Curiosita slide — 13 aprile 2019

500-thickbox_defaultContinua il tour di presentazione del libro “Lo sport delle donne”, edito da Prospettiva Editrice. Ci vediamo giovedì 18 aprile presso gli studi ONE TV ore 20.30 in VIA GIACOMO PERONI 130 e poi il 2 giugno a Nettuno in occasione del “Cross Trofeo città di Nettuno”. Di seguito riporto alcune brevi testimonianze di alcune atlete.

Francesca Boldrini attraverso lo sport ha ritrovato il benessere che cercava: Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e alla tua performance? “Intanto ha migliorato la fiducia in me stessa, donandomi sicurezza anche nella vita in generale e nel sociale. Per correre ho smesso di fumare ed oggi mi sembra uno dei regali più belli mai ricevuti. Inoltre godo di un ottimo stato di forma e molto raramente mi ammalo.”

 

Alessandra Penna ha avuto il privilegio di eccellere in diversi sport: Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e alla tua performance? “Lo sport mi fa sentire sempre bene, dopo una giornata stressante, un allenamento mi rende sempre felice e mi dà una bellissima sensazione di benessere. Lo stesso quando gareggio, la stessa preparazione della gara mi rende entusiasta e tutte le emozioni che ogni volta provo e il divertimento con gli amici mi spingono a voler raggiungere sempre nuovi piccoli traguardi personali.”

 

Tante donne iniziano a correre per seguire i mariti, Manuela Capomaggi si racconta attraverso la sua passione per la corsa trasmessa da suo marito: Ti sei sentita campionessa nello sport almeno un giorno della tua vita? “Mi sono sentita una campionessa il 22 novembre 2015, la mia prima maratona. Desideravo tanto farmi questo regalo per i miei 50 anni e dedicarla a mio fratello che era un grande sportivo. Ci ho lavorato intensamente mettendoci tutto il cuore e al traguardo mi sono sentita veramente una campionessa.” Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e performance? “Come prima cosa ha fatto crescere la stima in me stessa e mi ha donato più consapevolezza, ho capito che se si è disposti a faticare e a lottare si possono abbracciare i sogni.”

 

Matilde Staffa ama la vita, ama lo sport, la corsa, il ballo: Come ha contribuito lo sport al tuo benessere? “Prima di iniziare a correre pesavo 90 kg ora ne peso 65 direi che questo può bastare!” Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi ad uno sport che può essere fatto di fatica, impegno, sudore, sofferenze? “Lo sport aiuta a crescere, ad essere forti, ad accettare le sconfitte e le vittorie, ad aprire la mente, a viaggiare, a conoscere gente, a socializzare e a vivere un mondo sicuramente migliore di quello di internet, video giochi, tv e quant’altro.”

Anna Giunchi, la maratoneta, amante della corsa, nonché collega psicologa, racconta la sua passione, l’impegno e la determinazione nella corsa: Chi ha contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “Il benessere è nato con un lungo lavoro mentale da parte di me stessa. Devo i miei migliori risultati agonistici ad un giovane allenatore: Marco Testero.”

 

Giovanna Squitieri, moglie e mamma di runners, è riuscita a farsi contagiare e ora c’è la corsa verso la prestazione migliore, verso la gara un po’ più lunga, Ma tutto ciò Giovanna lo vive serenamente con la sua famiglia, i suoi amici, la sua squadra: Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “L’emozione più bella è stata la mia prima maratona SAN VALENTINO 2015, fatta con mio marito, la prestazione migliore è sempre una maratona ed è la prima del 2016 (maratona di Buon anno).”

 

Il 2012 e il 2013 Francesca Canepa vinse il Tor des Geants considerato “il trail più duro al mondo”, con partenza ed arrivo a Courmayeur. Nel 2014 Francesca subisce accuse di taglio di percorso e viene squalificata ingiustamente. Dal 3 al 9 settembre 2016, con partenza e arrivo da Cogne, si è corsa la prima edizione della «4K Alpine Endurance Trail Valle d’Aosta»: Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso. La gara femminile è stata vinta dalla fortissima Francesca Canepa: Com’è stata l’esperienza di gara? “L’esperienza di gara è stata completamente positiva. Rovinata solo dalle cadute che, purtroppo nel corso della prima notte, hanno compromesso la funzionalità del mio ginocchio e con essa il risultato finale. In realtà io puntavo al podio assoluto, proprio perché fisicamente stavo benissimo e grazie a questo sono appunto riuscita a godermi la gara. Il dolore è stato un aspetto fra i tanti, ma l’esperienza in generale, e soprattutto la possibilità di ripercorrere quei sentieri dopo l’orrore del 2014 è stato stupendo.”

