lo stagionale (45.44).  

ASTA donne (qualificazione) – Le dodici finaliste vengono “reclutate” tutte a 4,55, cinque centimetri sotto la misura di qualificazione diretta. Bene l’olimpionica e primatista mondiale Elena Isinbaeva che negli unici due salti (4,50 e 4,55) nei quali si è cimentata ha lasciato intravvedere parecchia luce tra sè e l’asticella. Fuori dai Giochi, invece, la brasiliana, campionessa del mondo in carica, Fabiana Murer che aveva superato i 4,50 in maniera abbastanza fortunosa.  

3000 siepi donne (batterie) –  Il miglior crono, 9:24.01, arriva dalla terza batteria ad opera dell’etiope Hiwot Ayalew (9:24.01) seguito dal 9:24.91 ottenuto nella prima dalla tedesca Gesa Felicitas Krause dove la russa, primatista mondiale e olimpionica in carica, Gulnara Galkina chiude quinta (9:28.76). Avanti anche l’oro e l’argento iridato di Daegu 2011, Yuliya Zaripova (9:25.68) e Milcah Chemos Cheywa (9:27.09). 

Ufficio stampa Fidal

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