Cronaca — 06 marzo 2006

   Ieri mattina all’alba in pulman con i miei compagni di club e con quelli dell’Ermes di Siano ci siamo portati a Roma per la classica Roma – Ostia. Ad accoglierci un tempo che non prometteva niente di buono, un vento contrario, ma che impediva alle nuvole di riversare abbondante acqua sui malcapitati giunti da ogni parte d’Italia. Incertezza assoluta sull’abbigliamento da indossare per l’occasione, ma vento a parte, si entrava tutti nelle gabbie appositamente preparate per i matti e non di turno di questo meraviglioso, ma alquanto faticoso sport e via sulle ali del vento e dell’entusiasmo. Allo sparo tutti a rincorrere dei giovanotti di colore senza naturalmerte raggiungerli, non ne conosco ancora il motivo, dalla mia postazione abbastanza centrale, non riuscivo a vedere, nè di capire cosa stesse accadendo,  tutto questo per un’ora per loro due, un pochetto di più per tutti gli altri. Un arcobaleno di colori che si perdeva all’orizzonte e procedeva verso il mare, tra un pubblico festante e generoso, nonostante le avverse condizioni atmosferiche e gli addetti ai lavori (rifornimenti, assistenza ecc.), tra risa, lazzi e scherzi si giungeva sul lungomare di Ostia, dove la strada  non finiva mai, all’arrivo ad attenderci mantelline e thè caldo, la foto ricordo con Gianni Morandi, tra un piatto di pasta ed altro e poi tutti casa, stanchi, ma soddisfatti, ognuno di noi aveva vinto come sempre la propria gara.


Ritenetemi sempre uno di Voi.     

Autore: Delio Trezza

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