 

Tra gli atleti di Podistica solidarietà ho conosciuto Elisa Tempestini che si occupa dell’Associazione Spiragli di Luce e che si racconta attraverso le risposte al un mio questionario: Qual è stata la gara della tua vita dove hai sperimentato le emozioni più belle? “L’emozione più grande è stata la mia prima Maratona a 50 anni!

 

Cecilia Polci e Maria Chiara Parigi, amiche e Ultratrailer, Ad entrambe in tempi di diversi ho chiesto di rispondere al mio questionario volto ad approfondire il mondo degli ultrarunner: Quali meccanismi psicologici ritieni ti aiutino a partecipare a gare estreme? Maria Chiara: “I meccanismi psicologici sono le incertezze che abbiamo e quando andiamo in gara significa superarle! È un modo per sapere che sono capace di superare anche ciò che mi fa paura!” Cecilia: “Sicuramente ciò che ci spinge in queste gare è la voglia di conoscersi fino in fondo, di capire come saremmo in grado di reagire in situazioni di difficoltà, perché ciò che conta nei trail è sapersi gestire, saper capire di cosa il tuo corpo ha bisogno, ancor prima che te lo chieda.”

 

Angela Gargano, Guinness World Record, 100 maratone in 1 anno. Una donna straordinaria, la si incontra a tante maratone, a tante ultramaratone: Ti sei sentita campionessa nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Ho vinto qualche maratona ed ultra, nel 2002 ho corso 100 maratone in un anno solare ed iscritta nel Guinness World Record. Ad Antibes ho stabilito la migliore prestazione femminile italiana della 6 giorni (564,220 km) e ad Atene la migliore prestazione femminile italiana della 10 giorni (826,00 km), ma non mi sono mai sentita una campionessa. Però, una sola volta mi sono sentita tale, e non per aver vinto, semplicemente per aver tagliato il traguardo della Nove Colli (202 km).”

 

In occasione della 100km del Gargano, ho avuto modo di incontrare Maria Moramarco facendo dei tratti di corsa assieme: Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta? “Quel senso di libertà, di protagonismo, anche se è solo a livello personale, non esternato. Mi fa molto piacere soprattutto dimostrare a tante donne che restano dietro la finestra per paura di essere viste e giudicate che cambiare si può. Vorrei far capire loro che le mie non sono imprese, ma semplice passione di correre, che mi fa stare bene sia sola che con gli altri.”

 

Aurelia Rocchi, vincitrice della 24h di corsa a piedi a Lavello: Quale è una gara estrema che ritieni di non poter riuscire a portare a termine? “Vorrei provare tutte le gare. Se ci sarà una dura che non potrò finirla per qualche motivo, riproverò riproverò fino a che ci riuscirò perché non c’è niente più forte del mio cervello, avrò tanta pazienza per riprovare.”

 

Interessante la testimonianza di Sara Valdo, ultrarunner, 3 mondiali in maglia azzurra: Quale è stata la tua gara più estrema? Quale ritieni di non poter mai riuscire a portare a termine? “Le più estreme sinora sono state la 24h e la Nove Colli. Non voglio peccare di presunzione ma preferisco non pensare mai di non poter riuscire a fare qualcosa, bisogna comunque provarci.” Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per farli avvicinare a uno sport di fatica e impegno? “Per farcela (nello sport come nella vita) ci vuole resilienza tratto da ‘Persevare è umano’ di Pietro Trabucchi.” Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Come Nazionale di Ultramaratona, abbiamo la grande fortuna di essere seguiti da Pietro Trabucchi, con i suoi consigli e insegnamenti ci aiuta negli allenamenti e nella gara, soprattutto per quanto riguarda la gestione della fatica e delle crisi.”

