Atletica News slide — 29 ottobre 2015

Atletica 2016 Road to RioTre azzurri alla maratona più famosa del mondo. Domenica 1° novembre la New York City Marathon attende al via il campione europeo in carica di maratona Daniele Meucci affiancato dall’oro continentale 2012 di cross Andrea Lalli e dalla campionessa europea 2010 Anna Incerti. Un toscano di Pisa, un molisano di Campochiaro (CB) e una siciliana di Bagheria (PA). Per Meucci non è la prima volta sulle strade della Grande Mela: nel 2013 qui era arrivato decimo in 2h12:03. Quest’anno il 30enne dell’Esercito allenato da Massimo Magnani è alla terza uscita sui 42,195km: terzo a due secondi dal PB (2h11:08 a Zurigo 2014) ad Otsu (Giappone) in marzo e ottavo ai Mondiali di Pechino in agosto, al termine di una gara segnata da un imprevisto “pit-stop”. Lalli è, invece, alla sua quinta vera prova da maratoneta, la prima sotto la guida tecnica dell’olimpionico Stefano Baldini. Fin qui il miglior risultato in carriera del 28enne delle Fiamme Gialle è stato il 2h12:48 corso nel 2014 alla Maratona di Torino. La Incerti nel 2015 ha al suo attivo il 2h29:10 che l’ha vista settima a Nagoya (Giappone) in marzo. La 35enne allieva di Tommaso Ticali ha corso la sua maratona più veloce di sempre nel 2011 a Berlino (2h25:32). Sulla sua strada a New York, oltre alle fortissime africane, troverà anche un’agguerrita rappresentanza del Vecchio Continente con la francese, campionessa d’Europa, Christelle Daunay e le portoghesi Ana Dulce Felix e Sara Moreira. Tra i big attesi al via il ruolo di capofila spetta al bronzo olimpico ed ex recordman mondiale Wilson Kipsang (2h03:23), ritirato a Pechino, e a Mary Keitany, donna da 2h18:37, entrambi keniani e vincitori della passata edizione. Tra l’altro, proprio il 2014 è stato anche l’anno del record assoluto di finishers: 50.530 i runners che hanno attraversato il percorso dallo scenografico start sul Ponte di Verrazzano fino all’arrivo nella verde cornice di Central Park.

ITALIANI – Oltre 2000 gli italiani che anche quest’anno sono volati oltreoceano per vivere la loro avventura di corsa nella Grande Mela. Nell’elenco dei Pro Athletes compaiono i nomi di altri due azzurri. Il primo è quello di Stefano Scaini, marito di Anna Incerti, per il quale New York rappresenterà la sesta esperienza sui 42,195km. Il 32enne friulano, tesserato per GP Parco Alpi Apuane, ha al suo attivo un PB di 2h16:26 con cui chiuse settimo alla Turin Marathon 2012. Con lui anche il frusinate, classe 1982, Carmine Buccilli. Il portacolori dell’Atletica Casone Noceto vanta un miglior crono di 2h16:45 centrato per la prima volta a Berlino nel 2014 ed eguagliato lo scorso aprile a Rotterdam. A New York l’Italia conta quattro vittorie maschili con Orlando Pizzolato (1984 e 1985), Gianni Poli (1986) e Giacomo Leone (1996). Due sono, invece, le donne che qui sono salite ripetutamente sul podio: Laura Fogli (seconda nel 1985 e 1989, terza nel 1988 e 1990) e Franca Fiacconi, vincitrice nel 1998 (seconda nel 1996 e 2000, terza nel 1997).

BALDINI – A New York, Stefano Baldini non farà soltanto il coach di Andrea Lalli. “Correrò e farò la mia maratona di discreto livello – racconta l’olimpionico di Atene 2004 – per un crono sotto le tre ore, ma sono meno allenato del 2014 e soprattutto ho un anno in più. Cercherò di divertirmi come ho sempre fatto. Sulla maglia porterò i loghi di due onlus: ActionAid (impegnata a promuovere iniziative a favore dei paesi del sud del mondo) e Apro, l’associazione che sostiene la tecnologizzazione dell’ospedale di Santa Maria Nuova di Reggio Emilia”. Baldini in carriera ha corso cinque volte da top runner la NYC Marathon: miglior risultato il terzo posto centrato nel 1997. La sua ultima apparizione tra i big nella Grande Mela risale, invece, al 2007 quando finì quarto.

UN PO’ DI STORIA (di Giorgio Cimbrico) Nell’avvicinamento alla corsa dei 54.000 è sempre piacevole palleggiare ricordi, risvegliare immagini, ridestare sensazioni di quella che qualcuno ha definito la maratona più bella del mondo. Il giudizio è sempre soggettivo: di sicuro Londra ha un fascino profondo e un raccolto di risultati molto cospicuo, Boston ha l’aura della classicità e Berlino si è trasformata in fabbrica dei record e in luogo dove il Muro e i muri possono essere abbattuti. La NYC Marathon, non agevole né scorrevole (2h05:06 il record maschile di Geoffrey Mutai, 2h22:31 quello femminile di Margaret Okayo) è una classica che tutti vogliono avere nel curriculum. Come in una Roubaix o in un Giro delle Fiandre, non conta il tempo, ma è importante scrivere il proprio nome accanto al numero dell’edizione. Con tutto il rispetto per i pionieri e le pioniere, la corsa attraverso le towns è diventata adulta e importante nel ’76 quando Bill Rodgers ebbe la meglio in 2h10:10 e nel ’78 con il primo successo di Grete Waitz in 2h32:30, con progressi di 9’ e 11’ sui predecessori. Da allora, tra gli uomini, 10 vittorie del Kenya, 8 degli Stati Uniti, 4 di Italia e Messico, 2 di Brasile, Etiopia e Sudafrica, 1 di Gran Bretagna, Marocco, Nuova Zelanda e Tanzania. Giacomo Leone, 1996, continua a esser l’ultimo europeo ad aver avuto la meglio. Tra le donne, guida la Norvegia con 10 centri. A seguire 8 per il Kenya, 5 per la Gran Bretagna, 2 per Etiopia e Lettonia, 1 per Australia, Germania, Italia (Franca Fiacconi nel ’98), Messico, Nuova Zelanda, Polonia, Romania, Russia e Svizzera.

TV – Diretta su RaiSport 1 HD (anche in streaming) dalle ore 14:50 alle 18:00. Trasmissione live anche su Eurosport ore 15:30 – 18:00. Replica su Eurosport 2 a partire dalle 19.

Alessio Giovannini

IL SITO DELLA MARATONA DI NEW YORK

Ufficio Stampa FIDAL.
Federazione Italiana di Atletica Leggera

Roma, RM, Italia
foto colombo

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