Cronaca — 21 dicembre 2005

Mesi di allenamento, questa volta in compagnia, in ottima compagnia (meno male che c’eri tu Riccà!!)! Mesi di dieta, sostenuto da pochi (grazie Annina!), sfottuto da molti (troppi per citarli qui)! Settembre, ottobre, novembre e dicembre… 3 mesi e mezzo di sacrifici finalizzati ad un solo giorno, ad una sola mattinata di corsa e di passione.

Ecco come sono andate le cose…

“Ore 5:45, suona la sveglia del mio telefono… in genere la spengo per alzarmi sempre 10 minuti dopo, ma stavolta subito scendo dal letto, per niente assonnato, nonostante l’orario. Il mio corpo già sa quello che l’aspetta… Poco dopo già sto gustando un appetitoso piatto di spaghetti al dente con un filo d’olio a crudo, che bontà! Ormai disgustato inizio la minuziosa preparazione, attento ad ogni dettaglio ricontrollo forse 10 volte di aver preso tutto, finchè non si fa ora di uscire e alle 7:25 sono sotto casa dell’altro eroe di giornata, Riccardo.
Fa molto freddo… con riscaldamento e musica a palla (uno su tutti l’inno di Mameli!) siamo subito ad Ostia. Ritiriamo il pettorale, prendiamo il pacco gara (Ric, te la sei provata? a me sta uno schifo!), risaliamo in macchina, accendiamo di nuovo il riscaldamento, riponiamo i nostri integratori nella vaschetta, e finalmente alle 9:10 iniziamo a muoverci… Il sole sta salendo e per fortuna fa meno freddo, ma ogni tanto, all’ombra, quando soffia il vento c’è da avere i brividi! Sulla linea di partenza l’atmosfera è quella giusta, come al solito intorno a me ci sono solo persone vere e belle, ognuna con un record da superare, ognuna con i suoi sacrifici alle spalle, tutti lì per avere un giorno di gloria! …e ora viene il bello!!! Rullo di tamburi… e arriva lo SPARO!!!!! Nella mente ho solo il mio sogno… 3 ore e 15!!
Ho concordato con Riccardo una partenza “lenta”, a 4:40 al km per provare a fare la gara insieme, così fianco a fianco iniziamo la nostra avventura… 1000 metri percorsi e il cronometro dice 4:40!! (ha ragione Luciano a chiamarmi “The Pace”!!) …le prime sensazioni sono buone, passano i km… 2, 3, 4… e il ritmo tende a salire come previsto, così al settimo ormai corriamo a 4:25, le gambe si sciolgono e con un po’ di coraggio provo a spingere, sono convinto di poter rischiare qualcosa! Lascio Riccardo poco dietro di me, per lui è la prima maratona e saggiamente decide di non seguirmi. E’ iniziato il mio primo momento magico, mi sento un leone ed inizio a risalire sui gruppetti che vedo avanti a me sugli infiniti rettilinei del lungomare. Forse è il momento migliore della gara… il vento soffia alle spalle, lo spettacolo è fantastico… mare mosso, sole, la spiaggia deserta… veramente il contesto giusto per spingere il cronometro fino a 4:20 al km! (se solo penso al Virgiliano, freddo, buio, con la pioggia, con solo le zoccole che ci attraversano la strada!) …4:20… la mia velocità di crociera! Avevo programmato un passaggio ai 21 km in 1 ora e 35, sperando di contenere la crisi e di fare una seconda metà in 1 e 40, ma preso dal momento magico, mi ritrovo a metà gara in 1:32:30!! Bene! …penso dentro di me, siamo a buon punto, anche se è dal 30° km che si farà sul serio… Dal km 20 trovo compagnia, sono in due, e decido di rallentare un po’ portandomi a 4:30. I miei compagni di corsa si conoscono, e hanno anche un buon passo, chiacchierano, commentano la loro gara, fanno proiezioni su possibili tempi all’arrivo e così mi distraggono, mi sembra di parlare con loro anche stando zitto. Due sconosciuti come per magia diventano i miei migliori amici, non voglio staccarmi da loro, non voglio trovarmi solo! Al km 27 mi sento ancora alla grande ed inizio a fare le prime proiezioni, sento di poter fare una vera impresa, e a tratti mi viene quasi la pelle d’oca! Piano piano affianco i miei amici, mi metto avanti a loro ed inizio a guadagnare! Al 30° km commetto l’unico grave errore… perdo il rifornimento e tiro dritto senza tornare indietro per bere, poco dopo mi sento un vero imbecille! Pago la mancanza d’acqua per i successivi 5 km, ho una sete tremenda, e mi sento come in mezzo al deserto! Il ristoro sembra non arrivare mai, i miei due compagni di viaggio mi superano con passo agile, anche altri che mi ero lasciato alle spalle nella prima metà tornano a superarmi e non riesco a tenere il passo di nessuno… Cerco in modo affannoso di fare calcoli, di capire quanto sto perdendo, ma Ã¨ tutto inutile, si sta appannando la mente, dimentico in fretta a quanto sono passato al km prima… proprio un brutto momento! Rientro nella pineta, ora sono anche sullo sterrato, ma ecco che come un’oasi nel deserto vedo il banco del rifornimento… ACQUA ! ! ! Bevo e bevo e bevo… quasi mezzo litro, sento le energie tornare, ritrovo un passo decente, meno di 5:00 al km, ma soprattutto ritrovo il morale! In un raro momento di lucidità realizzo di essere ancora in grado di chiudere in 3 ore e 10, sarebbe qualcosa di unico, e quasi mi commuovo all’idea… sto sognando ad occhi aperti, e anche se sembro distrutto, dentro sto ridendo, sono felice!  …un fulmine mi riporta alla realtà! In pochi secondi prima inizio a sentire un piccolo fastidio, poi capisco che mi stanno iniziando i crampi alla coscia destra… sono ancora al 39° km e non ho mai corso in queste condizioni! Cerco di tenere duro, di allungare piano piano il passo, ma appena vado oltre un certo limite sento la gamba bloccarsi. Per un momento ho paura, una tremenda paura di vedere svanire tutto alla fine, tutto sul più bello! Mi torna in mente la fine della maratona di Roma… centinaia di persone a bordo strada che ti incitano senza conoscerti, per loro è uno spettacolo vederti correre, sei tu il protagonista. Lì ad Ostia sono solo, ogni tanto un vigile che ti dice dove andare e ferma le auto… cancello tutto quello che vedo e porto su quei viali freddi e deserti tutti i miei “tifosi” di Roma! Mi sento di nuovo forte! Sono costretto a fermarmi una, due, tre volte per tirare la gamba che si pietrificava ad ogni passo, mi superano 4 o 5, alcuni di loro non li avevo mai visti prima, e ormai non guardo neanche più il cronometro per capire quanto tempo sto perdendo, ora voglio solo finire, non ne posso più di soffrire!
Giro l’ultima curva, leggo il cartello 42° km, sento lo speaker che commenta l’arrivo di quelli che ho visto poco prima superarmi, mancano meno di 200 metri… ecco, sto entrando sulla pista dello stadio… mi metto dritto, non sento più dolore, forse per venire bello in foto, forse per non far vedere agli altri la mia sofferenza, perchè quella è solo mia, non voglio condividerla con nessuno! Sento dei passi dietro di me, ma non ho la forza di girarmi, volo sulla linea del traguardo, la supero e spengo il motore.