 

Elisa Cusma, ex atleta, specialista 800 e 1500 metri, ha vinto 8 medaglie a livello internazionale e 23 titoli italiani assoluti (indoor ed outdoor), tra individuali e staffette. Detiene due record assoluti seniores: 800 metri piani indoor e staffetta 4×800 metri. Vince il primo titolo italiano assoluto nel 2005 quando a Bressanone si aggiudica la medaglia d’oro sugli 800 metri. Il 1° maggio 2016 Elisa vince la gara di 5 km a Roma e si lamenta per il percorso impegnativo, io l’ascoltavo e pensavo che gli atleti sono tutti uguali, si lamentano sempre, ma questa è un’atleta speciale, ha vestito la maglia azzurra, ha partecipato alle Olimpiadi. Di seguito si racconta: Ti sei sentita campionessa nello sport? “Diciamo che ogni atleta ha il suo carattere! Per me essere un campione non è solo ottenere delle grandi performance ma anche avere una grande determinazione e soprattutto crederci fino in fondo!” In che modo lo sport ha contribuito al tuo benessere? “Lo sport è stato un elemento molto importante nella mia vita! Mi ha aiutato a crescere, a diventare un’adulta e soprattutto ad essere più sicura di me e di conseguenza facendo una vita sana non posso che essere in buona salute!

 

L’amica Eleonora Bazzoni da diversi anni ben figura e si distingue nelle gare romane. Ti sei sentita campionessa nello sport almeno un giorno della tua vita? “Sì un giorno mi son sentita nel mio piccolo una campionessa, quando ho vinto il titolo italiano di mezza maratona categoria promessa nel 2009.” In che modo lo sport ha contribuito al tuo benessere? “Credo che lo sport abbia contribuito al mio benessere sia fisico che psichico, fisico perché dopo la fatica si ha sempre una sensazione di benessere e psichico perché mi aiuta a sfogarmi, un ottimo antistress, la corsa se in solitudine mi permette di riflettere sulle varie problematiche da affrontare. Penso che l’arma vincente delle performance sia tanta buona volontà, costanza e amore per ciò che si pratica.”  Come hai scelto il tuo sport? “Sin da piccola seguivo mio fratello alle gare e già a sei anni avrei voluto iniziare a correre ma il campo era distante e per varie problematiche ho iniziato a frequentare il campo di atletica all’età di 10 anni… nel frattempo mi bastava trovare davanti a me un rettilineo per correre e improvvisare delle gare con mia madre, ex velocista e saltatrice, e con mio fratello orientato invece al mezzofondo/fondo.”

 

Valeria Straneo detiene il record nazionale di Maratona 2h23’44” ottenuto a Rotterdam il 15 aprile 2012, arrivando seconda dietro alla neo campionessa olimpica Tiki Gelana: Quali sono le capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere? “Sopporto bene la fatica, sono precisa e costante negli allenamenti, in gara riesco a dare il 100%, non mi angoscio prima di una gara.” Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare attività fisica? “Ho scoperto di essere più paziente di quanto non pensassi. Quando per esempio si ha a che fare con un infortunio o durante la preparazione di una gara lunga come la maratona, non bisogna avere fretta ed è fondamentale aspettare ed avere pazienza.” Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Con la pazienza. Affidandomi a persone fidate che mi hanno saputo consigliare ed indirizzare sulla strada giusta. Lavorando sul problema giorno dopo giorno, a piccoli passi.”

 

Sonia Lutterotti, Nazionale Italiana Ultramaratone, ha imparato ad addomesticare la fatica, a trattare le crisi, a rimodulare gli obiettivi in caso di difficoltà, a trovare comunque le sue motivazioni nel portare a termine le gare, nell’andare avanti con fiducia e determinazione: “Partecipare ad una gara di ultramaratona quando sto bene e non ho problemi per me non è difficile, sono molto motivata. Quando invece non sono preparata non ho molte armi a disposizione. Naturalmente anche quando tutto va bene arriva la crisi, il momento di grande stanchezza, per resistere alla fatica cerco di ‘ingannare’ la mente; ad esempio invece di pensare al lontano obiettivo finale mi pongo degli obiettivi intermedi, oppure cerco di estraniarmi pensando a qualcosa di completamente diverso da quel che sto facendo.”

