Curiosita — 23 settembre 2011


Carissimo Coach (non so cosa significa ma papà ti chiama così ,vero?)



Eccomi qui, dopo quasi 4 anni di attesa, dopo che hai commentato per telefono la mia nascita a descriverti l’emozione della mia prima gara:


Papà era più emozionato di me, specie quando mi ha visto tagliare il traguardo, saranno emozioni che non dimenticherà mai .


Io ho pensato solo a divertirmi in quei magnifici 60 metri corsi tutti di un fiato.


Come mi ha insegnato papà, non importa vincere, ma esserci e partecipare è la più bella delle conquiste,


 l’impegno e i sacrifici verranno in futuro, quando la vita me li chiederà ed io avro’ imparato che la corsa è tutto sommato una metafora della vita,


se sai soffrire e impegnarti scrupolosamente, prima o poi i risultati arrivano, sempre.


Tornando alla gara, correre mi è piaciuto perché non riesco mai a stare fermo, e corro sempre dalla mattina alla sera con  grande gioia di mamma e papà che non riescono a starmi dietro.


Papà mi parla sempre di te,


ti abbracciamo con affetto e ti aspettiamo insieme ad Adriana .



A presto!


Riccardo

Autore: Il Piccolo Riccardo Gramendola

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