3:14:33


Per un po’ voglio restare solo, godermi tutto di questo momento, fissarlo dentro di me, Ã¨ il mio momento! Porto le mani sul volto, forse cade una piccola lacrima, tutti i sacrifici fatti sono serviti, missione compiuta, anche questa volta!! Rapidamente penso a tutte le persone che nel bene o nel malemii hanno dato la rabbia giusta per correre, forse un po’ è anche merito loro!
Quando riprendo conoscenza trovo un paparazzo che si era appostato lì da tempo per aspettare quel momento, per fissare indelebilmente quegli attimi… (grazie Fede!)
Giusto il tempo di andare a prendere qualcosa da bere e mangiare che mi giro e lo vedo… è Riccardo!! 3:18:30… non ci sono parole!! Era la sua prima maratona! …ne farài di strada ragazzo!!! Il keniota bianco di via Posillipo! 


Un aggettivo? Mi viene in mente il più semplice… BELLA!


 


Grazie a Luciano per avermi fatto conoscere questo mondo e per i consigli preziosi. Le nostre sono chiacchiere che potrebbero riempire giornate intere, e la sua esperienza è alla base di ogni mio successo! 
Grazie a Riccardo per tutte le volte che mi ha fatto allenare quando non avrei voluto, per quando lui non stava bene e gli dovevo dare coraggio, per le risate che ci facciamo quando andiamo piano… ma soprattutto grazie per avermi fatto scoprire che uno sport indivuale come questo può diventare uno sport di squadra!


 

Autore: Antonio D’Angelo

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