 

Monica Casiraghi, Campionessa mondiale 100 km anno 2003 (Taiwan), Campionessa Europea 100 km anno 2003 (Mosca) record Italiano 7.28.12, Vice Campionessa Mondiale 24h anno 2010 (Brive Francia) Record Italiano 231 km: Ti va di raccontare un aneddoto? “La corsa mi ha insegnato che con impegno e sacrifici si possono realizzare i sogni; diverse volte mi è capitato di pensare che tutto era finito, con la mia forza di volontà sono riuscita a proseguire la gara e vincere; questa è la mia forza! La mia testa ha sempre fatto la differenza, ho imparato a resistere e a tener duro, e così ho realizzato i miei sogni.”

 

Antonella Confortola, un’atleta di valenza internazionale di Corsa in Montagna: Pensi che potrebbe essere utile lo psicologo dello sport? In che modo e in quali fasi? “Credo di sì, ma già con atleti evoluti, che ne sentono il bisogno, che vogliono confrontarsi.” Quale messaggio vuoi rivolgere ai ragazzi per farli avvicinare a questo sport? “Lo sport ti emoziona sempre, ti aiuta a scoprire i tuoi limiti, ti fa capire che cadere è normale e che puoi rialzarti, che più dura è la strada, più’ grande è la soddisfazione.” Quali sono i tuoi prossimi obiettivi a breve, medio e lungo termine? Quali sono i sogni realizzati e da realizzare? “Sportivi, il mondiale lunghe distanze in Slovenia a giugno…a lungo termine trovare un lavoro che mi emozioni (almeno qualche volta) come lo sport. Per i sogni penso che siano una cosa personale, non ne parlo mai con nessuno… però sono importanti, ci fanno andare avanti.”

Pochi giorni dopo questa intervista, Antonella ha vinto la medaglia d’argento ai mondiali di corsa in montagna di lunga distanza e il titolo Mondiale a squadra.

 

Valeria Roffino, titoli italiani assoluti sui 3000 siepi (2014, 2015). Di seguito Valeria racconta la sua esperienza: Chi ha contribuito al tuo benessere nello sport o performance? “La mia allenatrice innanzitutto, il mio Gruppo Sportivo, le Fiamme Azzurre e poi tutti coloro che mi stanno vicino e mi seguono.” Qual è stata la gara della tua vita? “Non saprei indicarne una in particolare. Forse quando ho vinto il mio primo italiano, da cadetta, sui 2000 mt. Direi quello perché il più inaspettato. E poi a Rovereto, 3 anni fa, quando ho vinto il campionato italiano assoluto sui 3000 siepi. Lì ho capito quanto la testa sia importante in uno sport come questo e quanto possa fare per correre forte.” Qual è una tua esperienza che ti può dare la sicurezza che ce la puoi fare? “Forse quest’ultima è l’esperienza che mi dice che ce la posso fare. È una frase fatta ma credo che davvero che se ci credi fermamente in qualcosa, tutto è possibile!” Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare atleta? “Mi sono accorta di essere molto testarda e determinata. E se voglio fermamente qualcosa, sono in grado di raggiungerlo!” Quali capacità, risorse, caratteristiche, hai dimostrato di possedere? “Credo di poter affermare di essere testona, determinata, in alcuni casi coraggiosa e di riuscire, in gara, a trovare delle risorse e delle capacità che in altre occasioni non ritrovo.”

Valeria appare molto sicura e determinata, è convinta di poter far bene e sempre meglio, si tratta solo di decidere quali devono essere i suoi propositi e progetti e poi impegnarsi duramente e serenamente per portarli avanti e trasformare sogni in realtà.

 

Lorena Brusamento, 221.719 km 13^ Campionato Europeo in Francia di 24 h corsa su strada: Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Sì, la sensazione di non avere più nulla e di avere raschiato il fondo del barile.” Quali sono le sensazioni che sperimenti nel pregara, in gara e nel post gara? “Emozione, agitazione, gioia, serenità, condivisione, amicizia.” Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nel tuo sport? “Devo fare attenzione a non dissociarmi per troppo tempo, rischierei di non avere il completo controllo di ciò che succede al mio corpo.

 

Matteo SIMONE

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