Cronaca — 30 novembre 2005

Firenze rappresentava per me il rientro alle competizioni di un certo livello Internazione dopo 2 anni di assenza dal mondo delle Maratone. Domenica 27 è stato un giorno di festa, primo perché non potevo festeggiare in maniera diversa il mio 35° compleanno secondo perché concludendo la maratona spero di aver fatto scattare in me la molla per continuare ad allenarmi e riuscire nelle prossime maratone, a tornare a quei livelli cronometrici che mi competono.
Sarei bugiardo a dire di non avevo sognato di entrare nei primi venti assoluti, ma questo poteva essere un obiettivo facilmente ottenibile se la mia preparazione non fosse stata interrotta da incidenti di percorso.
Rientrare e correre la maratona dopo molto tempo ha rappresentato per me un forte banco di prova. Posso dire, dopo 10 anni di maratone corse in Italia e all’estero, di essere tornato ad essere un Neofita della distanza il quale si chiede, con il trascorrere dei chilometri, se sta tenendo il ritmo ideale, se è quando arriverà la ‘crisi’ e se riuscirà a terminare la gara, dubbi che solo lo striscione di arrivo fa svanire consapevole del fatto che anche questa volta la maratona è stata vinta indipendentemente dal risultato ottenuto.
Il dopo maratona sono per gli addetti ai lavori solo dei numeri, delle classifiche, dei tempi che concorrono a compilare statistiche e/o commenti e nient’altro senza rendersi conto che dietro una maratona portata a termine, ma anche dietro un ritiro, c’è un atleta (uomo o donna che sia) che esprime sicuramente qualcosa di più forte che semplici numeri.
Si sente sempre più spesso parlare di record di iscritti di record di arrivati di performance ottime e/o pessime della ricerca a tutti i costi di far spettacolo e questo francamente riduce lo sport, in questo caso la maratona, in un grande business.
Finita la gara finisce tutto, si torna alla normalità, alla vita di sempre, svaniscono i sogni della vigilia, il giorno di festa, l’attesa, la paura e la gioia finale di avercela fatta rimane la magra consolazione di essere anche quest’anno un numero.

Autore: Giovambattista Audia

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