Medicina — 27 ottobre 2004

Le mestruazioni non rappresentano una controindicazione alla pratica sportiva di qualunque genere. Tuttavia, è ampiamente dimostrato che la secrezione dei diversi ormoni durante il ciclo ovarico può influenzare le capacità di prestazioni dell’atleta.
Il ciclo ovarico viene indotto dagli ormoni dell’asse ipotalamo (zona del cervello che controlla diverse attività, fra cui quelle sessuali) – ipofisi (ghiandola endocrina, cioè a secrezione interna, che controlla l’attività di tutte le altre ghiandole endocrine), ed ha una durata media di 28 giorni.
Per un meccanismo di effetto di ritorno (feed-back negativo), l’attività ovarica influenza quella dell’ipotalamo e dell’ipofisi.
Sulla base della diversa in creazione di ormoni, il ciclo ovarico può essere diviso in cinque fasi:
1. fase mestruale (1° – 5° giorno), caratterizzata dalla presenza di estrogeni (ormoni che agiscono sullo sviluppo dei caratteri femminili e sul ciclo mestruale) e progesterone (ormone che ha la funzione di mantenere intatta la mucosa uterina durante la gravidanza e che favorisce, inoltre, l’impianto dell’ovulo);
2. fase post-mestruale (6° – 11° giorno) si assiste alla secrezione dell’ormone FSH (ormone follicostimolante, prodotto dall’ipofisi anteriore, nella donna ha la funzione di stimolare la crescita dei follicoli ovarici e di indurre la produzione di estrogeni con ciclicità mensile);
3. fase ovulatoria (12° – 14°giorno), contraddistinta dagli ormoni FSH e LH (ormone luteinizzante, nella donna regola l’attività delle ovaie sia dal punto di vista ormonale, sia per quanto riguarda la funzionalità degli ovociti);
4. fase post-ovulatoria (15° – 22° giorno) con alta concentrazione sierica degli ormoni LH e progesterone;
5. fase pre-mestruale (23° – 28° giorno), in cui, insieme all’ormone LH, vi è una notevole presenza di estrogeni e progesterone.
Una attenta pianificazione atletica non può non tenere conto degli effetti ormonali e psicologici correlati alle varie fasi del ciclo ovarico della donna.
Nella fase mestruale, per l’atleta evoluto è consigliabile un lavoro leggero, in quanto l’abbondante eliminazione di sangue e quindi di ferro induce una condizione di anemia; al contrario per l’atleta principiante è preferibile in questi giorni limitarsi ad una passeggiata, anche in bicicletta o esercizi di stretching.
Nella fase post-mestruale, la presenza di FSH porta ad un aumento dell’attenzione, della concentrazione, della coordinazione e soprattutto della forza; è preferibile, quindi, un allenamento che sfrutti al massimo questa circostanza.
Nella fase ovulatoria è, invece, vantaggioso lavorare al miglioramento delle capacità aerobiche; infatti vi è la massima capacità del sangue a saturare l’emoglobina, indispensabile per il trasporto dell’ossigeno.
La fase post-ovulatoria, come quella post-mestruale, è caratterizzata da eccellenti condizioni di forza, ma anche psicologiche e mentali.
La condizione nella fase pre-mestruale è simile a quella mestruale, per cui è meglio non spingere al massimo, ma curare particolarmente l’elasticità muscolare e la mobilità articolare.

 

Autore: Maurizio Mastrorilli

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