TuttoCampania — 24 gennaio 2010

Clicca per l'immagine full sizeMattinata tremendamente fredda ma tanto calore a Sant’Antonio Abate, in occasione dell’edizione numero 9 della Maratonina, organizzata dal Team Antoniana Runners. Il freddo di una mattinata rigidissima non è riuscito infatti a scalfire neanche un po’ il clima caldissimo dei tanti appassionati che, con la loro presenza, hanno confermato un successo di numeri, di questa che, tra le gare campane, è sempre stata una delle più attese e più apprezzate.


Alla grossa partecipazione si è aggiunta la qualità dei presenti: grosse performances per molti, a confermare anche in questo caso che il percorso di Sant’Antonio Abate (10.300 metri, 150 metri in più rispetto allo scorso anno) è un percorso veloce, nonostante la presenza di alcuni tratti in leggera salita.


La gara


Coordinata al meglio la partenza in simultanea degli atleti, da due strade parallele. Elicottero a supervisionare il tutto e splendido colpo d’occhio nel momento in cui le due scie di atleti si sono miscelate in Piazza, quando si era a 700 metri dalla partenza. In Campania questo è sicuramente avvenuto per la prima volta, e forse anche in Italia.


La gara, valevole anche per l’assegnazione dei titoli regionali individuali C.S.A.IN, ha rappresentato oltretutto prova per lo stesso C.S.A.In Tour, che ha preso il via proprio da Sant’Antonio Abate.


La presenza di due testimonial di eccezione (Giovanni Ruggiero e Debora Toniolo) ha dato un tocco di classe in più all’evento. Testimonial (e quindi non in gara) ma .per loro comunque uno splendido test, in vista dei prossimi appuntamenti che li attendono.


La partenza del gruppetto di testa sul piede dei 2’57’ a km: gruppetto composto da Abdelhadi Ben Khadir, El Mouaddine Abdelouab, Ismail Adim e Giovanni Ruggiero. Poco dietro Romualdo Barbato e Antonello Barretta. Subito dopo il primo km si capisce che il confronto nella gara maschile sarebbe stato tra Ben Khadir e (nonostante non in gara) Giovanni Ruggiero. 5’57’ al secondo km, per poi registrare l’accelerazione di Abdelhadi Ben Khadir, con parziali decisamente sotto i 3′ a km, con passaggio in piazza (quando si era a 5.400 metri dal via) in 16’06’ per Ben Khadir, 16’32’ per Giovanni Ruggiero, 16’48’ per Abdelouab (al suo esordio per il team Joy Of Running).


Secondo e ultimo giro a ritmo regolare per il portacolori della società organizzatrice, che è venuto a vincere in 30’43’, sul piede dei 2’59’ a km.


Giovanni Ruggiero chiude il suo buon test in 31’32’. Seconda posizione ufficiale per El Mouaddine Abdelouahab (per lui 32’06’) e con un ottimo Romualdo Barbato in terza posizione, 32’19’ all’arco d’arrivo. Quinta posizione per Antonello Barretta, 32’23’.


Per le donne una Debora Toniolo a dare spettacolo, anche se anche per lei si è trattato di una prova, in vista del prossimo futuro agonistico. Testimonial velocissimo Debora, tanto da fermare il crono in 37’12’. La vittoria è poi andata ad Ania Paniak, a conferma del suo valore. Per Ania (Antares Stabia) un 39’57’ che non è niente male (3’53’ di media). A pochi secondi dalla vincitrice (per la precisione a 17′) l’arrivo di Mena Febbraio, delle stufe di Nerone. Terza posizione per Cathy Barbati, del nuovo Team Baiano Runners.


Premi speciali assegnati poi agli atleti primi classificati tra i residenti Abatesi in gara. La Vittoria per la classifica Sant’Antoniana è andata a Raffaele Santarpia (bello vederlo sul palco, con in braccio il piccolo Giuseppe) e Carmela Alfano per le donne.


Splendido quanto deciso in corso d’opera da Luigi D’Aniello, a rappresentare l’organizzazione: metà della quota di iscrizione versata da ogni singolo atleta sarà devoluta a favore della popolazione Haitiana, tragicamente colpita dal terremoto. Così come devoluta per la stessa finalità anche il premio a squadre vinto dallo stesso team.


Grazie a quanto deciso ogni atleta che ha gareggiato (e quindi versato la sua quota di iscrizione) ha contribuito a dare una mano a chi ne ha un vitale bisogno.


Molto freddo a Sant’Antonio Abate in occasione della Maratonina. Ma di certo non per le emozioni e per quanto vissuto.


 


Foto di Alessandro Ponticelli


 


 


 

Autore: Marco Cascone

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