Cronaca slide — 02 ottobre 2013

Caracciolo Gold Run

Sono il Presidente del Comitato Organizzatore della CARACCIOLO GOLD RUN  e scrivo a nome di tutti i miei soci e principali collaboratori che mi hanno affiancato in questa 13° edizione della Caracciolo Gold Run perché, avendo letto o ascoltato le giuste critiche che alcuni podisti hanno espresso su un particolare problema di malfunzionamento organizzativo, ho il dovere di rispondere a  tutti coloro che hanno manifestato il loro dissenso, provando a spiegare ma, non a giustificare  cosa ha favorito le difficoltà incontrate.

La Caracciolo Gold Run è stata sempre definita (come da alcuni vostri vecchi commenti) una gara molto apprezzata e gradita dal popolo dei podisti ed è stato questo il motivo che ci ha spinto a ripeterla anche quest’anno nonostante le varie difficoltà non solo di tipo economico…

Giustamente, in una 13° edizione non si accettano errori; di questo ne siamo  pienamente consapevoli e ci assumiamo tutte le responsabilità per i disagi a cui alcuni  podisti sono incorsi.

Siamo tutti con voi ma, anche solo per un attimo, v’invito a guardare a quanto altro volevamo trasmettere con l’organizzazione di quest’evento che non era limitato solo ad una semplice corsa podistica di 10 km (come ce ne sono tantissime…) ma, a qualcosa di più ampio per promuovere l’attività sportiva giovanile, quella  di alta qualità tecnica (con gare a circuito GRATUITO in Piazza Plebiscito); nonché, iniziative di carattere scientifico/culturale dove si è parlato di lotta al doping  ai ragazzi delle scuole superiori di 2° grado con la partecipazione di un’illustre testimonial sportiva come Giuliana Salce ed altri importanti relatori ed iniziative di carattere sociale come la donazione di 1€ su ogni quota d’iscrizione a Telethon per favorire la ricerca alle malattie genetiche.

Volevamo offrire il meglio possibile a tutti voi ma forse chissà, ci siamo riusciti solo per 2/3…

Siamo fortemente dispiaciuti per non avercela fatta a portare a compimento tutto come era nelle nostre intenzioni e per non essere riusciti ad assolvere bene a tutti i compiti che si deve pensare di fare quando si organizza una gara.  Molti anni fa quando ero in veste di atleta, anch’io, se subivo problemi organizzativi in una gara, esprimevo il mio dissenso all’organizzatore. Non capivo e ne m’interessava sapere quanta fatica da parte di tanti c’era dietro l’organizzazione di un evento; ai tanti imprevisti che si può incorrere nell’organizzazione di un evento sportivo soprattutto quando è necessario far quadrare benissimo tutti i conti per non rischiare oltre alla fatica fisica e mentale, anche eccessive perdite economiche … M’interessava solo correre!!!

Capisco e conosco quindi  i disagi che può vivere un atleta quando al termine della fatica per portare a termine la gara può vivere anche la più piccola difficoltà. Queste cose le ho vissute di persona e conosco bene cosa si prova… Per questo motivo abbiamo sempre cercato di evitare o almeno ridurre al minimo questi disagi dal 1° all’ultimo.

Quest’anno purtroppo, con qualcuno abbiamo fallito!

Comunque, e non per giustificarci ma, solo per conoscenza, vorrei far sapere che solo il 26/9, cioè 3 giorni  prima della gara, con gli stand ed il palco già montati, la gara ha rischiato “fortemente” di non svolgersi perché, dalla Prefettura, era arrivato al Comune di Napoli l’ordine di annullamento di tutte le manifestazioni previste per domenica 29/9 per motivi di sicurezza pubblica a causa del trasferimento di un ordigno bellico rinvenuto in via Reggia di Portici; inoltre, c’era la visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del Segretario del PD –  Guglielmo Epifani che inizialmente non erano state programmate in Piazza Plebiscito ma in altra zona di Napoli che ci creava altre difficoltà… E’ possibile immaginare quindi, la preoccupazione che avevamo e le difficoltà che ci siamo trovati ad affrontare all’ultimo minuto (variazione del percorso, riduzione del materiale di servizio quali: transenne, tavoli, sedie) riduzione del numero di agenti di polizia municipale,  reperimento di altro personale di servizio etc . Inoltre, dal giovedì mattina, cioè dal momento dell’allestimento del villaggio, siamo stati assaliti da continue invasioni di vere e proprie piccole bande di ragazzini che sottraevano materiale destinato alla distribuzione.  Ciò nonostante, abbiamo cercato di assicurare il più possibile i servizi necessari tra cui  l’importante chiusura del percorso tenendo fuori tutte le auto nonostante c’era la libertà di circolazione. Premesso questo, vogliamo assicurare comunque, a tutti i partecipanti che non hanno ritirato la medaglia di partecipazione che potranno farlo tranquillamente se ci contatteranno. Sarà nostra cura trovare il modo migliore per poterla farla recapitare a chi ce la chiederà. Assicurato ciò, ed ammesso le nostre responsabilità, consentiteci però di denunciare il deplorevole comportamento assunto da alcuni podisti che si sono lasciati andare a frasi ingiuriose ed offensive arrivando addirittura a lancio di materiale e atti di aggressione fisica verso le ragazze impegnate per tale servizio. C’è stato un vero e proprio assalto agli stand, superando il livello minimo di decenza, sono stati oltrepassati i tavoli di recinzione senza più alcuna possibilità di controllare un critico livello d’emergenza con il rischio anche d’incolumità dei giovani impegnati per tale servizio.

QUESTA COSA CI FA’ VERGOGNARE , perchè parliamo di sport e non di guerra civile… Comprendiamo la tensione generata per la stanchezza fisica di tutti, accettiamo lo sfogo e le critiche di ma solo se civili e costruttiva perché ci consente di non ripetere errori in futuro.

L’inciviltà e la maleducazione non ha MAI nessuna giustificazione…

Questo non è il nostro modo di vivere lo sport!

Ci sarebbe piaciuto leggere poi, oltre alle critiche offensive per qualche mancato ritiro della medaglia o del pacco gara, anche l’impressione di qualcuno su quello che volevamo trasferire con lo slogan della gara e con le altre iniziative previste dal progetto ma, a quanto pare questo non interessa …

Mimmo Scognamiglio

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