Cronaca HOME PAGE — 18 giugno 2012

Muscoli, testa, muscoli e testa ed ancora muscoli e tanta testa, questi gli ingredienti principali per affrontare e portare a temine la famosa e temuta, almeno per gli addetti ai lavori, ultramaratona 100 Km del Passatore.
Arrivare in piazza del Popolo a Faenza con le poche energie residue, ma con le braccia bene alzate e praticamente non correndo, ma saltando, è veramente una bella sensazione, soprattutto di soddisfazione per avercela fatta, che tutti gli appassionati delle ultramaratone, almeno una volta nelle vita vorrebbero provare.
Era un paio d’anni che coltivavo l’”idea Passatore”, soprattutto dopo le belle esperienze  di Giuseppe Tripari (quest’anno al suo 4° Passatore), Franco Magliano e Riviello Domenico, che mi hanno raccontato nei dettagli la gara e le sensazioni da loro provate. Finalmente quest’anno, grazie ad una serie di coincidenze favorevoli, mi sono deciso a provare l’avventura. Dico bene “avventura”, perché la preparazione di una gara cosi lunga e cosi dura non si improvvisa e, forse, io un po’ l’ho improvvisata. Infatti, nonostante la preparazione fatta insieme a Franco, che ringrazio perché mi ha sempre stimolato, soprattutto con un bel lunghissimo di 51 km facendo il giro del Bulgheria, non sono arrivato proprio al top al grande appuntamento; ma alla fine sono stato fortunato e tirando fuori un po’ di carattere e … raschiando il fondo del barile sono arrivato alla fine dell’avventura!!
Partenza da San Giovanni a Piro per Firenze, appuntamento con Giancarlo Trabucco e Giacomo Giorgio, che hanno confermato ancora una volta la loro ampia disponibilità e gentilezza ogni volta che qualcuno della podistica va dalle loro parti, e che per questo ringrazio di cuore. Viaggio in macchina un po’ lungo, ma con Franco che tiene bene la compagnia parlando di tutti i dettagli della gara, i km filano via veloci. Cena a base di tanti carboidrati complessi a casa di Giancarlo, in compagnia di Concetta, la moglie, e Sofia, la figliola veramente “tutto pepe”; albergo ed a nanna presto. Ma ne io, causa “ansia da Passatore”, ne Franco, causa zanzare, riusciamo a dormire bene ed a lungo. Brutto segno.
Al mattino seguente, lauta colazione e breve giro per il centro di Firenze, quindi al ritiro pettorali, insieme a tanti atleti italiani e stranieri e con qualche goccia d’acqua dal cielo che non promette niente di buono. Dopo i pettorali, l’incontro con Giuseppe, anch’egli giunto in auto da Milano con due amici al seguito, e con Gabriele Ghisleni, mio amico di milanese, anche lui all’esordio sulla 100, con il quale avevamo mesi prima programmato l’esperienza Passatore, pensando di provare a correre insieme tutti e 100 i km, cosa non facile da mettere in pratica, ma che alla fine è risultata vincente per entrambi.
Proprio al ritiro pettorali, considerando il mio esordio sulla 100 Km, la  minaccia di pioggia, l’asprezza e la lunghissima distanza da percorrere, mi scende un brivido sulla schiena, ma per fortuna è una sensazione che scompare rapidamente, facendomi forza anche sull’espressione “Edoà, ormai ci siamo dentro fino al collo e non possiamo più tornare indietro”, che Franco usa dire sempre nei momenti topici.
Dopo i lunghi preparativi di rito, fondamentali in tutte le gare, ma a maggior ragione al Passatore, in particolare un buon pranzo a base di pasta, l’abbigliamento, le scarpe, gli integratori ed il cambio indumenti da affidare a Linda e Cinzia, rispettivamente moglie e figlia di Gabriele, da utilizzare al passaggio sul famigerato passo della Colla, posto ad oltre 900 metri di altitudine ed a circa metà del percorso. Un punto veramente topico di tutto il tracciato.
Finalmente ci portiamo sotto lo striscione della partenza, in via Dei Calzaiuoli di Firenze, a due passi da Piazza delle Signoria, qui ancora un po’ di preoccupazioni, ma anche sensazioni positive: i nuvoloni che promettevano pioggia hanno fatto spazio ad un bel sole e soprattutto le parole di incoraggiamento degli amici e di altri atleti visti per la prima volta … questa è una delle cose più belle che l’atletica amatoriale trasmette in ogni occasione!
Ultimi sguardi intensi e strette di mano con Franco e Giuseppe, con i quali, viste le differenti performance attese in gara, se tutto andrà bene, pensavo, ci vedremo in nottata a Faenza. Ultime raccomandazioni reciproche anche con Gabriele, soprattutto nel mantenere l’andatura concordata nella prima salita che si inerpica lungo le suggestive colline che portano a Fiesole, a 518 m di altitudine.
