Cronaca — 20 febbraio 2007


Non c’è inverno che tenga: per alcuni podisti la necessità di correre una maratona è così impellente che ci si arrangia a trovar soluzioni anche fantasiose pur di collezionare un traguardo in più. Ne è un notevole esempio una maratona che si corre da qualche anno ad Amburgo e che ha come percorso il passaggio pedonale di un tunnel sotto il fiume Elba. In questo insalubre luogo viene ricavato un piccolo circuito, dove l’aria viziata non manca, ed un gruppo di oltre 200 incoscienti si cimenta nelle classiche maratona e mezza. Per la cronaca, la vittoria quest’anno è andata ad un italiano, Maurizio Muggianu, che ha coperto il percorso nel buon tempo, date le condizioni, di 2:51.02


Neppure nel grande nord l’inverno riesce a fermare i corridori, e se c’è la neve pazienza: ci si corre sopra. Ne è un esempio il circuito di cinque maratone invernali che si corrono a Bergen su di un piccolo circuito, e di altre simili che si corrono in Finlandia. In queste condizioni il vero avversario non è la neve che c’è per terra, ma il freddo. La recente gara di Bergen, per esempio, è stata corsa con 12 gradi sotto zero ed è stata vinta, tanto per cambiare, da Helge Hafsas in 3:00.35


 


04 feb: Beppu, Jpn


Prima selezione per i mondiali di maratona in casa giapponese, per la quale è stata scelta la prestigiosa maratona di Beppu, la cui prima edizione risale al 1952. Diverso quindi il livello di motivazione fra i corridori giapponesi e la buonissima pattuglia di ospiti stranieri, che comunque si sono ben difesi.


Gara ad eliminazione, come spesso avviene, dove tuttavia poco spazio hanno trovato le tattiche delle lepri keniane, travolte dall’agonismo dei corridori locali. Buona prestazione per il vincitore, Atsushi Fujita, 2:10.23 nonostante il calo finale, diretta conseguenza della grande battaglia precedente.


Secondo è arrivato Atsushi Sato (2:11.16) davanti a David Kemboi (2:11.26), Kazushi Hara (2:12.44), Rachid Kisri, il vincitore della maratona in discesa di Treviso, in 2:12.46, seguito da Tomonori Watanabe (2:13.11), Joseph Riri (2:13.58) e l’estone Pavel Loskutov (2:14.49).


Atsushi Fujita è nato il 6 novembre 1976 e di lui si conosce solo un precedente in maratona, un 2:11.50 a Fukuoka dello scorso anno.


 


11 feb: Port Elizabeth, Rsa


Si è disputata nel porto sull’oceano Indiano una delle corse più importanti del Sud Africa, Paese nel quale si tengono ogni anno un centinaio di maratone. Ha vinto il 27enne George Mofokeng, che ha già fatto qualche comparsa all’estero, nel buon tempo di 2:13.50, davanti a Bethuel Netshifehlethe (2:14.08) e Mabuthile Lebopo (2:14.31). Diciotto corridori, tutti sud-africani, hanno concluso in meno di 2 ore e venti.


Più modesta la prova femminile, vinta però da una giovane sconosciuta, Poppy Mlambo, 24 anni, in 2:39.19 davanti a Tanith Maxwell (2:40.46) e Riana Van Niekerk in 2:43.00. Quest’ultima è la migliore atleta del Paese per quanto riguarda l’ultramaratona Comrades.


 


12 feb: Sevilla, Esp


La bella città andalusa è la tradizionale sede dell’avvio del calendario spagnolo di maratona: location quanto mai opporuna, date le elevatissime temperature che ben presto avvolgeranno questa regione della Spagna meridionale. Il discreto livello tecnico della gara è stato assicurato, come spesso accade, da una nutrita pattuglia di keniani, fra i quali il vincitore è stato Sylvester Chebii, in 2:15.16, praticamente in volata davanti a Michael Chemchir (2:15.31). Vittoria spagnola, invece, in campo femminile, con la conosciuta Tina Maria Ramos, alla quale è bastato correre in 2:45.34 per aggiudicarsi la prova davanti alla russa Nadezhda Tuptova (2:47.21).


