Maratone e altro slide — 06 marzo 2013

Lake Biwa
maratoneEnnesima maratona giapponese di grande notorietà internazionale, appartenente alla categoria delle gare di élite solo al maschile.
Il keniano Vincent Kipruto ha sgranato il gruppetto dei migliori negli ultimi chilometri, con un allungo poderoso, imperiale, che gli ha permesso di andare a vincere in solitudine. Il crono finale risente fatalmente del clima sfavorevole, che le cronache riferiscono essere stato particolarmente freddo e quindi il corridore africano si è dovuto accontentare di un normale 2:08.34. Alle sue spalle si sono sgranati, appunto, l’etiope Tariku Jufar, un signor corridore, che ha chiuso in 2:08.37, seguito a sua volta da James Mwangi (2:08.48) e dai giapponesi Masakazu Fujiwara (2:08.51), Ryo Yamamoto (2:09.06) e Sushio Ishikawa (2:09.10).
Colpisce lo spessore di questa competizione, anche in profondità. Sono infatti ben 41 i concorrenti che hano chiuso in meno di 2:20, dei quali ben 35 sono giapponesi (!). Questo dato piuttosto impressionante conferma il grande spessore del fenomeno maratona nel Sol Levante. Basti pensare che in questo scorcio di 2013 i nipponici capaci di correre i classici 42,195 km. in meno di 2:20  sono stati la bellezza di 115 (centoquindici!)

Jerusalem

Yeru-Shalayim è il nome autentico di Gerusalemme, come ci ricorda una delle più belle canzoni di Ofra Haza, una delle ultime che potè registrare prima che la sua straordinaria voce fosse spenta per sempre. Gerusalemme è antica, molto antica, ma ancora oggi gli umani, che pure l’hanno costruita, ancora non cessano di uccidersi per lei. A parte qualcuno, come Ofra Haza, che preferisce cantarla.
Ed anche qualcuno che preferisce correrla….
La corsa gesto semplice, gesto universale, gesto di pace.
La maratona di Gerusalemme giunge buona ultima fra le gare israeliane, dopo Tiberias e Tel Aviv, ed ancora non ha raggiunto la popolarità delle altre, ma pare avviata sulla buona strada.
Quest’anno gli arrivati nella gara principale sono stati 839, non pochi se consideriamo le immaginabili difficoltà che hanno dovuto superare. Gli africani hanno come al solito dominato, andando a vincere con il keniano Abraham Kibet Kalia (2.16.30) davanti a Luka Kipkemoi Chelimo (2:19.02), mentre come al solito l’Etiopia si è rifatta vincendo al femminile con Mihiret Anamo Antonios (2:47.27).
Percorso nervoso, ricco di curve e saliscendi.

Antalya e Torreon

image004La maratona turca di Antalya è la seconda, dopo Istanbul, di un Paese che sta facendo sforzi notevoli per crescere anche nello sport. Purtoppo però, come sappiamo, alcuni episodi discutibili ne frenano la popolarità, al punto che tutte le sue competizioni vengono viste con un velo di sospetto. Anche quelle che non lo meritano, come questa maratona di Antalya, località turistica nella parte più meridionale della costa del mar Egeo, organizzata con teutonica precisione. Ha vinto una coppia di corridori legati anche nella vita: l’ucraino Murat Kaya (2:36.35) e la turca Lutfiye Kaya (3:01.29) davanti a 409 concorrenti. Lunga è la via…
Nel Messico si è corso a Torreon, importante città industriale, la gara sponsorizzata LALA, un’azienda che impiego migliaia di persone in tutto il Paese e partecipa attivamente alla tumultuosa crescita della sua realtà economica.
Molte le gare di contorno, e buon successo della maratona vera e propria, con vittoria per Isaac Kimaiyo, un keniano “specializzato” in gare messicane, che ha impiegato 2:13.56.
Secondo è arrivato il messicano Alejandro Suarez, che ha animato tutta la gara cercando in ogni modo di staccare l’africano. Terzo Tomas Luna in 2:15.30
Al femminile ha vinto Truphena Jemeli in 2:37.03 davanti alle messicane Vianey de la Rosa (2:37.30) e Paula Apolonio (2:38.56)

