TuttoCampania — 09 novembre 2014

sannio (2)Sveglia all’alba per raggiungere Pontelandolfo, luogo di partenza della Mezza Maratona del Sannio con arrivo a Morcone. La scelta di partecipare alla gara, considerata abbastanza dura, è stata dettata dal desiderio di visitare uno dei luoghi simbolo della nostra storia, in cui è avvenuto il 14 agosto 1861, l’anno dell’Unità d’Italia, uno dei maggiori massacri di civili ad opera dell’esercito di occupazione dei Savoia. Quindi , animati dal nostro interesse per la verità, io e Franco Manna abbiamo contattato il prof. Renato Rinaldi, memoria storica del paese, per conoscere da vicino i fatti dell’evento tenuto ben lontano dai libri scolastici e dalle cronache.Così ci siamo incontrati in piazza prima della partenza della gara con il prof. Rinaldi che ci ha intrattenuto dinanzi al monumento con la lapide posta nel 2011 , nel 150° anniversario della ‘ambita’ Unità d’Italia, dal presidente del comitato dei festeggiamenti Giuliano Amato, su cui è riportata la storica frase delle ‘scuse’ dello Stato Italiano alla città martire.La lapide è posta vicino al tiglio , luogo delle fucilazioni dei civili il cui numero è ignoto ma si parla di oltre 1000. Sulla piazza domina la torre di proprietà della famiglia baronale ( con il 90 enne barone i rapporti sono di indifferenza!!) dell’allora sindaco liberale filosavoia che scappò e fece intervenire l’esercito in reazione ad una sommossa nella vicina Casalduni in cui erano stati uccisi 45 soldati. Ciò che indigna è la scarsa conoscenza di un fatto che ha segnato la nascita della nostra nazione e la sorte dell’intero sud, giustificata come lotta al brigantaggio, e poichè finora in questa nostra nazione unita solo in occasione delle partite di calcio non si riesce nemmeno a superare un fatto storico come il ’25 Aprile’, penso che passerà ancora tempo per riconoscere Pontelandolfo ‘città martire’. Ecco, correre a volte ci spinge oltre la passione.

Fortunato Matarazzo

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