Curiosita — 13 luglio 2009

Non riesco a togliermi il pensiero dalla testa. Max non c’è più.
E’ martellante. Per tutta la notte mi sono rigirato nel letto: tremavo e piangevo, piangevo e tremavo. E quando la spossatezza ha avuto il sopravvento l’ho sognato ancora: sembrava felice, mi parlava di una sua nuova ragazza, della gioia per aver trovato un amore suo e vero…
Mi vergogno terribilmente, so che le mie parole non saranno mai sufficienti a rendergli onore e giustizia, so che le parole non bastano.
Ma il dolore intimo è così forte che non posso non provare a ricordarlo e farlo ricordare. E non mi capacito del fatto che non c’è più. E’ ancora lì, che coccola il mio gatto sul divanetto a casa, quando veniva da me per fare le gare con il Gavardo (BS), la sua squadra, quella del paese dove abito…
Anche adesso che digito ‘parole’, il battito del cuore accelera e mi agito. Sono scosso, io a quel ragazzo volevo davvero bene. Il ‘buon Dio’ si è distratto un’altra volta.
Max è caduto in un canalone in montagna mentre correva, forse ingannato dalla nebbia*. Se ne è andato facendo quello che amava, ma vi assicuro che non è un pensiero confortante. Troppo giovane, troppo bravo…
Spalle larghe, una forza erculea, una voglia di correre e di far fatica che nessun altro che avessi mai conosciuto poteva vantare. E correva forte, fortissimo: 3’45’ nei 1500m, poco più di 14′ nei 5000. Un portento vero.
Ottimo studente, ottimo atleta, ottimo uomo.
Forse Max era un po’ solo, come spesso capita agli uomini giusti. Aveva delle convinzioni, un incredibile senso di giustizia sociale, anche applicata allo sport. Si arrabbiava molto per qualsiasi atto di slealtà, anche minimo. Sembrava un po’ strano proprio perché era difficile spiegarsi da un punto di vista esterno le sue forti prese di posizione, i suoi malumori e la sua animosità atletica. Ce l’aveva coi disonesti: da chi si dopa a chi non aiutava a tirare in gara, da chi tagliava la strada a chi pensava più al denaro che al cronometro.
Ma non era strano, era un giusto. E già mi manca. Era una bella presenza nei miei pensieri e nei miei discorsi, magari non ho fatto abbastanza per farglielo capire…
Sapeva sentire nel profondo le ingiustizie.
Max era di Feltre, protagonista del Palio e del Giro delle Mura, come atleta e come appassionato. Spero e credo che gli si renderà omaggio sin dalla prossima edizione.
Max aveva due grandi passioni, originali davvero per un feltrino: il Palio di Siena e la Sampdoria. Mi sembra ieri: discussione amichevole tra lui, Armando (Sanna, doriano) e Giovanni (Mascherpa, milanista) per decidere se fosse meglio Cassano o Kakà… E come si animava, pieno di vita e passione! E io a mediare, inutilmente… in conclusione Cassano risultò un gradino sopra Dio. E’ un aneddoto sciocco lo so, ma era l’ultimo giorno dell’altura a Sestriere, agosto 2008. Mi aveva chiamato l’altroieri, meno di 24 ore prima dell’incidente, per tornare con noi in altura proprio a Sestriere. Già pregustavo discussioni divertenti con lui. E spartirci i compitini in cucina: era anche un ottimo cuoco…


 


Max continua a correre con me, con noi.


 


* ( http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=33836 )

Autore: Tito Tiberti

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