Cronaca HOME PAGE — 23 settembre 2012

UDINE. E’ stata davvero una festa di tutti. La giornata clou della Maratonina udinese ha confermato le aspettative e dopo il tutto esaurito di ieri sono stati in migliaia a riempire il centro storico  per correre e divertirsi tutti insieme. Ben 4.000 anche quest’anno i Maratonauti: tutti quelli che, sportivi e non, hanno voluto testimoniare con la loro presenza l’importanza e il successo della kermesse.

Contentissimo e giustamente soddisfatto il presidente dell’AMU, Paolo Bordon: «E’ stato un weekend di sport bellissimo. Ringrazio i volontari e la città, che ha accolto, accompagnato e tifato per i tanti runners che hanno scelto Udine. E’ stata una bella festa ed una grande gara. I risultati tecnici conseguiti sono stati notevoli, specialmente per la gara femminile. Oggi si disputava un derby tra le Mezze di Torino e Udine ma Udine ha battuto il capoluogo piemontese sia in campo femminile che maschile! Grazie a tutti!»

Incitati dal grido di guerra dello speaker Paolo Mutton – “Al mio via scatenate l’inferno!” – i 1.700 maratoneti sono scattati al via alle 9.30 della mattina, preceduti da handbike e carrozzine. Una folla concentrata ma anche rumorosa ha sfilato per le vie del centro seguendo il tracciato collaudato di 21,097 chilometri che dagli specialisti viene ritenuto uno dei più veloci di sempre. Davanti è lotta fra i grandi nomi della corsa kenioti ed etiopi, mentre più indietro si danno da fare anche gli italiani.

Era stato chiamato per fare la lepre fino al 10 chilometro, ma nelle gambe aveva un tempone e quando se n’è reso conto ha deciso di non abbandonare la gara e correre fino in fondo. Robert Kwemoi Chomesin ha sorpreso un po’ tutti, forse anche lui stesso, prendendo la testa – come da accordi – al 5 chilometro e poi restandoci fino al traguardo finale. Classe 1989, con un tempo di 1 ora e 23 secondi Chomesin ha preceduto il vincitore del 2010 e medaglia d’argento nel 2011 William Chebor Chebon (1h1’41”) e Joseph Lagat (1’02”28). Domini keniano per il podio con gli etiopi fuori dai giochi che soffrono soprattutto la brutta giornata di Deriba Merga, solo diciassettesimo.

I primi a tagliare il traguardo però sono stati i ragazzi delle handbike: Denis Vicentin oro con 47 minuti e 44, a 3 secondi è giunto Cesare Piccini, a 4 Giovanni Angeli. Per la carrozzina olimpica invece è arrivato Federico Mestroni con 55 minuti e 52 secondi.

Il podio femminile invece si è diviso tra Kenya ed Etiopia: la connazionale dei vincitori maschili Georgina Rono è andata troppo forte da subito per le avversarie. In testa fin da subito ha distaccato le inseguitrici di ben 4 minuti e al traguardo quasi non piazzava il colpaccio da 1.000 euro di premio extra. Tanto vale il record della manifestazione che Georgina ha solo sfiorato, con 1h07’58” è andata di 20 secondi più lunga. Seconda l’etiope Tsgereda Girma dopo 1h11’31” e terza invece è giunta la connazionale Alema Hirut Gebremikaiel, disaccata di un minuto.

Bene sono andate anche le italiane con Agnes Tschurtschenthaler quarta alla prima Mezza ufficiale: ottimo il suo 1h12’55”. Quinta anche l’azzurra Fatna Maraoui che ha impiegato 1h14’09” per portare a termine la gara. Ottava Giovanna Pizzato (1h15’58) e nona la mamma Bruna Genovese (01h18’04”). Isadora Castellani, portacolori dell’AMU, si è piazzata bene, all’undicesimo posto con 1h20’04”.

Grazie ai piazzamenti di Fatna Maraoui e William Chebor Chebon, Borgo Poscolle si è aggiudicato il primo Palio dei Borghi udinese.