Piacenza, Treviso

La maratona di Piacenza anche quest’anno ha tenuto dignitosamente il fermo il suo ruolo, organizzando una gara semplice ma “gustosa”, nonostante le numerose difficoltà che il terremoto prima ed il maltempo poi hanno causato al martoriato territorio emiliano.
Gli oltre cinquecento arrivati testimoniano dell’affetto che i corridori italiani riservano a questa menifestazione, tra l’altro dedicata all’Unicef. Il marocchino residente in Italia Hicham El Barouki ha vinto abbatanza nettamente in 2:18.47 davanti ai connazionali Abdelhadji Tyar (2:23.45) e Yassine Kabbouri (2:23.58) mentre la rumena Alina Nituleasa si è aggiudicata il gradino più alto del podio femminile dopo 2:50.34 di corsa davanti alla croata Marija Vrajic (2:51.43) ed alla coriacea Lara Mustat (2:56.49)
Domenica si è corsa anche la maratona di Treviso, come al solito svolta su di un percorso in eccessiva pendenza favorevole, il che rende non omologabili i risultati. In aggiunta, quest’anno gli organizzatori hanno pensato bene di rispolverare la vecchia idea di dare vita a tre partenze differenziate, su tre percorsi diversi, che convergevano poco dopo la metà gara e si concludevano in un arrivo unico. Tale modalità è a sua volta palesemente irregolare ai fini statistici, ma poco male perchè comunque sarebbe bastata la pendenza a far invalidare le prestazioni. Ma la festa tricolore che così si è organizzata ha indubbiamente il suo bel fascino, prova ne sia che il numero degli arrivati ha preso a risalire, dopo anni di declino.
Hanno vinto Said Boudalia davanti a Milan Kovacs e Simone Gobbo e Josephine Wangoi davanti a Claudia Gelsomino e Francesca Marin, una ultramaratoneta che ha fatto un test molto positivo in vista dei prossimi impegni.

Seychelles

Arricchiamo il file virtuale delle maratone strane ed esotiche con la maratona delle isole Seychelles. Si tratta di un piccolo gruppo di isole situate nell’Oceano Indiano, a nord del Madagascar, che sono considerate parte del continente africano.
Questo paradiso di vacanze (che è uno stato indipendente) organizza la sua brava maratona, iscritta niente meno che all’Aims, e che ogni anno vede alcune diecine di partepanti cimentarsi sulle stradine costiere dell’isola più grande, cioè quella che ospita la capitale Mahe.
Luogo di partenza e di arrivo. e non solo della maratona vera e propria, è la famosa spiaggia di Beau Vallon Beach, che ha il pregio di essere la più vicina alla cittadina capitale.
In questo clima internazionale, vacanziero e festoso, ha prevalso però un corridore locale, Simon Labiche, che ha impiegato 3:01.36 per coprire il classico percorso di 26.2 miglia. La prima donna è stata la sud-africana Monica Vorster, mentre la primatista nazionale delle Seychelles, Simone Japha, si è limitata a vincere la mezza.

Mezza di Parigi e Roma-Ostia

Domenica si sono svolte anche due importanti mezze maratone: quella di Parigi con oltre 30.000 partecipanti e la clasicissima Roma-Ostia con quasi 10.000 arrivati
Il risultato tecnico migliore è arrivato dalla gara italiana: infatti il vincitore è stato Wilson Kiprop che ha impiegato 59.15 ed ha battuto allo sprint un nutrito gruppetto, dal quale sono emersi alle sue spalle Robert Kwamboi (59.19), Simon Cheptot (59.20), Sahle Warga Betuna (60.39). Primo degli italiani Stefano La Rosa, decimo in 62.32.
La prima donna è stata Filumena Cheyech (67.39) davanti a Agnes Kiprop (67.48) e Worknesh Degefa (67.49). Rosaria Console, nona in 72.07, è stata la migliore delle italiane.
A Paris, con una marea di partecipanti ed un percorso bello solo dal punto di vista turisitico, ha prevalso Abebe Negewu (61.33) davanti a Daniel Salel e Stephen Kiprotich, e al femminile Pauline Njeri (68.58) davanti a Gladys Kipsoi e Monica Jepkoech.  

 Tutte le maratone del periodo nel mondo

Autore Franco Anichini

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