 


12 feb: Tahiti, Polinesia


Si è corso anche dall’altra parte nel mondo, nel paradiso della Polinesia (francese ma largamente autonoma). Il veterano cittadino francese Philippe Remond ha prevalso comodamente in 2:47.25, mentre seconda assoluta al traguardo e prima fra le signore è stata la locale Sophie Gardon in 2:54.06. In gara anche alcuni ultramaratoneti come Bruno Heubi e Magali Maggiolini, autori di un discreto test.


 


16 feb: Luxor, Egy



Un’altra maratona esotica è quella che si svolge a Luxor, serpeggiando fra monumenti e scavi, giunta alla settima edizione. Non grande la partecipazione e modesto il risultato, nonostante l’attrattiva dei luoghi. Vincitori sono stati l’egiziano Mohamed el Hoseanee (2:35.47) e la sud-africana Suzette Vermaak (3:10.06)


 


18 feb: Valencia, Esp


Seconda maratona popolare in apertura della stagione spagnola ed ennesimo successo dell’immancabile pattuglia africana, stavolta con un bel duello fra il keniano Samson Loywapet, vincitore in 2:12.04 (record della corsa) allo sprint davanti all’etiope Teklu Tefera distanziato di un solo secondo, David Kirui (2:12.09), Ben Kipruo Chebet (2:12.19) e Abraham Chelanga (2:13.52). Solo nono il primo degli spagnoli e si tratta del centista Jorge Aubeso Martinez, autore di un buon test (2:27.01). La nutrita rappresentanza italiana ha messo in evidenza Alessandro Alessandri, undicesimo in 2:27.29, Andrea Pasquinelli 27esimo in 2:36.31 e Roberto Brugé 30simo in 2:38.08.


Più tranquilla la vittoria fra le donne per l’etiope Alemu Zinash (2:39.08) che ha preceduto l’ucraina Valentina Polavska (2:40.41) e la spagnola Ana Casares Polo (2:41.55)


 


18 feb: Austin, Tx


Nel consueto ricco panorama delle maratone Usa spicca nella settimana quella di Austin, Texas, gratificata da 4551 arrivati, il primo dei quali è stato Jynocel Basweti in 2:14.02, che ha battuto Wesley Ngetich (2:16.45) ed il russo Aleksandr Vasilyev (2:17.01)


Molto partecipata anche la gara femminile, vinta dall’etiope Moges Zebenaye (2:39.46), seconda l’americana Desiree Ficker (2:40.28) e terza la russa Firaya Sultanova-Zhdanova (2:40.55), che sembra aver abbandonato le ultra per dedicarsi alle ben più renumerative corse americane.


 


18 feb: Tokyo


Daniel Njenga è il vincitore della maratona di Tokyo, col tempo di 2:09.45


La gara si è svolta tutta sotto la pioggia, particolarmente intensa attorno al 25imo chilometro, quando si ritirava Sammy Korir, che fino a quel momento aveva fatto compagnia al vincitore.


Netto il distacco: il secondo è stato Tomoyuki Sato (2:11.22) e terzo Satoshi Irifune (2:12.44).


Solo sesto il brasiliano Vanderlei de Lima (2:16.08) e decimo Moges Taye (2:18.20).


Njenga aveva già vinto questa corsa nel 2004. A questa edizione hanno preso parte circa 25.000 corridori, in gran parte uomini nonostante che la corsa sia stata aperta anche alle donne. Ma le corse miste in Giappone proprio non piacciono ed in pochissime si sono presentate alla partenza della gara, vinta comunque al femminile da Hitomi Niiya in 2:31.01 davanti a Mari Tanigawa (2:49.54)  

Autore: Franco Anichini

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