Atletica News slide — 15 agosto 2014

zurigoSi è conclusa la terza giornata di gare a Zurigo (Svizzera) dove si stanno svolgendo gli Europei di atletica leggera. L’Italia rimane ancora a secco, il medagliere è fisso sullo 0-0-0 e i 13 punti messi in cascina sono un bottino davvero magro per la nostra Nazione. La serata è di una grande Francia che conquista due medaglie d’oro.

Lo show della serata è intavolato da Mahiedine Mekhissi-Benabbad. Il francese vince agevolmente l’oro dei 3000m siepi rispettando il facilissimo pronostico della vigilia. Il Campione d’Europa in carica, già due volte argento olimpico e primatista continentale, allunga al secondo chilometro e crea subito il divario necessario per trionfare. All’ultimo ostacolo si guarda indietro, vede un buco immenso sui rivali e commette un gesto insano: si toglie la maglia in corsa… I fischi dagli spalti sono innumerevoli, lui è incurante e inneggia il pubblico, quasi fosse indiavolato e chiude la prova in prima posizione.

Ci sono gli estremi per ravvisare il gesto antisportivo e infatti la Spagna fa ricorso. Il risultato rimane congelato per una trentina di minuti e, ben dopo la chiusura della sessione, arriva la comunicazione della squalifica. La Francia ha operato il controricorso, ma è stato respinto!

Dunque il nuovo Campione d’Europa è il francese Yoann Kowal (8:26.66), precedendo il polacco Krystian Zalewski (8:27.11) e lo spagnolo Angel Mullera (8:29.16): ecco spiegato il motivo del ricorso iberico. Il nostro Yuri Floriani è 12esimo (8:44.05) al termine di una gara poco convincente.

La prestazione di rilievo ci è invece regalata da Benjamin Compaoré. Il francese vola a 17.46m nel triplo, vincendo agevolmente l’oro: miglior prestazione europea stagionale, settima mondiale. Nella stessa gara in cui Fabrizio Donato è mesto settimo (16.66) e Fabrizio Schembri 12esimo (16.02).

La serata è intensissima e ci regala anche una grande sorpresa. Pascal Martinot-Lagarde era il superfavorito dei 110m ostacoli, aveva già al collo uno degli ori più scontati dell’intera rassegna. Clamorosamente, però, il francese rimane giù dal podio (quarto in 13.28) Lo ritroverà solo a tarda serata, per la squalifica del connazionale Bascou (originariamente terzo in 13.28). Al termine di una stagione culminata con quell’eccezionale 12.95 (secondo risultato europeo di sempre) si incarta al momento di andare in rete. Il 23enne esce male dai blocchi di partenza e poi non riesce a recuperare con la sua superlativa tecnica. Anzi. Abbatte diversi ostacoli, sente il nervosismo, soffre il peso che gli era stato messo sulle sue spalle. 

Ne approfitta il solidissimo russo Sergey Shubenkov (13.19) che domina sul gruppetto giunto al volatone finale: argento al britannico William Sharman (13.27), quarto l’ungherese Balasz Baji (13.29, record nazionale).

Molto male Paolo Dal Molin, ultimo della prima semifinale in 13.72: esce benissimo dai blocchi di partenza, poi sbaglia davvero troppo sugli ostacoli abbattendone diversi.

Davvero molto modesta la finale del salto con l’asta femminile, segno del vuoto che c’era dietro la grande Elena Isinbaeva. Trionfa la russa Anzhelika Sidorova con un’azione finale davvero spettacolare: la 23enne, vicecampionessa del Mondo indoor, commette due errori a 4.60 ed è relegata al quarto posto. Conserva un piccolo tentativo per la quota successiva e il 4.65 la incorona: con una buona tecnica supera l’asticella e diventa Campionessa d’Europa!

Argento per la greca Ekaterini Stefanidi (4.60 al secondo tentativo), bronzo per l’altra russa Angelina Zhuk-Krasnova (4.60 al terzo tentativo). Giù dal podio la tedesca Lisa Ryzih, anch’essa capace di superare 4.60 al terzo tentativo, ma incappata in più errori durante il cammino complessivo (cinque contro i tre della Zhuk).

Grande pathos nel tiro del giavellotto. La tedesca Linda Stahl conduce per larga parte della gara grazie al suo 63.91, ma al termine del quinto turno di lanci succede di tutto. La serba Tatjana Jelaca la sorpassa con una bella spallata da 64.21 (record nazionale che le varrà l’argento). Non finisce qui perché bisogna fare i conti con l’immensa Barbora Spotakova, favorita della vigilia, che va ancora oltre: 64.41 per tingersi d’oro. La Stahl si deve così accontentare del bronzo e la Jelaca dell’argento.