Fra gli italiani c’era molta attesa per il friulano Stefano Scaini che però alla vigilia aveva annunciato di rinunciare alla gara ufficiale per compiere un test su distanze intermedie. Stefano infatti la prossima domenica, a Scicli, in Sicilia, difenderà il titolo italiano sui 10.000. «Ho fatto un allenamento variato per stabilire il mio stato di forma. Anche ieri mi sono allenato per due volte – tra l’altro delle ripetute sul cavalcavia di Cavalicco, penso che in molti mi abbiano visto – e non avevo scaricato. Oggi quindi sono stato contento: sono rimasto col gruppo di testa fino al 5 km, che ho percorso in 14’30. Poi mi sono fermato e ho alternato due chilometri a ritmo sostenuto ad uno di recupero per 3 volte. In questo allenamento variato mi sono imbattuto sia in Deriba Merga, al 10 km, che non stava tanto bene e ho provato a dargli una mano, poi mentre facevo defaticamento invece mi ha raggiunto l’oro femminile, Georgina Rono, che mi ha chiesto invece di farle da pace maker: insomma ho trainato gli altri!» 

Primo degli italiani invece Michele Palamini, ottavo con 1h05’12”. Fra i corregionali  si sono distinti Riccardo Sterni, Carlo Spinelli Barrile e Francesco Tamigi. Fra le ragazze invece primala Castellani, seguita da Vania Monticolo e Erika Bagatin.

Curiosi come sempre i dati che ci consegnano le iscrizioni informatizzate: i più anziani in gara sono stati Ezio Pravisani del 1939 ed Elia Bassi del 1944. I più giovani invece Davide Zoia del 1993 e Francesca Bieker del ‘90.

Sono partiti insieme al gruppone a poi si sono disgiunti in direzione Trieste i Carabinieri della Staffetta Benefica per il Burlo Garofalo, una graditissima e applauditissima presenza alla Maratonina. Ieri sera i militari sono arrivati da Pordenone via Codroipo e oggi stesso raggiungeranno il capoluogo regionale passando per Gorizia con la missione solidale di raccogliere fondi per i bambini dell’ospedale infantile triestino (IBAN: IT38G0634012300100000009199).

E a simboleggiare ancor di più l’unione tra e due anime regionali ci ha pensato Fabio Carini, presidente della Bavisela, con la quale era stata organizzata la staffetta regionale in occasione dell’anniversario del terremoto, che ha partecipato con il suo staff alla StraUdine.

Partecipatissima la stracittadina che quest’anno era legata alla Bavisela – grazie all’accordo con la presidenza giuliana – ma allo stesso tempo anche all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, a cui va parte del ricavato.

Sono stati ben in 900 a rispondere all’appello della StraUdine, ad accalcarsi in via Vittorio Veneto per imitare i grandi della corsa. Da quest’anno i 7 chilometri non danno vita ad una vera  propria classifica, si è voluto infatti puntare ad una gara che possa davvero accogliere tutti e che tutti possono fare a proprio ritmo. I più veloci sono stati ovviamente sotto i 30 minuti ma c’è anche chi si è fatto una bella passeggiata, magari accompagnato ai figli, e poi dopo l’arrivo è andato a gustare il pasta party in piazza Duomo, come sempre aperto a tutti. I 50 della strasingle invece, tutti contraddistinti dalla maglietta rossa, hanno pasteggiato alla Pizzeria Trombone di Via Pracchiuso.

Sotto il tendone allestito da alpini e protezione civile Moreno Morello ha acceso l’entusiasmo di tutti i “reduci” premiando i partecipanti. La più anziana è stata Virginia Schiavi del 1931, mentre la più giovane, presumibilmente in passeggino e accompagnata dal papà, è stata Giorgia Antoniacomi, nata il 9 agosto 2012. La più lontana invece è risultata una signora giunta dall’Australia Bruna Giraldi, che però ha dovuto vedersela con un paio di atleti d’oltreoceano scovati proprio da Moreno Morello all’arrivo: una signora di Honolulu e un altro runner dall’Argentina. Cinque i gruppi più numerosi: 24 partecipanti i Keep Moving, 18 il Gruppo Marciatori Udinesi, 13 i Corriamo Insieme, 12 l’ AMU e 9 il CAMP di Corgnolo.

Diversi i premi sorteggiati offerti dagli sponsor: a Luigi Scaili è andata la bicicletta offerta da Cicli Granzon, Cristina Rose invece ha portato a casa il computer portatile di Syntetica.

Per tutti sorrisi e divertimento grazie a Moreno Morello, la brass band toscana Magicaboola e il baby parking della Keep Moving.

 

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Peluso

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