Atletica News slide — 08 marzo 2014

Marzia CaravelliLa cosa giusta, nel posto giusto, al momento giusto. Marzia Caravelli sigla il personale nella batteria dei 60hs ai Mondiali indoor di Sopot, chiudendo al terzo posto in 7.97 e acciuffando nell’ordine la semifinale mondiale, il settimo crono assoluto del turno, il primo sub-8 secondi in carriera, e la seconda prestazione italiana di sempre (alla pari con Carla Tuzzi). La pordenonese parte finalmente bene (0.173) e riesce a distendersi tra le barriere, finendo non lontano dalla statunitense Nia Ali (7.87) e dalla panamense Ivette Lewis (7.91) . La sensazione è subito quella del meno 8, confermato pochi secondi dopo dal risultato sul maxischermo.

“Sono felicissima – le parole della Caravelli – sono riuscita a centrare questo risultato proprio nel momento più importante, ai Mondiali. Dopo gli Assoluti abbiamo lavorato molto bene, in tranquillità, anche sulla fase di avvio, ed il risultato di oggi è anche il frutto di queste giornate. Ad Ancona avevo perso da Giulia (Pennella, ndr) che aveva fatto una grande gara, ma quel che mi aveva dato fastidio era il tempo finale, un 8.10 che sento di non valere. Ora la semifinale: non sarà affatto facile, corrono tutte molto forte, ma proverò a difendermi, e magari a ripetermi su questi livelli”. Resta invece fuori dalle semifinali Giulia Pennella, quarta nella quarta batteria in 8.16, crono da non disprezzare, ma che purtroppo non può bastare per superare il turno. A pesare è la reazione allo sparo, 0.228, opposta rispetto allo splendido avvio che ad Ancona le aveva consentito di costruire il suo successo tricolore. La più veloce del lotto è ovviamente Sally Pearson, che ha eguagliato il suo stagionale di 7.79; dietro di lei, Nia Ali, la francese Cindy Billaud (7.87).

INTERVISTA VIDEO A MARZIA CARAVELLI

Nelle batterie dei 60 metri maschili, si comporta molto bene Fabio Cerutti, che corre in 6.67 e raggiunge la semifinale grazie al ripescaggio dei tempi. Il suo crono è il terzo tra i non promossi direttamente, e vale quindi un biglietto per il secondo round di domani alle 18.30. Gran tempo di reazione per il piemontese (0.127) e vantaggio parziale immediatamente acquisito anche rispetto allo statunitesne Bracy (6.48 quest’anno); nel finale Cerutti si indurisce leggermente ma riesce comunque a chiudere in un tempo utile per il passaggio (Phiri e Roach fanno 6.59, Bracy 6.60, Cerutti è quarto).”Le sensazioni sono buone – il commento dell’azzurro – anche se non ancora buonissime. Ho avuto uno start molto positivo, davanti a tutti, e questo mi soddisfa particolarmente, ma devo aver speso molto in accelerazione, quindi nella fase lanciata non ho reso come avrei voluto. Spero di riuscire a farlo domani”. Il migliore è il britannico Richard Kilty che per la terza volta quest’anno ferma il cronometro a 6.53. Ancora seminascosto il giamaicano Nesta Carter, 6.58 e terzo posto nella sua batteria. ben nove tempi al di sotto dei 6.60, a dimostrazione – ove ce ne fosse bisogno – della bontà della pista stesa all’interno dell’impianto polacco.

INTERVISTA VIDEO A FABIO CERUTTI

 

Turni di qualificazione. Nelle semifinali dei 400 maschili, Pawel Maslak stampa un gran 45.79 (21.19 a metà), con notevole frenata nell’ultima parte di rettilineo; nell’altra semifinale, suicidio tattico del dominicano Luguelin Santos, che finisce fuori – per 4 centesimi – dopo aver cercato inutilmente la corda per almeno 200 metri. Meno esplosivo il turno al femminile la statunitense Franceena McCorory accede alla finale con il miglior crono, 51.35. Passeggiata nei 1500 per Abeba Aregawi (Svezia), il cui 4:08.74, miglior tempo di accesso alla finale, è una sorta di prenotazione per il gradino più alto dell’oro. Grande equilibrio nei 3000 uomini: in tre secondi e mezzo, tutti e 12 i finalisti.

In chiusura di serata, assegnati i primi due titoli del Mondiale. A sorpresa l’esito del pentathlon: a vincere è l’olandese Nadine Broersen, che termina le cinque fatiche con 4830 punti, superando la canadese Brianne Theisen Eaton (4768) e l’ucraina Alina Fodorova (4724). La gara più bella della giornata è quella che regala allo statunitense Ryan Whiting il bis d’oro due anni dopo il trionfo di Istanbul. La misura finale è di quelle che fanno notizia, perché viola la soglia dei 22 metri, finendo a 22,05. Ma non basta questo a definire la gara, perché in realtà l’esito è frutto di un duello avvincente con il tedesco David Storl, il bi-campione del mondo outdoor, che è secondo con 21,79. A sorpresa il bronzo scivola via dal collo di Tomasz Majewski nell’ultimo turno a disposizione: con il polacco terzo a 21,04, arriva il lancio del neozelandese Tomas Walsh, un gran 21,26, a rovinare la festa dell’Ergo Arena. L’impressione è che il pubblico di casa avrà di che rifarsi.

ufficio stampa fidal

nella foto Marzia Caravelli (Giancarlo Colombo/FIDAL)

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