Cronaca — 27 novembre 2005

‘Tagliare il traguardo è stato come rinascere’. Era il 28 aprile del 2002, quando Giacomo Leone si piazzava al secondo posto sul traguardo della Maratona di Padova, da allora il trentaquattrenne atleta delle Fiamme Oro Padova non aveva più concluso una gara sui 42 chilometri e 195 metri. Un calvario per lui, ex primatista italiano e ultimo ‘runner’ tricolore a vincere New York nel ’96, costellato di continui infortuni e momenti di crisi, tanto che Firenze era diventato un bivio nella sua vita. ‘Volevo tagliare il traguardo – spiega Leone -, finire la maratona. Il tempo contava relativamente, più che altro si trattava di una questione psicologica. Se oggi non fossi arrivato alla fine, avrei probabilmente deciso di ritirarmi. Ho chiuso in 2h18’04’, ad un soffio dal terzo, e ora mi concentrerò su una maratona primaverile per centrare un tempo di rilievo, potrebbe essere Roma o Padova, ancora non ho deciso. Penso di avere ancora qualcosa da dare a questo sport e il sogno è quello di tornare a vestire l’azzurro agli europei di Goteborg ad agosto’. Un plauso dal campione di Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, arriva anche per la città di Firenze. ‘Sono rimasto sorpreso dalle tante persone presenti sul percorso, tutte a fare il tifo e ad applaudire i maratoneti. E’ anche grazie a loro che ho superato un piccolo momento di crisi. Il percorso di Firenze non è facilissimo, ci sono diverse curve e tratti di lastricato che ti possono mettere in crisi, soprattutto se è bagnato’.


Settimo sul traguardo il sempreverde Angelo Carosi, 42 enne tesserato per la Forestale, che ha concluso la gara in evidente difficoltà. ‘Basta maratone – ha affermato Carosi -, voglio tornare a concentrarmi sui 3mila siepi, quella che è sempre stata la mia specialità. Sono partito bene, transitando alla mezza maratona in 1h06’59’, poi, dopo il 30° chilometro, ho iniziato a sentire la coscia che si induriva e l’ultimo tratto l’ho fatto praticamente camminando. Non volevo ritirarmi a Firenze, una città che è legata a molte gioie della mia carriera agonistica’.


Un po’ di sconforto, invece, nelle parole di Danilo Goffi, 33enne atleta dei Carabinieri Bologna. ‘L’obiettivo era fare un buon tempo, invece mi sono dovuto arrendere al 28° chilometro. Non riuscivo a respirare, avevo un polpaccio bloccato e quando ho visto che stavo perdendo il treno dei keniani ho detto basta. Sono deluso per questa prova, anche perché speravo di staccare già oggi un biglietto per gli Europei di Goteborg. Adesso è tutto rimandato a una maratona di primavera’.


 


CLASSIFICA FINALE


Uomini: 1) Samson Kosgei (Ken) 2h11’27’; 2)          David Kipruto  (Ken – Running Team Volpiano) a 4’48’; 3) Jomo Kororia Godwin (Ken) a 6’35’; 4) Giacomo Leone (Ita – Fiamme Oro) a 6’37’;  5) Pavel Novak (Cze) a 7’07’; 6) Kristian Algers (Swe – Eniornia If) a 7’55’; 7) Angelo Carosi (Ita – Forestale) a 8’28’; 8) Marek Poszeplzynski (Swe – Eniornia If) a 9’24’; 9) David Mitchinson (Gbr – Essex Beagles) a 11’11’; 10) Alessandro Alessandri (Ita – Atletica 85 Faenza) a 11’14’.       


Donne: 1) Alice Chelangat (Ken) 2h30’46’; 2) Ivana Iozzia (Ita – Corradini Rubiera) a 11’02’; 3) Ida Kovacs (Hun) a 12’10’; 4 Helena Olofsson (Swe – Ranas 4H) a 13’44’; 5) Lisa Wiklund (Swe – Sparvagen) a 16’11’; 6) Ivana Martincova (Cze) a 24’19’; 7) Alessandra Ronco (Ita – Millone Accorner) a 24’29’; 8) Maria Grazia Piras (Ita – Gs Runners) a 25’16’); 9) Debora Tortora (Ita – Il Fiorino) a 27’28’; 10) Chiara Damiani (Ita – Cus Ferrara) a 30’21’.


Diversamente abili: 1) Bogdan Krol (Pol) 1h35’24’; 2) Rossano Baronti (Ita – Gs Ha Toscana) a 14’13’; Moryc Ryszard (Pol- Start Katowice) a 27’50’; 4) Manlio Nogaro (Ita – Basket e non solo Ud) a 53’03’; 5) Fabrizio Castelli (Ita-Gs Vento Spinale) a 53’03

Autore: c. stampa

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