Curiosita slide — 11 marzo 2014
grinta.. Definire l eternità .. o il concetto stesso di felicità Chissà a quanti e quante volte è capitato di interrogarsi.. di provare a descrivere vibrazioni che, d’ improvviso,
s’ impossessano di noi e ci proiettano .. oltre noi stessi … Oltre quell’ ordinaria, quotidiana linea di confort .. donandoci l’ immensità …
No, ragazzi, questo mio “dimenarmi” in prosa non vuole avere alcun tipo di pretestuosità, se non quella di ritornare lì da dove siamo tutti partiti .. non solo metaforicamente .. da quella linea .. Sul numero di febbraio del mensile “Correre”, una rivista alla quale tutti noi podisti oltre gli ..”anta” siamo affezionati, perché ci ha mostrato i rudimenti della corsa, quando ancora non sapevamo di avere “due ali per poter volare”.. Dicevo, quindi, il mese scorso, è stata pubblicata la classifica di tutti i maratoneti italiani, di tutti coloro che hanno avuto un po’ il coraggio, un po’ la sfacciataggine, di varcare quella linea immaginaria della consuetudine, della “normalità”, per catapultarsi in un mondo tutto proprio, fatto di passione, di sensazioni che giocano finanche a “carezzare Madre Natura”, cibandosene … alla ricerca della felicità … Ebbene, ogni anno c’è un’ immagine che viene utilizzata dalla redazione della rivista per sintetizzare il senso, la bellezza di uno sport, la corsa, che racchiude un messaggio che va ben aldilà dell’ abituale pratica di un’ attività sportiva.. perché è ancora più di un credo … è … filosofia di vita. Quest’ anno il messaggero di tale “immensità” è stato un atleta napoletano, Antonio D’ Apuzzo, ritratto al traguardo della maratona di Roma di qualche anno fa, proprio perchè la sua immagine di appassionato e visionario amatore va ben oltre quello che potrebbe essere il significato della foto, ad esempio, della migliore prestazione cronometrica annuale nazionale sulla distanza.  In quell’ occasione, il nostro “Don Chisciotte” riuscì a sconfiggere finanche il tempo con una rincorsa negli ultimi cento metri che ha dell’ incredibile, catapultandolo a fermare quasi il cronometro sul tempo ufficiale di 2h59’59’’ … il tutto con un’ ultima “zampata” … con un ultimo grido di liberazione … in un vero e proprio canto alla vita … L emozione, il brivido che ci sfiora ammirando la foto, è la certezza che non esista più tempo .. non c è più spazio .. quando in ciò che fai c è passione .. Ed è un messaggio che va ben aldilà di un traguardo di maratona ..
Grazie, Antonio !!
 
 
 
Mario Filippo della Paolera

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