La ceca, bicampionessa Olimpica in carica e primatista mondiale fin dal 2008, ritorna così a vincere una medaglia internazionale dopo la maternità del 2013: a 33 anni è sempre qui a dominare.

Cosa ha combinato Diego Marani! Il 24enne corre i 200m della vita in una semifinale spettacolare: si fa trasportare dal grande Christophe Lemaitre (favorito per l’oro) e dall’ucraino Smelyk, corre un lanciato eccellente e conclude in uno spettacolare 20.36. Diventa così il terzo italiano di sempre alle spalle solo dell’immenso e indimenticato Pietro Mennea (19.72, record europeo) ed Andrew Howe (20.28).

L’accesso in finale è meritato e, se ripetesse questo tempo, potrebbe lottare anche per le medaglie. Adam Gemili e Christophe Lemaitre si punzecchiano a distanza, in attesa della disputa per l’oro: 20.23 per il britannico, 20.26 per il francese. In finale anche l’olandese Churandy Martina (20.40), l’ucraino Serhiy Smelyk (20.32), il greco Likourgos-Stefanos Tsakonas (20.40), il turco Ramil Guliyev (20.38, record nazionale).

Fausto Desalu, dopo il super 20.55 in batteria, non riesce a replicarsi: settimo nella sua serie di semifinale con 20.73.

La nostra Yadisleidy Pedroso si qualifica alla finale dei 400m ostacoli, concludendo la propria semifinale al terzo posto in 56.07, che è comunque il tempo più alto delle ammesse al turno successivo.

Nel giro di pista con ostacoli ben impressiona la favorita britannica Eilidh Child (54.71) a cui rispondono l’ucraina Anna Titimets (54.90), la ceca Denisa Rosolova (54.96) e la russa Irina Davydova (55.69). Queste quattro donne si giocheranno le medaglie nell’atto conclusivo in programma sabato pomeriggio. Parteciperanno anche la belga Axelle Dauwens (55.63), la polacca Joanna Linkiewicz (55.89) e la russa Vera Rudakova (55.98).

Prova pessima del nostro Norbert Bonvecchio! Il trentino delude amaramente e il suo miglior lancio del giavellotto si ferma a un mediocre 69.38m, lontanissimo dal suo over 80 stagionale in Coppa Europa e soprattutto ben al di sotto di una prestazione accettabile.

Non brilla il favorito ceco Vitezslav Vesely (80.00), gli risponde bene il rivale russo Dmitriy Tarabin (80.84). Gioia per lo sloveno Matija Kranjic che realizza il nuovo record nazionale (80.46). A brillare a livello assoluto sono i finlandesi: gran spattlata per Antii Ruuskanen (83.76), lo segue l’eterno Tero Pitkamaki (81.48). In finale con la norma di qualifica anche il tedesco Thomas Roehler (81.24) e il lettone Ansis Bruns (81.04). All’atto conclusivo parteciperanno anche il tedesco Andreas Hofmann (79.59), l’ucraino Oleksandr Nychyporchul (79.29), il lettone Risto Matas (78.97), il russo Valeriy Iordan (78.46), il finlandese Lassi Etelatalo (78.22).

Nelle semifinali dei 200m si rispondono a distanza Campionessa e vicecampionessa dei 100m. L’olandese Dafne Schippers parte non bene, ma pennella una super curva: 22.48. La francese Myriam Soumaré va in scioltezza e completa in 22.56: la rivincita in finale, con l’olandese che cerca la doppietta (e il record). All’atto conclusivo anche le britanniche Dina Asher-Smith (22.61, personale), Jodie Williams (22.90), Bianca Williams (22.91), la svizzera Mujinga Kambundji che dopo i record dei 100m non vuole smettere di stupire (22.94), la finlandese Hanna-Maari Latvala (22.98), l’olandese Jamile Samuel (23.18).

Eliminate tutte le italiane: Marzia Caravelli (23.23, quinta nella sua serie), Irene Siragusa (23.50, settima nella sua serie), Martina Amidei (23.51, ultima).

Queste le finaliste degli 800m femminili dove passano tutte le più forti: la bielorussa Maryna Arzamasova (2:00.36), la polacca Joanna Jozwik (2:00.58), la russa Svetlana Rogozina (2:00.83), le britanniche Lynsey Sharp (2:01.32) e Jessica Judd (2:01.53), la russa Yekaterina Poistogova (2:01.45), la rumena Mirela Lavric (2:01.24), la bulgara Vania Stambolova (2:01.59).

fonte: www.olimpiazzurra.com

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Peluso

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