L’attesa comincia a diventare pesante, ma finalmente c’è il via dato dal sindaco di Firenze alle 15.00 in punto. Le scarpette cominciano a “saggiare” l’asfalto, le gambe cominciano  a roteare e le prime gocce di sudore scendono sulla fronte, segni che l’avventura Passatore è iniziata sul serio!
Siamo in tanti alla partenza, circa 2200, quest’anno record di iscritti, ma, a conferma delle difficoltà che nasconde questa 100 km, non tutti giungeremo a Faenza; la classifica dirà che circa 600 atleti hanno abbandonato, per fortuna nessuno di noi quattro è in questo elenco.
I km e le ore  cominciano a scorrere grosso modo secondo quanto programmato con Gabriele; lui è molto loquace con i compagni d’avventura nei primi km, poi man mano perde la loquacità per concentrasti e conservare preziose energie da spendere lungo tutti i 100 km. Ogni 5-6 km puntuali troviamo i punti di ristoro, indispensabili per reintegrare i tanti liquidi persi nello sforzo; punti ristoro ben forniti ed allestiti da un esercito di volontari, che sono una risorsa fondamentale di tutta la manifestazione.
Le prime serie difficoltà, come preventivato, si concretizzano negli ultimi 4-5 km di ascesa al Passo Colla, posto a 913 m s.l.m., quindi con una lunga salita con pendenze che “consigliano” di camminare a passo svelto, invece di correre. Alla Colla arriviamo, dopo circa 4 h di corsa, apparentemente indenni, anche se naturalmente stanchi,  con Giancarlo, Linda e Cinzia che ci aspettano con un po’ d’ansia per “verificare” le nostre condizioni e porgerci il cambio di indumenti, indispensabili a questo punto, sia perché comincia la lunga discesa, sia perché ormai è buio e le temperature chiaramente scendono e poi perché ancora rimangono tanti, tanti km da “macinare”: oltre 50.
Un altro particolare, da non trascurare, che rende il Passatore una delle 100 Km più famose e partecipate al mondo è che si corre di notte, certo con un fascino in più, ma anche con un elemento di difficoltà che si somma agli altri. Proprio per questo aspetto c’è stato l’errore del principiante: non mi sono portato dietro una torcia idonea per la corsa. E pensare che quella che mi ha prestato Franco è rimasta nello zaino!!
Comunque sia, sette/otto minuti per le operazioni di cambio e rassicurare i nostri accompagnatori e ci buttiamo nella lunga discesa che ci condurrà verso la Romagna, a tratti con pendenze ripide che inducono a “lasciare andare le gambe”, ma è proprio qui che invece bisogna frenare, altrimenti la muscolatura ne risentirebbe troppo e si rischierebbe di non raggiungere l’agognata meta. E’  vero adesso si va un po’ più veloce, ma la fatica km dopo km comincia a farsi sentire sempre di più, tutta la muscolatura degli arti inferiori è sollecitata non poco. Ed è proprio in questi frangenti che deve venire fuori “la testa”, cioè la convinzione di potercela fare, di alzare la soglia del dolore, di bypassare tutte le sensazioni negative che affollano la mente e convincersi che il notevole sforzo fisico è soltanto un mezzo per raggiungere un piacere ed una grande soddisfazione.
Con tutti questi ingredienti nelle gambe e nella testa, km dopo km e ristoro dopo ristoro, raggiungiamo le tappe intermedie, Marradi, San Cassiano, Fognano, sino ad arrivare a Brisighella. Ma è al cartello del 90° km che io e Gabriele abbiamo la sensazione piena di avercela fatta e per un attimo ci viene da abbracciarci, cosa che naturalmente evitiamo di fare per non sprecare energie. Con questa convinzione gli ultimi km “sembra che scivolino” più facilmente, ancor più quando entriamo in Faenza e man mano ci avviciniamo al centro cittadino, sino all’apoteosi finale dell’ingresso in piazza del Popolo e quindi passare saltando e urlando “Ce l’ho fatta”, sotto lo striscione “FINISH 100 KM DEL PASSATORE 2012”.

Giuseppe Tripari 51° assoluto in 8 ore, 56 minuti
Franco Magliano 88° assoluto in 9 ore e 31
Edoardo Grieco 379° assoluto in 11 ore e 25 minuti
Gabriele Ghisleni 380° assoluto in 11 ore e 25 minuti

Iscritti: circa 2200

Arrivati nel tempo massimo di 20 ore: 1624

Edoardo Grieco

 

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Peluso

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