Cronaca — 06 marzo 2007

Primo rapporto dell’anno sulle ultramaratone in giro per il mondo, dedicato alle gare di gennaio e febbraio, mesi non favorevoli per questo tipo di gare ma non privi di spunti interessanti, in particolare per alcune corse indoor.


30dic-01gen Nardini Manor



Nel parco della villa Nardini Manor, a Lichtfield Park in Arizona, si è disputata l’ultima ultra della stagione 2006, che è anche la prima del 2007. Infatti i concorrenti alla gara delle 72 ore sono partiti il 29 dicembre ed hanno concluso la loro corsa il 1 gennaio 2007, mentre quelli delle gare più brevi (48 ore e 24 ore) si sono fermati quando si era ancora nel 2006.


Il tutto è avvenuto su di un circuito stradale di un chilometro ricavato nei vialetti del parco, ben assistito e protetto. Un modo diverso di celebrare il nuovo anno. Brindisi comunque per tutti allo scoccare della mezzanotte.


John Geesler, conosciuto ventiquattrista che ha fatto parte più volte delle nazionali Usa, ha coperto la distanza maggiore nelle 72 ore, con 462 chilometri, mentre la prima fra le signore è stata Tracy Thomas con 403,500 chilometri.
John Bauer (285.500) e Wendell Doman (195.000) sono stati i migliori nelle altre gare, così come Juli Aitars (247.000) e Terri Handy (177.000)


27 gen: Moskva Night e Passatore Cup
I migliori ultra-maratoneti russi residenti in Patria si ritrovano ogni anno in pieno inverno per questa singolare gara indoor in notturna sulla distanza delle sei ore, prolungabile a scelta fino ai 100km, al traguardo dei quali viene assegnata la ‘Passatore Cup’, intitolazione ispirata chiaramente dalla famosa gara nostrana. Infatti il manager della gara moscovita è anche un grande amico del Passatore e guida ogni anno una forte delegazione russa.
Molto valido il risultato tecnico: vincitore è risultato Aleksandr Vishnyagov, con 87.634 metri allo scadere delle 6 ore, che ha poi concluso i 100km in un ottimo 6:53.39. Alle sue spalle bene hanno fatto anche Igor Tyazhkorob (87.081 e 6:59.41) e Vasiliy Spiridonov (85.481 e 7:11.50). Modesta invece la partecipazione femminile, anche perché le migliori si sono trasferite da tempo negli Stati Uniti, dove vivono facendo incetta di premi. La migliore è stata Evgenia Kulikova, con 70.152, cioè molto meno di quanto è capace, ad esempio, la nostra Paola Sanna.


 


11 feb: 50km Rio Grande, Bra
Valmir Nunes


Si è disputata nello Stato di Rio Grande la maggiore ultra del Brasile, a cui partecipano alcuni dei migliori maratoneti del Paese. Ottimo il risultato tecnico, nonostante la temperatura elevata (laggiù si è in piena estate) ed il percorso tormentato. Ha vinto Mauro Teixeira Pinto nel tempo di 2:52.49 davanti a Linbemberg Gomes Nunes (2:53.40) e Antonio Oliveira Goncalves (2:58.41). Eccellente anche la prestazione della vincitrice, la forte maratoneta Ilaine Wandscheer, che ha chiuso in 3:26.11, davanti a Neli Rosa Oliveira (3:42.49) e Maria Selete Herold (3:43.47).
Sempre in Brasile si è corsa una massacrante gara di 135 miglia, pari a 217 chilometri circa, cioè una distanza simile a quella della Badwater e della Spartathlon. Ha vinto, non troppo facilmente, il famosissimo Valmir Nunes, vincitore di un Passatore molti anni orsono, ed ancora in attività sulle lunghe distanze: 27:26.01 il tempo impiegato, davanti a Arnaldo Sampaio 28.53.01. Nunes si trasferisce ora in Europa per prendere parte al festival delle ultra, in programma in Grecia ai primi di aprile, ma non ha ancora deciso se prendere parte alla 24 ore oppure alla Sei Giorni  


 


12 feb: 12 ore di Lohja, Fin


Questo appuntamento invernale è cominciato tre anni orsono, quasi per gioco, ed è diventato una classica. Si tratta di una gara a tempo sulla distanza delle 12 ore che si corre nel parcheggio del centro commerciale di Lohja, Helsinki, dove viene ricavato un piccolo circuito indoor di 200 metri.
Quest’anno, in simili condizioni, la gara è stata nobilitata dalle notevoli prestazioni di due ospiti giapponesi. Ryoichi Sekiya, fra i maschi, ha vinto coprendo la ragguardevole distanza di 146.296 metri mentre Sumie Inagaki è stata la prima fra le signore, e seconda assoluta, con 135.799.
Buone prestazioni anche per Arto Ahola (134.560) e l’estone Peeter Vennikas (132.876).


 


04 mar: 6 ore Stein, Ned


Complice una precoce primavera, le cose si cominciano a muovere anche all’aperto, con questa tradizionale Sei Ore di apertura, dedicata al tema del riciclaggio. Notevole la pertecipazione di oltre 150 corridori provenienti anche dalla vicina Germania e dal Belgio. Belga è stato appunto il vincitore, Marc Papanikitas, buon maratoneta da 2:25 e centista più volte presente in campo internazionale. Nelle sei ore canoniche ha percorso 84.270 metri, precedendo Ivan Hostens (81.729) e Lucien Taelman (80.741). Ai 50km Papanikitas è transitato in 3:17.12. Era presente anche il primatista mondiale, il polacco Chawawko, che però si è fermato dopo 62 chilometri.


In campo femminile si è rivista la campionessa europea in carica, la tedesca Birgit Schonherr-Holscher, che ha percorso la discreta distanza di 73.555, precedendo la nuova olandese Manon Wermekeers (72.827) e la connazionale Marion Braun (70.689) 

Autore: Franco Anichini

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