Cronaca HOME PAGE — 30 luglio 2012

 27 luglio 2012, giorno dell’inaugurazione olimpica di Londra, e per l’occasione nel ragusano è andata in scena la 5^ edizione della Maratona “Alla Filippide”, la 42 km e 195 metri più spartana ed anacronistica del mondo.

Nata nel 2008, (il 08/08/08 per la precisione,ndr..) proprio per lanciare il simbolico ponte con le Olimpiadi pechinesi, per il 2012 si è voluta rinverdire questa tradizione e nel medesimo giorno della Cerimonia augurale londinese, si è voluto anticipare di una dozzina di ore l’accensione della fiamma olimpica, correndo la “madre di tutte le gare podistiche”, senza alcun supporto di tecnologia del 21° secolo, proprio per emulare al meglio il gesto dell’Emerodomo Filippide, in occasione della vittoria ateniese sui persiani nella piana di Maratona, da cui il buon Barone De Coubertin, e fidi collaboratori,presero spunto nel lontano 1896 per inventare al Maratona olimpica. 

Un suggestivo tracciato che dall’Antica Stazione di Chiaramonte Gulfi, conduceva fino al Tempio di Athena dell’antica colonia greca di Kamarina, per dare quel tocco di sacralità in più,a questa “corsa un pò pazza” che per Regolamento i podisti dovevano correre senza supporti di orpelli tecnologici quali cronometri, GPS, cellulari, Ipod e quant’altro, senza segnalazioni chilometriche nel percorso, e con ristori posti a casaccio nel tracciato, e provvisti rigidamente di sola acqua e frutta.

Una bella faticata in condizioni di momentaneo isolamento spazio-temporale per gli atleti, un bel “ritorno al passato”, in un’era dove il narcisismo applicato al Movimento fisico, sembra quasi esser l’irrinunciabile leit-motiv della nostra esistenza.

Ma al di là della retorica di circostanza, entrando subito in termini di “cronaca spicciola”, questa 5^ edizione della “Filippide” va sicuramente rammentata per l’ennesima vittoria straniera da ascrivere nel giovane Albo D’oro della Manifestazione iblea, con stavolta il successo che ha finalmente arriso al Sudafricano di Toscana Timothy Chaplin, grande habitueè della 42km siciliana, che dopo 2 secondi posti e un terzo posto, ha finalmente tagliato per primo il traguardo in quel di Kamarina, col crono finale di 2h 54 primi e 52 secondi ( ovviamente con tempo comunicato all’atleta al traguardo dai giudici della Fed.Cronometristi), visto che durante la gara tutti i podisti erano sprovvisti di strumenti di rivelazione temporale.

Piazza d’onore per il siracusano Nello Failla al traguardo col crono di 2h58’14”, quindi a completare il podio l’acatese Lorenzo Cirino giunto al Tempio di Athena Kamarinense nel tempo di 3h03’07”.

E proprio i tre citati maratoneti sono stati i protagonisti indiscussi della 42 km, sin dalle prime battute, dopo lo start avvenuto all’alba attorno alle ore 5.10 del mattino. A far da lepre Lorenzo Cirino che imponeva un ritmo forte sin dai primi metri nella bella planata nel tavolato ibleo fin alla periferia di Ragusa. 

Superata la periferia del capoluogo ibleo, le stradine rurali contornati dai muretti a secco la facevano da padrone, e il terzetto si alternava al comando fino ai rognosi metri di sterrato e strada bianca nei dintorni del Castello di Donnafugata, uno splendido maniero baronale, oggi museo cittadino ragusano, recentemente balzato agli onori della cronaca per le sfavillanti nozze del Commissario Montalbano, al secolo l’attore Luca Zingaretti.

La salita finale del Promontorio di Kamarina, dava il verdetto finale di questa “Filippide 2012” , con Chaplin che dava la stoccata decisiva a un Failla molto affaticato, che comunque si accontentava per l’ottimo risultato al traguardo, che costituiva il suo miglior crono stagionale.

Alle spalle dei tre dominatori giungevano nell’ordine l’atleta di Bagheria Gerlando Lo Cicero in 3h20’22”, il padovano Stefano Fassina, (anche lui un’ habituè della Filippide, che ha corso per tre edizioni di seguito) al traguardo in 3h24’35”, poi via-via gli altri col primo degli iblei al 6° posto con Andrea Ragusa col crono di 3h25’47”, indi il vittoriese Salvatore Gianchino (8° in 3h26’27”), il nisseno Andrea Todaro (9° in 3h26’39”), 10° il marsalese Michele D’Errico in 3h40’45”.

Tra le donne bis per la siracusana Eleonora Suizzo, che dopo la vittoria del 2011, è stata la ” Filippide” in gonnella pure nell’annata olimpica del 2012, col crono di 3h45’16”, migliore del 3h e 46 minuti dello scorso anno, ma che sarebbe stato nettamente migliore se solo l’aretusea non avesse sofferto per un pò di dissenteria e disidratazione, che l’han fatta rallentare vistosamente nel finale. Piazza d’onore per l’utramaratoneta tedesco-modicana Inge Hack  in 4h12’49”, mentre ha preferito ritirarsi dopo una trentina di chilometri  la favorita Fernanda Mirone, assieme al marito-coach Antonio Grande.

Alla fine corone d’ulivo (sotto il cono d’ombra della Bandiera Olimpica coi loghi istituzionali territoriali) per i primi e le prime Filippidi, con premi simbolici dedicati soprattutto ai Campioni Olimpici di Kamarina come Parmenide e Psaumide, e il Premio Archìa di Hybla, per il Filippide più anziano al traguardo, nello specifico il marsalese Michele D’Errico  (Classe  1954).

Va in archivio questa edizione olimpionica della “Maratona Alla FilippIde”, che passerà agli annali soprattutto per essere stata la “più spartana” della tradizione, molto povera, quasi a far da antitesi col ricco l’evento globale londinese, con il fatidico “termine-spauracchio” per gli Organizzatori che ha aleggiato impietosamente tra le maglie del C.O; il famigerato BUDGET ZERO, che nessun organizzatore vorrebbe mai pronunciare in occassione di un proprio evento.Tra i tanti Filippidi Occasionali, va rammentata la stoica prova del consigliere comunale modicano Nino Cerruto, grande appassionato di podismo, che a voluto provare l’ebbrezza della sua prima Maratona, correndo senza cronometro tra i percorsi ragusani, e giungendo ultimo al traguardo nel tempo di 4h54’25” (in trentesima posizione).

Organizzazione curata dal Csain di Ragusa, in collaborazione con la “No al doping” di Ragusa Ibla, l’Avis Comunale di Santa Croce Camerina, col consigliere Salvatore Mandarà che ha presenziato alla spartana premiazione assieme al Dottor. Giovanni Distefano che ha fatto gli onori di casa nelle vesti di Direttore del Museo di Kamarina e che ha decantato le virtù olimpiche di Kamarina nelle antiche Olimpiadi Greche e a cui il C.O. della “Filippide” ha donato la Bandiera Olimpica coi loghi istituzionali iblei da fra sventolare al tempio di Athena fino alla Cerimonia di Chiusura dei Giochi londinesi del prossimo 12 Agosto, con lo SPIRITO OLIMPICO che ha trionfato in questa giornata Kamarinense, sperando che lo possa essere pure per tutto lo svolgimento die Giochi.

  

Il C.O. 

 

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Peluso

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